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Registri IVA senza stampa: le semplificazioni del Collegato fiscale

Formato elettronico valido per i registri IVA.
Sono considerati regolari i registri IVA relativi a fatture e acquisti (di cui agli articoli 23 e 25 del D.P.R. n. 633 del 1972) tenuti in formato elettronico in difetto di trascrizione su supporto cartaceo, nei termini di legge, qualora in sede di accertamento, ispezione o verifica gli stessi risultino aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengono stampati a seguito della richiesta avanzata dagli organi procedenti ed in loro presenza.

Questo quanto previsto dall’art. 19-octies (Disposizioni in materia di riscossione) comma 6 del decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2018, dopo la sua conversione in legge, che così dispone: All'articolo 7 del decreto-legge 10 giugno 1994, n. 357, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n. 489, dopo il comma 4-ter e' aggiunto il seguente: «4-quater. In deroga a quanto previsto dal comma 4-ter, la tenuta dei registri di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, con sistemi elettronici e', in ogni caso, considerata regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei nei termini di legge, se in sede di accesso, ispezione o verifica gli stessi risultano aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengono stampati a seguito della richiesta avanzata dagli organi procedenti ed in loro presenza ».

Tale prescrizione è posta in specifica deroga al precedente comma 4-ter dell’articolo 14, ai sensi del quale la tenuta di qualsiasi registro contabile con sistemi meccanografici è considerata regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei, nei termini di legge, dei dati relativi all'esercizio per il quale i termini di presentazione delle relative dichiarazioni annuali non siano scaduti da oltre tre mesi, allorquando anche in sede di controlli ed ispezioni gli stessi risultino aggiornati sugli appositi supporti magnetici e vengano stampati contestualmente alla richiesta avanzata dagli organi competenti ed in loro presenza.

E' possibile quindi non procedere alla stampa dei registri Iva delle fatture emesse e degli acquisti, se il contribuente li ha tenuti aggiornati ed è in grado di procedere alla loro stampa in presenza di un controllo fiscale.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 15/12/2017
Rottamazione: i vantaggi di presentare la domanda di adesione

Una delle maggiori novità contenute nel decreto fiscale collegato alla stabilità 2018 è la riapertura della cd. rottamazione delle cartelle esattoriali. L’articolo 1 del collegato fiscale:

  • da un lato estende la definizione agevolata dei carichi ai soggetti che sono decaduti dalla precedente edizione, evitando così di penalizzare con l’inefficacia della rottamazione stessa, i debitori che sono incorsi in errori, in disguidi o che non hanno versato le rate per tempo,
  • dall’altro introduce la cd. Rottamazione Bis per i ruoli affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017.

Per poter accedere alla definizione agevolata, il debitore deve manifestare all’agente della riscossione la sua volontà di avvalersene rendendo, entro il 15 maggio 2018, apposita dichiarazione. La dichiarazione deve essere resa con il modello DA 2000/17, già pubblicato.

Il vantaggio è che, a seguito della presentazione della dichiarazione da parte del contribuente:

  • per i debiti relativi ai carichi oggetto di rottamazione fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute per la definizione, è sospeso il pagamento dei versamenti rateali, scadenti in data successiva alla stessa presentazione e relativi a precedenti dilazioni in essere alla medesima data;
  • sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi che sono oggetto della predetta dichiarazione.
  • L'agente della riscossione, relativamente a tali carichi, non puo'
    • avviare nuove azioni esecutive,
    • iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche gia' iscritti alla data di presentazione della dichiarazione,
    • proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate. In questo caso è necessario però che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo, non sia stata presentata istanza di assegnazione o non sia già stato emesso il provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Pertanto per i contribuenti può essere interessante presentare la dichiarazione di adesione quanto prima, così da poter godere subito dei benefici della rottamazione. 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 15/12/2017
Decreto fiscale 2018: atti societari senza notaio

In sede di conversione in legge del decreto fiscale 148/2017, collegato alla Legge di Stabilità 2018, è stato inserito l’articolo 11-bis inerente la firma digitale. In particolare, in merito alla sottoscrizione dei documenti informatici  viene previsto che: "tutti gli atti di natura fiscale di cui agli articoli 230-bis, da 2498 a 2506 e 2556 del codice civile, possano essere sottoscritti con firma digitale, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione dei documenti informatici." Pertanto dal 6 dicembre 2017, data di entrata in vigore del decreto, convertito con modificazioni dalla L. 4 dicembre 2017, n. 172,  per la sottoscrizione degli atti fiscali inerenti le operazoni straordinarie e gli atti societari, è sufficiente la firma digitale e l'intervento di un commercialista o altri professionisti iscritti all'albo dei Dottori Commercialisti. In particolare, in base ai rimandi al codice civile, le operazioni coinvolte da questa semplificazione sono:

  • art 230-bis: impresa familiare
  • art. 2498: trasformazione in societa' aventi personalita' giuridica
  • art. 2499: responsabilita' dei soci
  • art. 2500: assegnazione di azioni e quote
  • art. 2500-bis: invalidita' della trasformazione
  • art. 2500-ter: trasformazione di societa' di persone
  • art. 2500-quater: assegnazione di azioni o quote
  • art. 2500-quinquies: responsabilita' dei soci
  • art. 2500-sexies: trasformazione di societa' di capitali
  • art. 2500-septies: trasformazione eterogenea da societa' di capitali
  • art. 2500-octies.: trasformazione eterogenea in societa' di capitali
  • art 2500-novies: opposizione dei creditori
  • art. 2501: forme di fusione
  • art. 2501-bis: progetto di fusione
  • art. 2501-ter: situazione patrimoniale
  • art. 2501-quater: relazione degli amministratori
  • art. 2501-quinquies: relazione degli esperti
  • art. 2501-sexies: deposito di atti
  • art. 2501-septies: deposito di atti
  • art. 2502: deliberazione di fusione
  • art. 2502-bis: deposito e iscrizione della deliberazione di fusione
  • art. 2503: opposizione dei creditori
  • art. 2503-bis: obbligazioni
  • art. 2504: atto di fusione
  • art. 2504-bis: effetti della fusione
  • art. 2504-ter: divieto di assegnazione di azioni o quote
  • art. 2504-quater: invalidita' della fusione
  • art. 2504-quinquies: incorporazione di societa' interamente possedute
  • art. 2504-sexies: effetti della pubblicazione degli atti del procedimento di fusione nella Gazzetta Ufficiale
  • art. 2504-septies: forme di scissione
  • art. 2504-octies: progetto di scissione
  • art. 2504-novies: norme applicabili
  • art. 2504-decies: effetti della scissione
  • art. 2505: societa' costituite all'estero con sede nel territorio dello Stato
  • art. 2505-bis: incorporazione di societa' possedute al novanta per cento
  • art. 2505-ter: effetti della pubblicazione degli atti del procedimento di fusione nel registro delle imprese
  • art. 2505-quater: fusioni cui non partecipano societa' con capitale rappresentato da azioni
  • art. 2506: societa' estere con sede secondaria nel territorio dello Stato
  • art. 2556: imprese soggette a registrazione
Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 15/12/2017
Avvocati ok alla regolamentazione dei compensi


Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato  lo scorso 7 dicembre 2017 il decreto ministeriale relativo alla regolamentazione dei parametri per la liquidazione dei compensi degli avvocati che attende ora il parere del Consiglio di Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

L’intervento normativo ha recepito alcune delle proposte avanzate dal Consiglio Nazionale Forense  tra cui

  • il divieto  alla liquidazione del compenso dell’avvocato, da parte del giudice,  senza avere come riferimento alcuna soglia numerica minima, con il rischio di rendere inadeguata la remunerazione della prestazione professionale;
  • l'aumento dei compensi dovuti all’avvocato che assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, sia mediante l’incremento del compenso spettante per i soggetti assistiti oltre il primo, sia mediante l’aumento della soglia massima di soggetti assistiti;
  • la possibilità, nel processo amministrativo, di una maggiorazione del compenso relativo alla fase introduttiva del giudizio quando l’avvocato propone motivi aggiunti.

Le modifiche apportate al decreto ministeriale hanno cercato, inoltre, di eliminare dubbi interpretativi e di colmare vuoti della regolazione, come nei casi di compensi tabellari da riferirsi ad avvocati che svolgano funzioni in sede di arbitrato o nei casi in cui è stata integrata la disciplina parametrale, prevedendo un compenso per l’attività svolta dall’avvocato nei procedimenti di mediazione e nei procedimenti di negoziazione assistita.

Fonte: Ministero della Giustizia
Notizia del: 15/12/2017
Tassazione separata redditi di lavoro dipendente: chiarimenti dall'Agenzia

Con la risoluzione 151/E del 13 dicembre, allegata a questo articolo, l'Agenzia delle Entrate è tornata a fornire chiarimenti sul reddito di lavoro dipendente. In particolare, l'interpello riguarda la corretta modalità di tassazione degli emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente, con specifico riferimento alle ipotesi in cui la corresponsione degli emolumenti in un periodo d'imposta successivo a quello di maturazione sia da ritenersi “fisiologica” rispetto ai tempi tecnici occorrenti per la loro erogazione. In particolare, è stato chiesto se le retribuzioni di risultato, relative agli anni 2013, 2014 e 2015, erogate nel corso del 2017, siano da assoggettare a tassazione separata, considerato che il ritardo nell’erogazione ha superato l’arco temporale “fisiologico” di un anno.

Nel rispondere l'Agenzia ha ricordato che l'articolo 17, comma 1, lett. b), TUIR prevede che l’imposta sugli “emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente” si applichi separatamente dagli altri redditi posseduti nello stesso periodo di imposta. Per “emolumenti arretrati” si intendono tutte quelle somme che, per effetto di leggi, contratti, sentenze, promozioni, cambiamenti di qualifica o di altro titolo similare, sono corrisposte per anni precedenti a quello in cui vengono percepiti. L’Amministrazione Finanziaria ha precisato che le situazioni che possono in concreto assumere rilevanza ai fini dell’applicazione della particolare modalità di tassazione sono di due tipi:

  1. quelle di carattere giuridico, che consistono nel sopraggiungere di norme legislative, di sentenze o di provvedimenti amministrativi, ai quali è sicuramente estranea l'ipotesi di un accordo tra le parti in ordine ad un rinvio del tutto strumentale nel pagamento delle somme spettanti. In tali ipotesi, affinché possa applicarsi la tassazione separata, è sufficiente che gli emolumenti siano riferibili ad anni precedenti.;
  2. quelle consistenti in oggettive situazioni di fatto, che impediscono il pagamento delle somme riconosciute come spettanti, entro i limiti di tempo ordinariamente adottati dalla generalità dei sostituti d'imposta.

Pertanto,nel caso di specie, qualora nel 2017 siano erogate retribuzioni di risultato relative agli anni 2013, 2014 e 2015, si ritiene che la tassazione separata sia applicabile alle retribuzioni relative agli anni 2013 e 2014, mentre quella relativa al 2015 occorre valutare se ricorrono le condizioni per l'applicazione di detta tassazione, fermo restando che la circostanza che l'erogazione avvenga oltre l'anno immediatamente successivo a quello di maturazione di per sé non è sufficiente a ritenere non fisiologico il ritardo.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 15/12/2017

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