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Bonus cultura anche per i diciottenni del 2017

Con la pubblicazione in G.U. n. 218 del 18/09/2017 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 04.08.2017 n. 136, a partire dal 19 settembre 2017 anche i nati nel 1999 potranno iscriversi sulla piattaforma "18App" per usufruire del bonus cultura, la carta elettronica del valore di 500,00 euro assegnata a tutti i giovani che compiono 18 anni nel 2017 residenti in Italia, in possesso di permesso di soggiorno dove richiesto, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale.

Ciascun soggetto beneficiario potrà utilizzare la carta elettronica, per un importo pari a 500,00 euro, per l'acquisto di:

  1. biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo;
  2. libri;
  3. titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali.

I beneficiari che compiono diciotto anni di età nell'anno 2017 possono utilizzare la Carta anche per l'acquisto di:

  1. musica registrata;
  2. corsi di musica;
  3. corsi di teatro;
  4. corsi di lingua straniera.

I nati nel 1999 per poter usufruire del bonus devono iscriversi sulla piattaforma 18App entro il 30 giugno 2018 e potranno spendere il bonus entro il 31 dicembre 2018.

I passi da compiere per usufruire del Bonus

I diciottenni devono:

  • richiedere l’attribuzione della identità digitale (credenziali SPID), rivolgendosi ad uno dei gestori di identità accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale, le modalità di attribuzione delle credenziali sono illustrate sul sito SPID;
  • registrarsi sulla piattaforma informatica dedicata www.18App.it utilizzando le credenziali SPID.

Ad ogni beneficiario è attribuita una Carta elettronica, del valore di 500 euro, utilizzabile, attraverso buoni di spesa, presso le strutture inserite in un apposito elenco consultabile sulla piattaforma informatica dedicata. I buoni di spesa sono generati dal beneficiario, che deve inserire i dati richiesti sulla piattaforma elettronica e possono essere anche stampati.

Quando l'esercizio commerciale o il luogo culturale accreditato accetta il voucher si riduce il credito disponibile.

Fonte: Governo Italiano
Notizia del: 25/09/2017
Indici affidabilità fiscale 2017: pubblicato il Provvedimento

L’Agenzia delle Entrate ha individuato i primi Isa (Indici sintetici di affidabilità) destinati a sostituire gli studi di settore di 1,4 milioni di contribuenti già nel 2018. Con il provvedimento del 22 settembre 2017 si individuano i primi 70 Indici che dovranno essere elaborati quest’anno e che potranno essere già applicati, a seguito di approvazione con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a decorrere dal periodo d’imposta 2017.

Gli altri Isa saranno individuati entro gennaio 2018 e successivamente elaborati nel corso dell’anno, per coinvolgere, a regime, circa 4 milioni di operatori economici, che rappresentano l’intera platea dei soggetti interessati dagli studi di settore. Dal 2018 imprese e professionisti potranno, così, avere un riscontro trasparente della correttezza dei propri comportamenti fiscali attraverso una nuova metodologia statistico-economica che stabilirà il grado (scala da 1 a 10) di affidabilità/compliance. Il provvedimento riporta anche le attività economiche, suddivise per settore, per le quali saranno elaborati gli Indici.

I nuovi 70 Indici riguarderanno circa 1,4 milioni di contribuenti. In particolare,

  • 29 Indici sintetici di affidabilità saranno elaborati per il settore del commercio; tra le attività interessate vi sono quelle del commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici, articoli sportivi, giochi e commercio all’ingrosso di mobili.
  • 17 Indici individuati per il comparto dei servizi, tra cui carrozzieri e meccanici, parrucchieri e barbieri, riparazione autoveicoli, motocicli e ciclomotori, ma anche intermediari immobiliari, ristorazione e villaggi turistici.
  • 15 Indici sono elaborati per le manifatture e riguardano, tra gli altri, la fabbricazione di articoli da viaggio, borse, la fabbricazione, lavorazione e trasformazione del vetro, calzature, prodotti in gomma.

Per i professionisti i nuovi Isa riguardano 9 diverse attività di lavoro autonomo, tra le quali quelle dei disegnatori grafici, dei geometri e degli studi legali.

Andando a scorrere le attività, dei circa 1,4 milioni di contribuenti interessati dagli Isa per il periodo d’imposta 2017, e che potranno quindi accedere ai benefici premiali previsti,

  • circa 168mila sono intermediari del commercio (12% della platea),
  • quasi 145mila avvocati (10%), oltre 129mila installatori di impianti (9%).

Tra le macro categorie più numerose interessate dagli Isa ci sono anche i ristoranti, circa 95mila (7%) e i parrucchieri, circa 74mila (5%).

I contribuenti che risulteranno “affidabili” agli Isa avranno accesso a significativi benefici premiali su più livelli: in particolare

  • vengono esclusi gli accertamenti di tipo analitico – presuntivo;
  • è limitata l’applicazione degli accertamenti basati sulla determinazione sintetica del reddito
  • è prevista la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero, entro i limiti previsti, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta.
  • è previsto l’esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 50mila euro.
Fonte: Agenzia delle Entrate
Notizia del: 25/09/2017
Definizione agevolata liti pendenti 2017: richiesta proroga dai commercialisti

Per i commercialisti i tempi per aderire alla definizione agevolata delle liti con l’Agenzia delle Entrate è troppo stretto, pertanto hanno chiesto una proroga tramite il Comunicato stampa congiunto diffuso il 21 settembre delle sigle sindacali dei Commercialisti (ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO). 

Di seguito il testo del comunicato stampa:  "Dopo la parentesi della tregua estiva, contribuenti e professionisti si ritrovano, come sempre, a fare i conti con un calendario fitto di scadenze fiscali. Tra le tante c’è quella relativa alla definizione delle controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, la cui domanda, tramite l’applicazione telematica “DCT”, deve essere presentata entro il prossimo 2 ottobre (il 30 settembre cade di sabato) unitamente al pagamento della prima oppure unica rata prevista. Il provvedimento che introduce l’istituto della definizione agevolata risale al 24 aprile 2017, con il DL 50/2017, il modello per la domanda è stato rilasciato dall’Agenzia delle Entrate il 21 luglio, la stessa Agenzia, con la circolare 22/E del 28 luglio, ha reso noti effetti e modalità della procedura, mentre il software per la compilazione e l’invio delle istanze è stato messo a disposizione il 9 agosto scorso. Se nel mese di agosto è lecito ritenere che contribuenti e professionisti possano aver goduto di qualche giorno di riposo, il tempo che è stato messo loro a disposizione per ricorrere alla definizione agevolata delle liti pendenti, si riduce praticamente a poco più di 30 giorni.

Il ritardo generale con il quale è stata messa in piedi l’intera procedura, come purtroppo spesso accade, si ripercuote negativamente sul lavoro dei commercialisti, e così in questo mese di settembre, già particolarmente impegnativo anche a seguito dei nuovi adempimenti relativi allo spesometro e alle comunicazioni delle liquidazioni iva, si aggiunge l’ulteriore scadenza del prossimo 2 ottobre.
In ragione del fatto che si rende necessario concedere un tempo maggiore per la presentazione dell’istanza di definizione delle controversie tributarie, le scriventi Associazioni nazionali dei commercialisti sono costrette, loro malgrado, a chiedere al Ministero dell’Economia e delle Finanze di disporre lo slittamento del termine del 2 ottobre, ciò anche per il buon esito stessodell’operazione. "

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 25/09/2017
Antiriciclaggio 2017: riservatezza garantita a chi segnala operazioni sospette

Il D.Lgs. antiriciclaggio 2017, anche al fine di rafforzare la lotta al riciclaggio e illeciti finanziamenti, se da un lato responsabilizza i soggetti obbligati imponendo loro di identificare il cliente, conservare debitamente la documentazione inerente al rapporto o prestazione professionale, segnalare alle autorità competenti situazioni di incertezza circa la legalità della prestazione commissionatagli dal cliente (il tutto sostenuto da un apposito apparato sanzionatorio), dall’altro fornisce agli stessi la garanzia che, il loro nominativo non sarà associato alla segnalazione cui sono tenuti, proprio in attuazione degli obblighi suddetti. Nello specifico l’art.38 del D.lgs. n. 231/2007, come modificato dal Decreto antiriciclaggio n. 90/2017, stabilisce che:

  • i soggetti obbligati e gli organismi di autoregolamentazione adottano tutte le misure idonee ad assicurare la riservatezza dell’identità delle persone che effettuano la segnalazione;
  • il titolare della competente funzione, il legale rappresentante o altro soggetto delegato sono responsabili della custodia di atti e documenti riportanti le generalità del segnalante;
  • l’autorità giudiziaria adotta le misure necessarie ad assicurare che l’identità del segnalante sia mantenuta riservata;

Sulla base di tali premesse, l’art. 38 chiarisce che:

  • il nominativo del segnalante non può essere inserito nel fascicolo del P.M. né in quello per il dibattimento;
  • l’identità del segnalante non può essere rivelata in ogni fase del procedimento; fermo restando che ove le circostanze di accertare i reati per i quali si procede lo richiedano, l’autorità giudiziaria può, con decreto motivato, disporre che il nominativo del segnalante;
  • l’identità del segnalante non sarà menzionata neanche nei casi di comunicazione prescritti dal codice di procedura penale agli artt. 331 c.p.p. (Denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricati di un pubblico servizio) e 347 c.p.p. (Obbligo per la polizia giudiziaria di riferire la notizia del reato al PM);
  • in caso di sequestro di atti o documenti, l’autorità giudiziaria e gli organi di polizia giudiziaria adottano le cautele necessarie   ad   assicurare   la riservatezza dei segnalanti;
  • la trasmissione delle segnalazioni e le successive (e connesse) comunicazioni tra il segnalante e le autorità preposte e tra queste ultime ed altre autorità di tutelale, dovranno avvenire per via telematica, con modalità idonee a garantire la tutela della riservatezza dei dati trasmessi, l’integrità delle informazioni e la riferibilità della trasmissione ai soli soggetti interessati.

 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 25/09/2017
Sospensione servizi siti istituzionali lavoro

Il Ministero del lavoro con un comunicato del 22.9.2017 avvisa che " per consentire lo svolgimento di attività tecniche di manutenzione programmata, i servizi presenti sui portali istituzionali Lavoro, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Agenzia Nazionale delle Politiche Attive e Cliclavoro non saranno disponibili il prossimo lunedì 25 settembre, a partire dalle ore 17.00 fino alle ore 23.00."

Vengono quindi fornite le indicazioni per  adempiere in modo alternativo alla procedura telematica delle dimissioni volontarie e risoluzione consensuale del rapporto di lavoro che dovesse rendersi necessaria durante il periodo del disservizio.

Gli utenti interessati potranno:

compilare il modello in autonomia e trasmetterlo, dalla propria casella di posta elettronica a [email protected], allegando la copia del proprio documento di identità. I modelli privi del documento non saranno considerati validi;
- oppure recarsi presso la sede territoriale dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro competente ovvero presso uno dei soggetti abilitati che dovranno farsi carico di identificare il cittadino, acquisire il modello compilato e inviarlo a [email protected]

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Notizia del: 25/09/2017
Spesometro 2017: complicazioni negli invii. Si spera nel blocco sanzioni

Sospensione delle sanzioni per lo spesometro: è questo il contenuto di un Provvedimento normativo in arrivo secondo quanto anticipato venerdì dal Direttore Centrale gestione tributi delle Entrate. La proposta sarebbe quella di considerare l'invio dello spesometro "una fase sperimentale" con sanzioni congelate, così come aveva già annunciato anche il viceoministro Casero.

A richiedere la sospensione delle sanzioni, in alternativa alla proroga, sono stati sia i Consulenti del lavoro sia i Dottori Commercialisti in quanto, dati i problemi tecnici verificatesi anche nella giornata di domenica, l'invio dei dati entro il 28 settembre risulta un adempimento pesante per i professionisti. Come ribadito dal Presidente dei Commercialisti Massimo Miani "Considerato che la situazione nei prossimi giorni non può che complicarsi ulteriormente ribadiamo l'assoluta necessità di uno slittamento della scadenza e di considerare questo primo invio di natura sperimentale con conseguente disapplicazione delle sanzioni per le violazioni eventualmente commesse, con la possibilità di effettuare correzioni."

Anche perchè nelle giornate di sabato e domenica, gli invii sono stati sospesi per manutenzione. L'avviso infatti presente nella sezione del sito "Fatture e Corrispettivi" informava gli utenti che " il servizio web è temporaneamente sospeso per manutenzione. Restano attivi tutti gli altri canali di trasmissione. Ci scusiamo per l'inconveniente". Fortunatamente il blocco non ha riguardato i software gestionali utilizzati negli studi professionali.

Fonte: Il Sole 24 Ore
Notizia del: 25/09/2017

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