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Carbon tax III° trimestre entro il 31.10

La dichiarazione per ottenere il recupero delle accise del gasolio consumato nel 3° trimestre 2018 (“carbon tax”)  deve essere presentata entro il prossimo 31 ottobre all'Ufficio delle Dogane territorialmente competente. Con nota del 25 settembre 2018 l’Agenzia delle Dogane ha reso noto che la misura del beneficio riconoscibile è pari a 214,18 per mille litri di prodotto, in relazione ai consumi effettuati tra il 1° luglio e il 30 settembre 2018.

L'agevolazione consiste in un credito d'imposta pari agli incrementi dell'aliquota di accisa sul gasolio per autotrazione rapportata ai consumi di tale prodotto nei periodi di riferimento. Il credito d'imposta, sempreché di importo non inferiore a 25 euro, può essere

  • utilizzato dal beneficiario in compensazione
  • riconosciuto mediante rimborso.

La domanda va presentata, alternativamente:

  • in formato cartaceo (anche utilizzando l'apposito software messo a disposizione sul sito web delle dogane; in tal caso, vanno consegnati contestualmente l’apposita dichiarazione ed i relativi dati salvati su apposito supporto informatico).
  • in via telematica (per i soggetti già abilitati al Servizio Telematico Doganale – E.D.I.; quest'ultimo obbligatorio per gli autotrasportatori comunitari).

Fermo restando che sono ammessi al beneficio fiscale i consumi di gasolio effettuati dai veicoli di categoria euro 3 o superiore e mai i veicoli di categoria inferiore, sebbene muniti di idonei sistemi di riduzione del particolato, si ricorda che in generale i soggetti che possono usufruire dell’agevolazione in questione sono:

  • gli esercenti l’attività di autotrasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate;
  • gli enti pubblici e le imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto di cui al D. Lgs. n. 422/1997 e relative leggi regionali di attuazione;
  • le imprese esercenti autoservizi interregionali di competenza statale di cui al Decreto Legislativo n. 285/2005, le imprese esercenti autoservizi di competenza regionale e locale di cui al citato al D. Lgs. n. 422/1997, le imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario di cui al Regolamento (CE) n. 1073/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009;
  • gli enti pubblici e le imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone.
Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 23/10/2018
Dal 29 ottobre scattano i blocchi alle compensazioni

Dal 29 ottobre entreranno in vigore le nuove regole sulla sospensione dell'esecuzione dei Modelli  F24 con compensazione, ritenuti a rischio dall'Agenzia delle Entrate, secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018. Con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28.08.2018 è stata data attuazione alla norma, prevedendo:

  • i criteri di rischio per selezionare in via automatizzata i modd. F24 da sottoporre a verifica;
  • la procedura per sospendere l'esecuzione dei Modelli F24 a rischio.

Si tratta, tuttavia, di un sistema che presenta ancora alcuni profili di criticità.
I profili di rischio, sulla base dei quali l’Agenzia dovrebbe procedere alla selezione dei Mod. F24, sembrano troppo generici. L’Agenzia, infatti, si limita a stabilire questi criteri:

  • tipologia di debiti pagati;
  • tipologia di crediti compensati;
  • coerenza dei dati indicati nel Mod. F24;
  • dati presenti nell'Anagrafe Tributaria o resi disponibili da altri enti pubblici, afferenti ai soggetti indicati nel Mod. F24;
  • analoghe compensazioni effettuate in precedenza dai soggetti indicati nel Mod. F24;
  • pagamento di debiti iscritti a ruolo (art. 31 comma 1 D.l. 78/2010).

Si tratta, tuttavia, di ipotesi indeterminate che, tendenzialmente, possono riguardare tutti i contribuenti.
Inoltre, per quanto riguarda la procedura di sospensione, non viene fissato alcun limite alla discrezionalità dell’Agenzia delle Entrate.
La procedura, infatti, prevede che i Mod. F24 che, sulla base di tali criteri, presentano profili di rischio, sono sospesi dall'Agenzia delle Entrate. La sospensione viene comunicata dall’Agenzia con apposita ricevuta,  indicando anche la data di fine del periodo di sospensione, che non potrà essere maggiore di 30 giorni dalla data di invio del Modello F24. La sospensione riguarda tutto il contenuto della delega di pagamento, e ciò risulta essere particolarmente penalizzante per tutti quegli istituti per i quali il mancato pagamento determina l’inefficacia del perfezionamento dell’istituto stesso. Si pensi ad esempio un accertamento con adesione a fronte di un atto impositivo che, in conseguenza del “blocco” della compensazione del pagamento della prima rata, non risulti perfezionato: si potrebbe verificare anche la conseguenza che l’atto di accertamento diventi definitivo e, quindi, nemmeno più impugnabile.
La stampa specializzata, pertanto, consiglia al contribuente che dovesse ritenersi penalizzato dallo scarto del mod. F24, di impugnare la relativa ricevuta.


 

Fonte: Il Sole 24 Ore
Notizia del: 23/10/2018
Decreto fiscale: definizione agevolata liti pendenti

Tra le misure previste nella bozza del Decreto fiscale aggiornata al 20/10 ricompare la definizione agevolata liti pendenti, misura ben conosciuta agli esperti del settore perché già proposta negli anni precedenti.
Si tratta della possibilità di chiudere le controversie con le Entrate pagando una certa somma di denaro.
La versione prevista nella bozza del Decreto fiscale prevede che liti con le Entrate che, alla data di entrata in vigore del Decreto fiscale risultano pendenti in ogni stato o grado di giudizio (compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio), potranno essere definite dal contribuente interessato, su apposita domanda, pagando un importo pari al valore della lite.
In caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare, depositata alla data di entrata in vigore del Decreto fiscale, il pagamento potrà avvenire nella misura del:

  •  50% del valore della lite, in caso di soccombenza nella pronuncia di 1° grado;
  •  20% del valore della lite, in caso di soccombenza nella pronuncia di 2° grado.

Sono escluse dalla definizione agevolata le controversie che riguardano, anche solo in parte:

  •  le risorse proprie tradizionali e l’Iva riscossa all’importazione;
  •  le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato (art. 16 Regolamento UE 2015/1589 del Consiglio del 13.07.2015).

La definizione si intende perfezionata con la presentazione della domanda entro il 31.05.2019, e con il versamento- entro la stessa data- degli importi dovuti, in unica soluzione o prima rata. E’ ammesso il pagamento rateale per gli importi dovuti che superano i mille Euro, in un massimo di 20 rate trimestrali, scadenti (per quelle successive alla prima) il 31/8, 30/11, 28/02 e 31/05 di ciascun anno a partire dal 2019. Sulle rate successive alla prima si applicano gli interessi legali calcolati dal 1° giugno 2019 alla data del versamento. E’ esclusa la compensazione.
Nel caso in cui non ci siano importi da versare la definizione si perfeziona semplicemente con la presentazione della domanda.
Se le somme interessate dalle controversie definibili sono oggetto di definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione, di cui all’art. 1 comma 4 del D.l. 148/2017 (c.d. rottamazione bis), il perfezionamento della definizione richiede il versamento delle somme dovute entro il 7.12.2018.
L’eventuale diniego alla definizione deve essere notificato entro il 31.07.2020, secondo le modalità previste per la notificazione degli atti processuali. Il diniego può essere impugnato dal contribuente entro 60 giorni, dinanzi all’organo giurisdizionale presso cui pende la controversia.
Le modalità di attuazione di tale disposizione saranno previsti con uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrate.
 

Fonte: Il Sole 24 Ore
Notizia del: 23/10/2018
Bandi in Umbria e Marche anche per professionisti

Sono  ancora  aperti due Bandi regionali per finanziamento a PMI e studi professionali innovativi in  Marche e Umbria  per  un totale di 4,6 milioni di euro a valere su Fondi Europei.

Il bando della Regione Marche aperto fino al 2020 a valere sui progetti .Horizon 2020, Cosme e Life,  riguarda il settore dell'europrogettazione cioè la specializzazione  professionale nella  consulenza alle imprese nella redazione delle domande di partecipazione ai bandi europei che come noto offrono molte piu risorse di quanto non venga utizzato, proprio per mancanza di competenza nella redazione dei progetti . Il budget è di 300mila euro e la scadenza per presentare le  domande è fissata al 31 dicembre 2020. 

In Umbria invece il bando a sostegno delle nuove Pmi innovative (Ris3 nell'ambito del Por Fesr 2014-2020), aperto anche ai professionisti,   aprirà lo sportello il 27 novembre e scadrà il 21 dicembre 2018,   riguarda  due ambiti  di attività:

  • la possibilità di avviare studi in partnership riservata ad attività altamente innovative 
  • la consulenza aziendale sempre nel campo dell'euro progettazione.

 

Fonte: ANPAL
Notizia del: 22/10/2018
Azienda agricola sociale: niente Iva sulle attività socio-educative

Sono esenti da Iva le attività di casa-accoglienza e socio educative, svolte da un’azienda agricola che realizza interventi, azioni e percorsi di integrazione e di inserimento lavorativo di minori in situazioni di disagio, in quanto si tratta di prestazioni assimilabili a quelle svolte dalle istituzioni assistenziali tipiche quali: "brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani" (art. 10, comma 1, n. 21, D.P.R. n. 633/1972).

Questo il parere dell'Agenzia fornito con la Risoluzione del 16 ottobre 2018 n. 77, che ha risposto alla richiesta di chiarimenti in merito al trattamento fiscale agli effetti dell’IVA per le prestazioni socio-educative svolte da un’azienda agricola che risulta iscritta nei registri regionali delle "Fattorie didattiche", in quello delle "Fattorie sociali", nel registro delle Comunità per minori, nonché nel Sistema informativo minori accolti (SIM) del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Tale Comunità attua un modello peculiare di accoglienza teso a valorizzare ai fini della riabilitazione l’aspetto ambientale. Per cui la natura e il lavoro agricolo diventano parte terapeutica del progetto nell’ambito di una “agri-comunità” che offre una pluralità di opportunità formative attraverso la promozione della agricoltura sociale come definita nella legge n. 141 del 18 agosto 2015.

L’azienda agricola, inoltre, stipula con i Comuni apposite convenzioni per la realizzazione di interventi, azioni e percorsi, finalizzati all’accoglienza, all’integrazione socio-educativa e di inserimento lavorativo di minori in situazioni di disagio, a fronte di una retta pro capite, per ogni giorno di effettiva presenza del minore nella comunità, laddove per giornata di presenza si intende l’accoglienza presso il centro per almeno 6 ore.

In conclusione ai fini dell’applicazione dell’Iva, assume rilievo il carattere oggettivo delle prestazioni rese, mentre non è richiesta una qualità particolare nel soggetto che la rende, e l'Agenzia sottolinea che l'Azienda agricola presenta l'elemento necessario di attenzione alla "socialità", inteso come consapevolezza dei doveri sociali nei confronti di persone che versano in condizioni disagiate, pertanto la natura e le finalità essenzialmente sociali, assistenziali e di mero soccorso a favore della gioventù delle attività svolte dall'azienda agricola, sono assimilabili a quelle svolte da istituzioni assistenziali tipiche, quali: “brefotrofi, orfanotrofi, asili, case di riposo per anziani” e, quindi esenti da Iva ai sensi all’articolo 10, comma 1, n. 21 del Dpr 633/1972.

Fonte: Agenzia delle Entrate
Notizia del: 22/10/2018

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