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Adeguamento statuto di Srl e Cooperative: manca una settimana

La proroga richiesta per l'adeguamento degli statuti non arriva e le società e cooperative che ancora non l'hanno fatto devo affrettarsi all'adeguamento dei propri statuti.

Il 16 dicembre 2019 è l’ultimo giorno utile per l’adeguamento dell’atto costitutivo delle Srl e dello statuto delle Cooperative, come richiede l’art. 379, comma 3, del D.Lgs. 14/2019, contenente il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Si tratta di una novità conseguente alle nuove procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, introdotte dalla riforma delle procedure concorsuali, prevista dalla legge 155/2017, che assegnano un ruolo importante all’organo di controllo e/o al revisore dei conti delle società di capitali.

Infatti, è previsto che spetti anche all’organo di controllo attivare la procedura di allerta, che ha l’obiettivo di consentire l’individuazione di soluzioni alla crisi di impresa prima che questa si aggravi, e il cui riferimento istituzionale non è il Tribunale, bensì l’Ocri, l’Organismo di composizione della crisi di impresa, che deve essere costituito presso le Camere di Commercio.

Anche nel caso di procedura di composizione assistita della crisi, l’organo di controllo è il soggetto destinatario dell’informativa da parte dell’Ocri sull’esito della procedura.

Per questo motivo il legislatore ha ampliato i casi in cui le Srl e le Cooperative devono avere un organo di controllo. Più precisamente ha previsto che l’organo di controllo (o il revisore legale) sia nominato quando si superano soglie per l’obbligatorietà di questo organo che sono più basse di quelle precedenti, per effetto della modifica del comma 2, dell’art. 2477, del codice civile, operata dall’art. 379, comma 1, del D.Lgs. 14/2019.

Le nuove soglie, ai sensi del citato art. 2477, comma 2, modificato da ultimo dal DL 32/2019 (Sblocca Cantieri), sono le seguenti:

  1. totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
  2. ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
  3. dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.

E’ sufficiente che sia superata anche una sola soglia, ma per 2 esercizi consecutivi, perché scatti l’obbligo dell’istituzione dell’organo di controllo.

Pertanto, Srl e Cooperative sono chiamate ad un duplice adempimento:

  1. nominare gli organi di controllo o il revisore alla luce delle nuove soglie;
  2. uniformare l’atto costitutivo e lo statuto, se contiene regole difformi alle nuove disposizioni.

La scadenza per questi adempimenti è 9 mesi dall’entrata in vigore dell’art. 379 del D.Lgs. 14/2019, per il quale l’art. 389, comma 2, del D.Lgs. 14/2019, stabilisce 30 giorni dalla pubblicazione del Decreto legislativo nella Gazzetta Ufficiale. Dato che questa pubblicazione ha avuto luogo il 14 febbraio, mese costituito da 28 giorni, la data di entrata in vigore dell’art. 379 è il 16 marzo, e quindi i 9 mesi scadono il 16 dicembre.

Testo articolo 2477. (Sindaco e revisione legale dei conti).

L'atto costitutivo puo' prevedere, determinandone le competenze e i poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente, l'organo di controllo e' costituito da un solo membro effettivo.

La nomina dell'organo di controllo o del revisore e' obbligatoria se la societa':

a) e' tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

b) controlla una societa' obbligata alla revisione legale dei conti;

c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:

1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;

2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;

3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 20 unita'.

L'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore di cui alla lettera c) del secondo comma cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non e' superato alcuno dei predetti limiti.

Nel caso di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le societa' per azioni.

L'assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i ((limiti indicati al secondo comma)) deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina dell'organo di controllo o del revisore. Se l'assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del registro delle imprese.

Si applicano le disposizioni dell'articolo 2409 anche se la societa' e' priva di organo di controllo.

 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2019-12-09
Agevolazioni prima casa: trasferimento residenza entro 18 mesi nel Comune

Il mancato trasferimento della residenza nel Comune in cui si trova l'immobile acquistato con le agevolazioni "prima casa", entro 18 mesi dall'acquisto, fa perdere il diritto al beneficio fiscale anche se il mancato trasferimento della residenza del contribuente è dovuto al prolungarsi dei lavori di ristrutturazione sull’immobile stesso, così si è espressa la Corte di cassazione con la Sentenza del 31 ottobre 2019 n. 28061.

La Corte di cassazione con la sentenza in oggetto ha evidenziato che il contribuente, nonostante il prolungarsi dei lavori di ristrutturazione, era tenuto a spostare la residenza nel Comune in cui si trovava l’immobile acquistato e non necessariamente presso lo stesso immobile.

E' evidente, quindi, che la normativa vigente subordina il diritto all'agevolazione all'effettivo trasferimento della residenza nel comune in cui è sito l'immobile, a nulla rilevando il fatto che l'immobile sia effettivamente abitabile. Nessuna rilevanza ostativa può riconoscersi al mancato completamento dei lavori di ristrutturazione e che, quindi, i benefici fiscali per l'acquisto della prima casa spettano unicamente a chi possa dimostrare, in base ai dati anagrafici, di risiedere o lavorare nel comune dove ha acquistato l'immobile senza che a tal fine possano avere rilevanza la residenza di fatto o altre situazioni contrastanti con le risultanze dello stato civile (Cass. sent. 13346/2016).

Ricordiamo che, ai fini dell’imposta di registro, la disciplina sull’agevolazione prima casa è contenuta nella nota II-bis dell’articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR 131/1986, dove si stabilisce che il riconoscimento del diritto all'agevolazione è subordinato alla condizione che l'abitazione acquistata si trovi nel Comune di residenza oppure che la residenza venga trasferita nel Comune in cui si trova, entro il termine di 18 mesi dall'acquisto.

La disposizione risulta quindi favorevole, in quanto permette al contribuente di vedersi riconosciuta l'agevolazione anche nel caso in cui per i più diversi motivi l'immobile non possa essere ancora abitato, bastando, invece, per conservare il beneficio semplicemente trasferire la residenza nel Comune dove lo stesso è ubicato.

Fonte: Corte di Cassazione
Notizia del: 2019-12-09
Riforma del processo civile 2020: i punti chiave del nuovo disegno di legge

Ieri sera, giovedì 5 Dicembre 2019, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sulla riforma del processo civile.
Il d.d.l. proposto dal Ministro della giustizia Alfonso Bonafede, reca delega al governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie.
L’obiettivo del provvedimento, tramite l’adozione da parte del Governo di prossimi decreti legislativi, è quello di intervenire in materia di processo civile in termini di maggiore speditezza, semplificazione e razionalizzazione del rito. Tali esigenze risultano ancorpiù fondamentali per accrescere e rendere più competitivo il Paese sul mercato internazionale.
In particolare, come indicato nel comunicato del Consiglio dei Ministri, il contenuto del d.d.l. riguarda i seguenti punti chiave:

  • rendere il processo più celere: riducendo i termini per svolgere le diverse fasi, incidendo sullo svolgimento dell’attività del giudice e delle parti anche tramite l’utilizzo degli strumenti telematici;
  • incentivare l’utilizzo degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie per determinate materie (la mediazione è resa obbligatoria nelle controversie derivanti da contratti di mandato e rapporti di mediazione). Allo stesso tempo escluderne l’obbligo in altri ambiti ove tali strumenti si sono rivelati poco efficaci, quali la responsabilità sanitaria, i contratti finanziari, bancari e assicurativi(come disposto dall’art. 2 del d.d.l.);
  • semplificare e accelerare la disciplina del processo di cognizione di primo grado dinanzi al tribunale in composizione monocratica. In particolare è prevista la sostituzione del procedimento ordinario di cognizione con un rito semplificato(cfr. art.3 d.d.l.);
  • ridurre i casi in cui il tribunale giudica in composizione collegiale e prevedere, anche per il procedimento collegiale, l’utilizzo del ricorso come atto introduttivo (cfr. art. 4 d.d.l.);
  • assimilare il processo davanti al giudice di pace al modello previsto dinanzi al tribunale in composizione monocratica, eliminando il tentativo obbligatorio di conciliazione(cfr. art 5 d.d.l.);
  • prevedere disposizioni per ridurre i tempi e i costi della procedura di espropriazione immobiliare quali l’autorizzazione del giudice nei confronti del debitore a vendere direttamente il bene pignorato senza tuttavia pregiudicare le garanzie dei creditori (art. 8 ddl);
  • introdurre uno speciale procedimento di mediazione in materia di scioglimento delle comunioni. In caso di esito negativo dello stesso, il mediatore (scelto tra avvocati e notai iscritti ad un apposito elenco) deve redigere una relazione finale da utilizzare nel successivo procedimento contenzioso (cfr. art.10 d.d.l.).
  • Comminare specifiche sanzioni nei casi di responsabilità aggravata delle parti e dei terzi, riconoscendo quale soggetto danneggiato l’amministrazione della Giustizia, valorizzando il dovere di leale collaborazione.

Queste sono alcune delle novità introdotte dal disegno di legge, nell’ottica di semplificare il rito e garantire il principio della ragionevole durata del processo, pur mantenendo il rispetto delle garanzie del contraddittorio tra le parti.

Fonte:
Notizia del: 2019-12-09
Rottamazione ter: rata entro oggi 9 dicembre o si perdono i benefici

Nuovo comunicato stampa di Agenzia delle Entrate-Riscossione che ha ricordato che i contribuenti che hanno aderito ai due provvedimenti di definizione agevolata delle cartelle hanno tempo fino a oggi lunedì 9 dicembre, grazie alla possibilità di avvalersi della cosiddetta tolleranza per i versamenti effettuati in ritardo. In particolare la tolleranza di 5 giorni, prevista dalla legge n. 136/2018, ha di fatto spostato il termine del 2 dicembre per i pagamenti (già posticipato rispetto a quello iniziale del 30 novembre che cadeva di sabato) al 7 dicembre che, coincidendo nuovamente con il sabato, fa slittare la scadenza a lunedì prossimo.

Attenzione va prestata al fatto che il mancato, insufficiente o tardivo pagamento della rata determina

  1. l’inefficacia della definizione agevolata,
  2. il debito non potrà essere più rateizzato
  3. l’Agente della riscossione dovrà riprendere le azioni di recupero.

Si ricorda che rientrano nel “saldo e stralcio” (Legge n. 145/2018) i contribuenti persone fisiche che versano in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica (ISEE del nucleo familiare inferiore a 20 mila euro). Per questa tipologia di agevolazione è previsto il pagamento nella misura che varia dal 16 al 35% dell’importo dovuto, già scontato di sanzioni e interessi. La “rottamazione-ter” (Decreto Legge n. 119/2018) prevede invece l’annullamento esclusivamente delle sanzioni e degli interessi di mora.

Come indicato nuovamente nel comunicato stampa del 6 dicembre, per effettuare il pagamento non è necessario andare agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione. I contribuenti hanno a disposizione molteplici canali, inclusi quelli telematici che consentono di procedere al versamento a qualsiasi ora del giorno, anche di sabato e domenica quando i tradizionali uffici sono chiusi. In particolare, si può pagare

  • in banca,
  • agli sportelli bancomat (ATM) abilitati ai servizi di pagamento Cbill,
  • con il proprio internet banking,
  • agli uffici postali,
  • nei tabaccai aderenti a Banca 5 SpA
  •  tramite i circuiti Sisal e Lottomatica,
  • agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione,
  • sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it e con l'App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa.
  • mediante compensazione con i crediti commerciali non prescritti, certi liquidi ed esigibili (c.d. crediti certificati) maturati per somministrazioni, forniture, appalti e servizi nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Per il pagamento si devono utilizzare i bollettini Rav contenuti nella “Comunicazione delle somme dovute” inviata da Agenzia delle entrate-Riscossione insieme al piano complessivo dei pagamenti.

 

Fonte: Agenzia delle Entrate-Riscossione
Notizia del: 2019-12-09
Assegni familiari: nuove domande dei datori di lavoro

L’INPS ha illustrato nel messaggio n. 4583 del 6 dicembre 2019:

  •   la nuova modalità di presentazione  delle domande di Assegno per il Nucleo Familiare per i dipendenti  di aziende private non agricole  da parte dei datori di lavoro e dei soggetti da loro delegati e 
  • le nuove funzioni  dell’Utility per il prelievo dei dati.

La funzione per la presentazione telematica della domanda ANF/DIP “ANF Lavoratori Dipendenti di Aziende Attive” è disponibile nel menu del “Cassetto Previdenziale Aziende” al link “Richieste ANF Dip. Az. Att.”. 

il soggetto richiedente può selezionare  nel menu a tendina il codice fiscale dell’azienda per la quale deve inserire la domanda di ANF/DIP.

Premendo il tasto “AGGIORNA” l’operatore viene identificato dal sistema come l’azienda stessa e sono disponibili le seguenti funzioni:

–    Nuova domanda;

–    Consultazione;

–    Domanda di variazione.

MODALITA' NUOVE DOMANDE 

Per presentare una nuova domanda dovrà essere indicato il periodo di interesse ed i dati anagrafici del lavoratore, nel campo “Azienda”  attraverso  il codice fiscale prescelto inizialmente . Viene poi il pannello relativo alla composizione familiare, che richiede l’inserimento dei dati anagrafici dei componenti il nucleo familiare e dei dati reddituali del richiedente e del nucleo familiare.

Al termine della compilazione  va confermato il riepilogo e viene visualizzato il numero di protocollo con possibilità di stampare la ricevuta ed il modello della domanda.

DOMANDA DI VARIAZIONE

Selezionando questa funzione è possibile inserire una variazione di una domanda già presentata a seguito di intervenuta variazione della situazione familiare

CONSULTAZIONE 

Questa funzione consente di verificare lo stato di una domanda di un dato lavoratore con eventuali segnalazioni di errori di compilazione .

Per le domande già definite viene evidenziata  la tabella ANF di appartenenza e l’importo massimo spettante mensile e giornaliero.

UTILITY PRELIEVO DATI 

L’Utility è stata arricchita di nuove funzionalità per rendere più agevole il prelievo dei dati.

 

Fonte: Inps
Notizia del: 2019-12-09
Credito d'imposta commissioni pagamenti elettronici: novità nel Decreto Fiscale

La scorsa settimana la Camera dei Deputati ha votato con mozione di fiducia la conversione in Legge del DLn 124/2019, il cd. decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio 2020. Il testo è ora all'esame dell'altro ramo del Parlamento.

Uno degli articoli modificati in sede di conversione è l'articolo 22 che dal 1° luglio 2020 introduce un credito d'imposta al 30% delle commissioni addebitate per transazioni effettuate con carte di pagamento e, per effetto delle modifiche apportate in Commissione, mediante altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili. Il credito

  • è riconosciuto a esercenti i cui ricavi e compensi riferiti all'anno d'imposta precedente non eccedano l'importo di 400.000 euro.
  • si applica nel rispetto della normativa europea sugli aiuti de minimis.
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24 a decorrere dal mese successivo a quello in cui sono state effettuate le spese agevolabili.
  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.
  •  non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi né del valore alla produzione ai fini IRAP.
  • non contribuisce alla formazione della misura che dà diritto alla corrispondente deducibilità di interessi passivi o altri componenti negativi di reddito, ai sensi della normativa IRES (di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, D.P.R. n. 917 del 1986). 

In particolare, ai fini del riconoscimento del credito d'imposta, gli operatori che mettono a disposizioni i sistemi di pagamento elettronico sono tenuti a comunicare le informazioni necessarie all'Agenzia delle entrate, secondo le modalità che saranno definite con provvedimento del Direttore della medesima Agenzia. In sede di conversione in legge del testo è stato altresì disposto che un provvedimento della Banca d’Italia individui le modalità e i criteri con cui gli operatori finanziari devono trasmettere agli esercenti, mensilmente e per via telematica, l’elenco e le informazioni relativi alle transazioni effettuate.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2019-12-09

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