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Cessione sisma bonus ed ecobonus

E' possibile cedere il credito corrispondente alla detrazione per sisma bonus ed ecobonus dei lavori condominali anche ai soci lavoratori artigiani di un’impresa edile sub-appaltatrice, in quanto soggetti collegati agli interventi agevolati. A fornire questo chiarimento è stata l'Agenzia delle Entrate con la Risposta all'Interpello 109 del 18 aprile 2019 allegato a questo articolo.

In particolare, la società istante ha acquisito da un condominio un credito fiscale derivante da “interventi che contribuiscono congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica" che intende cedere direttamente ai soci lavoratori artigiani della impresa edile sub-appaltatrice.  Al riguardo, la società afferma che “parte dei lavori che verranno effettuati sul condominio, saranno subappaltati ad una impresa senza dipendenti che svolge la propria attività attraverso i soci lavoratori. I soci sono soggetti diversi dalla società ma comunque rivestono una posizione previdenziale di ‘lavoratori autonomi’ e pertanto potrebbero essere destinatari della cessione del credito come soggetti collegati, e utilizzare lo stesso per il pagamento dei contributi INPS, artigiani ecc.…”. La società istante ha chiesto all'Agenzia delle Entrate se i soci artigiani possano essere ricompresi “tra i soggetti collegati all’operazione, potenzialmente cessionari del credito fiscale.

Nel rispondere positivamente l'Agenzia delle Entrate ha ricordato che la Circolare 11/E/2018 ha individua i soggetti in favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito:

  • fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi agevolabili;
  • altri soggetti privati, per tali intendendosi, oltre alle persone fisiche, anche i soggetti che esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa, anche in forma associata (società ed enti);
  • banche e intermediari finanziari nelle sole ipotesi di cessione del credito effettuate dai soggetti che ricadono nella no tax area. Sono quindi soggetti diversi dai fornitori, sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

Con la successiva circolare n. 17/E del 2018 è stata estesa, anche al sisma-bonus la valenza interpretativa della circolare n. 11/E del 2018. In generale, nell’ipotesi in cui il fornitore del servizio si avvale di un sub-appaltatore per eseguire l’opera, la cessione del credito può essere effettuata anche a favore di quest’ultimo o, ancora, a favore del soggetto che ha fornito i materiali necessari per eseguire l’opera, trattandosi comunque di soggetti che presentano un collegamento con l’intervento e, dunque, con il rapporto che ha dato origine alla detrazione valutato sia con riferimento alla cessione originaria che a quella successiva. Da queste considerazioni muove la risposta positiva all'interpello.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 19/04/2019
Bonus Garanzia Giovani 2019 : ecco le istruzioni

E' stata pubblicata dall'INPS la circolare n. 54 2019 sull'incentivo per l'assunzione di giovani collegato al programma Garanzia Giovani , il  Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. 

L'agevolazione è stata prorogata anche per il 2019 dal decreto ANPAL del 28.12.2018 , e sono disponibili  160 milioni di euro già stanziati , che potrebbero incentivare l'assunzioni di altri 30 mila giovani almeno . Ricordiamo che lo sgravio è riservato ai giovani tra i 16 e 29 anni,  che  non studiano e non lavorano,  che si siano iscritti sulla piattaforma dedicata  sul sito  www. garanziagiovani.gov.it, dove sono disponibili tutte le informazioni.

In sintesi, si tratta di uno sgravio contributivo  annuale fino a un massimo di 8.060 euro per le assunzioni a tempo indeterminato e  fino a 4.030  per i contratti a termine.  Sono agevolabili:

  • il contratto a tempo indeterminato, quello a termine con durata di almeno 6 mesi
  • il contratto di somministrazione-lavoro,
  • l’apprendistato professionalizzante e
  • il lavoro subordinato  come soci di  cooperativa.

Non sono agevolabili invece:

  • l’apprendistato per la qualifica e  quello per la ricerca,
  • il lavoro domestico, e
  • il contratto di lavoro intermittente (a chiamata)
  •  il lavoro domestico 

L’agevolazione è fruibile a partire dalla data di assunzione ed entro il termine decadenziale del 28 febbraio 2021 ed è soggetta al regime "de minimis". L'azienda deve essere in regola con tutte le obbligazioni in materia previdenziale e di sicurezza  

Il datore di lavoro interessato deve inviare la richiesta on line sul sito dell’Inps che verifica  la disponibilità di risorse e poi comunica l'ok all'azienda, bloccando  il budget  necessario per il  contratto previsto.

Il modulo di domanda preliminare di ammissione all’incentivo,è disponibile all’interno dell’applicazione “Portale delle agevolazioni (ex DiResCo)”, sul sito internet www.inps.it. -  e richiede l'indicazione dei seguenti dati:

- il lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire l’assunzione a tempo indeterminato;

- la regione e la provincia di esecuzione della prestazione lavorativa;

- l’importo della retribuzione mensile media, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità;

- la misura dell’aliquota contributiva datoriale che può essere oggetto di sgravio (cfr., sul punto, il paragrafo 8 della circolare n. 40/2018 sul nuovo esonero strutturale all’occupazione dei giovani disciplinato dall’articolo 1, commi 100-108 e 113-114, della legge n. 205/2017);

- se per l’assunzione intende fruire anche dell’esonero previsto dall’articolo 1, comma 100 e ss., della legge n. 205/2017.

Il modulo è accessibile, previa autenticazione con il PIN  INPS, seguendo il percorso “Accedi ai servizi” > “Altre tipologie di utente” > “Aziende, consulenti e professionisti” > “Servizi per le aziende e consulenti” > “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.

Dopo la conferma l'azienda deve concludere  il contratto entro sette giorni e comunicare l'assunzione all'INPS entro dieci giorni . In caso di sforamento dei termini la domanda deve essere ripresentata. 

Fonte: Inps
Notizia del: 19/04/2019
Definizione agevolata: per l'importo della controversia vale la data del 24.10

La situazione processuale rilevante per determinare gli importi da corrispondere è quella sussistente al momento dell’entrata in vigore del decreto fiscale collegato 2019 cioè il 24 ottobre 2018 o si deve tener conto della successiva sentenza di cassazione con rinvio? E' stato questo il quesito a cui l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti con la Risposta 110 del 18 aprile 2019 e con la successiva Risposta 111 del 19 aprile 2019.

Nel rispondere l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che il momento rilevante al fine di individuare l’importo dovuto per la definizione agevolata coincide con la data di entrata in vigore del decreto-legge n. 119 del 2018, ossia con il 24 ottobre 2018, data in cui la controversia era interessata dalla sentenza sfavorevole all’ufficio  emessa dalla Commissione tributaria regionale. In particolare si ricorda che l’articolo 6 del decreto fiscale 2019 dispone che “Le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, con il pagamento di un importo pari al valore della controversia. Il valore della controversia è stabilito ai sensi del comma 2 dell’articolo 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.

Inoltre in caso di soccombenza dell’Agenzia delle entrate nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata alla data del 24 ottobre 2018, le controversie possono essere definite con il pagamento:

  • del 40% del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado;
  • del 15% del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado.

Infine, si ricorda che sulla definizione agevolata sono stati forniti chiarimenti con la circolare del 1° aprile 2019, n. 6/E.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 19/04/2019
Detrazione spese edilizie valide anche senza trasmissione all'ENEA

La mancata o tardiva trasmissione all’Enea delle informazioni sui lavori di ristrutturazione che comportano risparmio energetico non fa venir meno il beneficio della detrazione fiscale. È questo quanto chiarito con la risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019, con cui l’Agenzia delle Entrate, condividendo un parere espresso dal Ministero dello sviluppo economico, chiarisce che la trasmissione all’ENEA delle informazioni concernenti gli interventi edilizi che comportano risparmio energetico, seppure obbligatoria per il contribuente, non determina, qualora non effettuata, la perdita del diritto alla detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, attualmente e fino al 30 dicembre 2019 pari al 50% della spesa.

La legge di Bilancio 2018 infatti ha introdotto l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2018, di trasmettere all’Enea alcune informazioni sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio per usufruire della detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Tuir, attualmente e fino al 30 dicembre 2019 fissata al 50%. L’invio riguarda solo gli interventi edilizi e tecnologici che comportano risparmio energetico e/o l’utilizzo delle fonti rinnovabili e l’acquisto di elettrodomestici in classe energetica A+ (classe energetica A per i forni), sempre se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017. Non vanno, invece, trasmesse le informazioni relative agli altri interventi che, seppure ammessi alla detrazione per ristrutturazioni edilizie, non comportano risparmio energetico.

La Risoluzione è allegata a questo articolo. 

Fonte: Agenzia delle Entrate
Notizia del: 19/04/2019
Fattura elettronica appalti pubblici: definite le regole tecniche

La Legge di bilancio 2008 haintrodotto l’obbligo di fatturare elettronicamente, attraverso il Sistema di interscambio, le operazioni effettuate verso amministrazioni ed enti pubblici. La definizione delle regole tecniche (Core Invoice Usage Specification) e delle modalità applicative nel contesto nazionale italiano per la fatturazione elettronica negli appalti pubblici è contenuta nel Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate 99370 del 18 aprile  2019 e qui allegato.

Come ricorda il documento di prassi, il Decreto ministeriale 3 aprile 2013, n. 55 attua gli obblighi di cui alla citata legge n. 244 del 2007 e definisce:

  • il formato per le fatture elettroniche verso la PA,
  • le regole di colloquio con il Sistema di interscambio,
  • le linee guida per le PA,
  • le misure di supporto per gli utenti,
  • la disciplina per l’utilizzo degli intermediari.

Il Decreto legislativo 27 dicembre 2018, n. 148, recepisce nell’ordinamento italiano le disposizioni contenute nella Direttiva 2014/55/UE, prevedendo:

  • che a decorrere dal 18 aprile 2019, i soggetti di cui all'articolo 1 del medesimo decreto sono tenuti a ricevere ed elaborare le fatture elettroniche conformi allo standard europeo sulla fatturazione elettronica negli appalti pubblici, nonché alle regole tecniche oggetto del presente provvedimento;
  • che le fatture elettroniche devono rispettare la Core Invoice Usage Specification (CIUS) per il contesto nazionale italiano definita con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate in commento;
  • che per le amministrazioni aggiudicatrici subcentrali l'obbligo decorre dal 18 aprile 2020.

In particolare la CIUS per la fatturazione elettronica nell’ambito degli appalti pubblici dello Stato italiano è definita nelle specifiche tecniche allegate al provvedimento di ieri. Attenzione va prestata la fatto che le fatture elettroniche che non rispettano le restrizioni definite nella CIUS sono oggetto di scarto e, pertanto, si considerano non emesse. 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 19/04/2019

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