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Consultazione e-fatture: adesione prorogata al 28 febbraio 2021

Ulteriore slittamento al 28 febbraio 2021, del termine per aderire al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici.

Il nuovo termine è stato fissato dal Provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 23 settembre 2020 n. 311557, che interviene sul punto 8-ter del provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018 (per maggiore facilità di lettura, in allegato il testo del Provvedimento del 30 aprile 2018 coordinato con le modifiche apportate dal recente provvedimento del 23.09.2020) "Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici nel periodo transitorio”, sostituendo le parole “dal 1° luglio 2019 al 30 settembre 2020” con “dal 1° luglio 2019 al 28 febbraio 2021”.

Inoltre, nell’ottica di efficientamento del processo di fatturazione elettronica e a seguito delle istanze degli operatori e delle associazioni di categoria, sempre con il recente provvedimento, viene prevista una nuova funzionalità per i soggetti che utilizzano un canale “web service” per lo scambio dati con il Sistema di Interscambio (SdI), ossia:

  • la produzione di un report di quadratura delle fatture elettroniche e delle notifiche scambiate tra quest’ultimo e il soggetto, in qualità esso sia di ricevente, sia di trasmittente, e
  • un servizio per il reinoltro delle fatture elettroniche e delle notifiche che non sono state recapitate al soggetto. La funzionalità di reinoltro riferita a file fatture che si trovano nello stato di “Impossibilità di recapito”, comporterà, al buon esito dell’operazione di reinoltro, l’impostazione automatica della data di consegna con la data di ritrasmissione, rilevante quindi ai fini fiscali.

Com'è noto, l’Agenzia delle entrate memorizza e rende disponibili in consultazione 

  • agli operatori IVA, o agli intermediari dagli stessi delegati, le fatture elettroniche emesse e ricevute
  • ai consumatori finali, le fatture elettroniche ricevute.

In particolare con il provvedimento n. 524526 del 21 dicembre 2018, è stata prevista l’introduzione di una specifica funzionalità, da rendere disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, per consentire agli operatori IVA, o un intermediario appositamente delegato, ovvero al consumatore finale, di aderire espressamente al servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”.
Si ricorda che per aderire al servizio di consultazione e acquisizione delle proprie fatture elettroniche:

  • gli operatori Iva, devono effettuare l'adesione dal portale Fatture e corrispettivi, a partire dal giorno successivo all’adesione saranno consultabili tutte le e-fatture emesse e ricevute dal 1° gennaio 2019.
  • i consumatori finali persone fisiche, possono sottoscrivere l’adesione al servizio nell’area riservata di Fisconline.

Il decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio 2020 (DL 124/2019) aveva previsto nuovi termini per la memorizzazione delle fatture elettroniche, disponendo un ampliamento dell’utilizzo delle informazioni contenute nelle suddette fatture da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle entrate, sentito il Garante per la protezione dei dati personali.

In particolare, l'articolo 14 prevede la memorizzazione, fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento ovvero fino alla definizione di eventuali giudizi, dei file xml delle fatture elettroniche e di tutti i dati in essi contenuti, compresi quelli di cui all’articolo 21, comma 2, lettera g), del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 (cioè natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi oggetto dell’operazione), per essere utilizzati dalla Guardia di Finanza, nell’assolvimento delle funzioni di polizia economica e finanziaria, e dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di Finanza per le attività di analisi del rischio e di controllo a fini fiscali.

Poiché sono ancora in corso le attività di implementazione tecnica e amministrativa per attuare le predette disposizioni normative, come da intese con il Garante per la protezione dei dati personali, con il presente provvedimento è disposta una ulteriore proroga fino al 28 febbraio 2021 del periodo per effettuare l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2020-09-25
Sconto in fattura parziale: come utilizzare il resto del superbonus

Il contributo del superbonus 110% sulle ristrutturazioni sotto forma di sconto in fattura è pari alla detrazione spettante, determinata tenendo conto delle spese complessivamente sostenute nel periodo d'imposta, comprensive dell'importo non corrisposto al fornitore per effetto dello sconto praticato, e non può in ogni caso essere superiore al corrispettivo dovuto.

Il fornitore può anche applicare uno sconto “parziale”. 

In questo caso, il contribuente potrà far valere in dichiarazione una detrazione pari al 110% della spesa rimasta a suo carico o, in alternativa, potrà optare per la cessione del credito rimanente ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Con risposta a domanda di un contribuente l’agenzia delle entrate chiarisce l’ammontare massimo dello sconto in fattura e chiarisce appunto che tale sconto può essere praticato anche in modo parziale. La restante parte del bonus viene fruita dal contribuente in dichiarazione dei redditi.

Anche la Circolare n 24 dell’8 agosto 2020 chiarisce che ai sensi dell’articolo 121 del Decreto Rilancio, i soggetti che sostengono,

negli anni 2020 e 2021, spese per gli interventi possono optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione spettante in sede di dichiarazione dei redditi relativa all’anno di riferimento delle spese, per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati (cd. “sconto in fattura”). 

Il fornitore recupera il contributo anticipato sotto forma di credito d'imposta di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successive cessioni di tale credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. 

Per approfondimenti e casi pratici di calcolo dello sconto si legga lo speciale

Sconto in fattura superbonus 110: di cosa si tratta. Esempi pratici

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2020-09-25
Mappe catastali i servizi on line delle Entrate utilizzabili anche per scopi commerciali

Con comunicato stampa del 24 settembre l’Agenzia delle Entrate da il via libera all’utilizzo della cartografia catastale anche per scopi commerciali, purché ne sia citata la fonte, e stop al divieto di distribuzione del materiale eventualmente prodotto.

Da oggi, operatori e cittadini possono consultare la cartografia catastale dell’Agenzia delle Entrate senza limiti, anche per realizzare nuovi servizi o applicazioni. 

Sarà possibile utilizzare le mappe catastali integrandole con altre informazioni e distribuire i materiali prodotti, anche a scopo commerciale, purché venga sempre citata la fonte. 

Per venire incontro alle esigenze degli operatori, l’Agenzia delle Entrate ha adottato la licenza d’uso CC-BY 4.0, che consente un più ampio utilizzo rispetto alla licenza precedentemente prevista infatti i dati potranno essere impiegati con maggiore facilità nei seguenti ambiti: 

  • fiscalità locale
  • governo del territorio e dell’urbanistica, 
  • valutazione degli immobili 
  • trasferimenti di diritti reali, 
  • gestione delle emergenze 
  • tutela e valorizzazione dell’ambiente e dei beni culturali.

Sarà possibile farlo grazie a due servizi messi a disposizione dalla Entrate per la consultazione della cartografia catastale:

  • il servizio standard internazionale Web Map Service (WMS), con il quale è possibile creare mappe dinamiche che integrano la cartografia catastale con qualsiasi altro dato geografico, 
  • il Geoportale Cartografico Catastale, che permette di ricercare una qualsiasi particella tramite il suo identificativo. 

I cittadini, le imprese, i professionisti e le pubbliche amministrazioni potranno navigare dinamicamente su 300 mila mappe catastali, nelle quali sono rappresentati oltre 85 milioni di particelle e 18 milioni di fabbricati. 

La novità è che dal 24 settembre gli utenti potranno riutilizzare i servizi anche per scopi commerciali e integrarli con altre informazioni nelle proprie applicazioni, purché ne sia citata la fonte. 

Le informazioni acquisibili tramite WMS e Geoportale vengono aggiornate in tempo reale con gli atti tecnici trasmessi telematicamente dai liberi professionisti e ogni giorno vengono registrati negli archivi catastali circa 1.500 atti geometrici di aggiornamento che movimentano circa 3.000 particelle catastali, i cui dati sono liberamente consultabili attraverso i servizi online, a distanza di poche ore dall’avvenuto aggiornamento. 

Nella massima trasparenza i grafici sull’utilizzo dei servizi sono disponibili nella sezione “Dati e statistiche” del Geoportale Cartografico Catastale. 

A quasi tre anni dall’avvio, i servizi online di consultazione sono utilizzati da un crescente numero di utenti, che si aggira oggi intorno a 10 mila utenti giornalieri.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2020-09-25
Richiesta rimborso IVA versata in altro Stato UE

Per richiedere il rimborso dell’IVA allo Stato comunitario in cui è stata versata, il contribuente italiano deve presentare apposita istanza telematica tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate

Scade a fine settembre il termine entro il quale i soggetti passivi IVA possono presentare la domanda per ottenere il rimborso dell’imposta pagata in un altro Stato membro UE. Si pensi, ad esempio, ai servizi in deroga di cui all’articolo 7-quater del D.P.R. 633/1972 (ad es. hotel, ristorante, noleggio a breve termine in altro Stato comunitario): tali servizi sono soggetti all’imposta nel paese in cui il servizio viene reso.

La procedura per ottenere il rimborso

Le istanze di rimborso devono essere presentate esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline a seconda del canale cui si è abilitati). Il termine previsto per la presentazione è il 30 settembre dell’anno solare successivo a quello per il quale si chiede il rimborso. Pertanto, il 30 settembre 2020 rappresenta il termine ultimo per presentare le domande riferite al 2019.

Ogni Stato membro richiede determinate informazioni per concedere il rimborso; tali dati vanno forniti in occasione della presentazione della domanda di rimborso e possono variare a seconda del Paese destinatario della domanda (si rimanda alle tabelle riassunte riportate nell'apposita ”tabella contenente le preferenze espresse dal singolo Stato comunitario”).

Nella domanda di rimborso il contribuente deve inoltre riportare la descrizione dei beni nel rispetto della seguente tabella di raccordo pubblicata sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Controlli

L’Agenzia delle Entrate, una volta ricevuta la domanda, effettua alcuni controlli preliminari prima di inoltrarla allo Stato UE che dovrà eseguire il rimborso. Nell’ambito di tale attività preliminare l’Agenzia provvede a verificare che nel periodo considerato il richiedente:

  • abbia effettuato attività rilevanti ai fini IVA,
  • non abbia effettuato esclusivamente operazioni che non conferiscono il diritto alla detrazione dell’imposta,
  • non si sia avvalso del regime forfetario o del regime speciale per i produttori agricoli,
  • abbia presentato una richiesta di rimborso corretta, in base ai controlli previsti dall’allegato B del provvedimento attuativo del 1°aprile 2010 (si pensi, ad esempio, al controllo sull’importo minimo, sul corretto utilizzo dei codici per la descrizione dell’attività e dei beni, ecc.).

In caso di riscontro di una delle suddette anomalie viene notificato al contribuente, entro quindici giorni dalla presentazione dell’istanza, un provvedimento di rigetto, ricorribile secondo quanto disposto in materia di contenzioso tributario.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2020-09-25
Bonus facciate e bonus 110% preclusi ai Comuni

Con Risposta a Interpello n 397 del 23 settembre 2020 l’agenzia delle entrate chiarisce che ai Comuni non spetta il bonus facciate in quanto l’agevolazione è una detrazione dalla imposta lorda e i comuni sono esenti dal pagamento IRES ai sensi dell’art 74 del TUIR.

I comuni non possono neppure esercitare l’opzione prevista dall’art 121 del DL 34/2020 che consente al posto della utilizzazione della detrazione di ottenere un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo anticipato dai fornitori e poi recuperabile da questi ultimi.

Il comune istante è proprietario di un edificio adibito a sede istituzionale e a uffici.

L’ente pubblico vuole realizzare interventi di recupero della facciata esterna dell’edificio per i quali è previsto il cosiddetto bonus facciate che prevede una detrazione nella misura del 90% delle spese sostenute.

Il Comune chiede se l’agevolazione si applichi:

  • a tutte le tipologie di edifici, compresi gli edifici destinati ad attività istituzionali dell'ente pubblico;
  • a tutte le tipologie di contribuenti, anche se non soggetti all'imposta sul reddito, ivi compresi gli enti pubblici territoriali esenti dal pagamento dell'IRES, (ex art 74 DPR 917 del 1986)
  • se gli enti pubblici territoriali, esenti dal pagamento dell'IRES, possano beneficiare, come previsto dall'articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020, della trasformazione della detrazione di imposta prevista per il bonus facciate in credito di imposta, compensabile mediante il modello F24 per il pagamento di tributi vari e di contributi previdenziali, oppure cedibile a terzi

Il comune ritiene di poter beneficiare della trasformazione della detrazione di imposta in credito di imposta utilizzabile in compensazione con F24.

L’agenzia delle entrate rigetta la soluzione interpretativa dell’ente al quale è precluso tanto l’utilizzo del bonus in quanto soggetto sprovvisto di base imponibile IRES  quanto la possibilità di esercitare l’opzione prevista dall’articolo 121 del Dl n. 34/2020, non possono cioè scegliere al posto dell’utilizzo diretto della detrazione di ottenere un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi recuperato sotto forma di credito d’imposta o di cedere un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2020-09-25
Imposta di bollo fermo auto: non รจ dovuta se manca l'istanza cartacea di sospensione

Il provvedimento di sospensione del fermo auto, prima richiesto con istanza cartacea da parte del contribuente, con le modifiche introdotte dal DLgs n 98 del 2017 parte tramite comunicazione tra il Concessionario della Riscossione che ha concesso la sospensione e il PRA, Pubblico Registro Automobilistico. Di conseguenza non è più dovuta da parte del contribuente l’imposta di bollo prima applicata sulla richiesta della sospensione ad opera del diretto interessato.

Con Risposta a interpello n 393 del 23 settembre 2020 l’Agenzia delle entrate chiarisce che grazie alle modifiche introdotte dal DLgs n 98 del 2017 “I provvedimenti di fermo amministrativo e di revoca dello stesso sono notificati dal concessionario della riscossione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, attraverso il collegamento telematico con il CED, che telematicamente li comunica al sistema informativo del PRA

Essa concorda perciò con il contribuente che chiedeva con interpello se fosse ancora dovuta l’imposta di bollo prospettando una soluzione interpretativa a lui favorevole.

L’istante rappresentava che a seguito delle modifiche al DPR 602 ad opera del DLgs 159/2015 in caso di accoglimento della richiesta di rateizzazione del pagamento il fermo iscritto dall’agente della riscossione non può essere cancellato fino ad integrale pagamento delle rate. È pur vero secondo quanto riferisce che per contemperare le esigenze del credito pubblico con quelle del contribuente all’utilizzo della propria auto gli agenti della riscossione consentono la sospensione degli effetti del fermo dopo il pagamento della prima rata.

L’annotazione al PRA del provvedimento di sospensione del fermo che fino ad oggi era richiesta presso gli sportelli dello stesso PRA su istanza del contribuente con pagamento di imposta di bollo secondo la nuova normativa è effettuata grazie alla comunicazione telematica tra gli uffici interessati, venendo meno la necessità della istanza da parte del contribuente.

Il contribuente ritiene per questo motivo che non sia più necessario corrispondere l’imposta di bollo relativa alla istanza cartacea prevista in precedenza.

L’Agenzia concorda con la soluzione interpretativa citando le novità introdotte dal Dlgs 98/2017 nonché la Legge di Bilancio 2020 che con il comma 809 dell'articolo recita quanto segue “Conservatori dei pubblici registri immobiliari e del pubblico registro automobilistico eseguono le iscrizioni, le trascrizioni e le cancellazioni dei pignoramenti, delle ipoteche e del fermo amministrativo richieste dal soggetto legittimato alla riscossione forzata in esenzione da ogni tributo e diritto”.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2020-09-25

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