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Fondo perduto Ristori e Ristori bis: inoltro istanze, esito, controlli e sanzioni

Dal 20 novembre l’agenzia delle entrate ha dato il via alla Presentazione delle nuove istanze per beneficiare del contributo a fondo perduto previsto dai Decreti Ristori e Ristori bis

Una volta presentata l’istanza tramite le modalità previste l’agenzia invia un protocollo telematico assegnato dal sistema alla domanda.

Possono allora prospettarsi due casi:

  • se dai primi controlli formali su dati quali il codice fiscale, la partita IVA, la presenza di tutti i campi obbligatori, risulta un esito negativo, verrà inviata una ricevuta di scarto
  • se dai primi controlli formali tutto risulta a posto viene inviata una ricevuta di presa in carico

Nel caso ci si accorga di errori commessi nell’inoltro della istanza si può procedere ad una rettifica inviando una istanza sostitutiva. Questo è possibile fino al momento precedente alla emissione del mandato di pagamento.

Successivamente all’invio della ricevuta di presa in carico, l’agenzia procede con controlli più approfonditi ad esempio sulla coerenza dei dati contabili che darà ugualmente come sopra due possibili esiti:

  • in caso di esito positivo si avrà una ricevuta di scarto
  • in caso di esito negativo si avrà una seconda ricevuta che attesta l’accoglimento della richiesta e l’esecuzione del mandato di pagamento

Va prestata attenzione al fatto che non è più possibile modificare la domanda dopo che il sistema ha concluso l’elaborazione per l’esecuzione del mandato di pagamento qualora ci si renda conto di non avere diritto al contributo.

In questo caso per essere in regola occorre presentare una istanza di rinuncia allo stesso.

Tutte le ricevute, di scarto, di presa in carico e di accoglimento sono consultabili nella sezione ricevute della propria aria riservata.

Il richiedente e l’intermediario hanno accesso nel portale “Fatture e Corrispettivi” ai dati delle istanze attraverso i seguenti link:

  • invii effettuati
  • consultazione esito

Ricordiamo che quando l’istanza è presentata tramite intermediario, oltre alla prima ricevuta di presa in carico l’agenzia invia una comunicazione tramite PEC all’indirizzo del richiedente presente nella banca dati INI-PEC

I controlli

L’agenzia delle entrate successivamente alla ricezione delle stanze procede a vari tipi di controllo:

  • controlli sui dati dichiarati nelle istanze applicando le norme in materia di accertamento sulle dichiarazioni (ai sensi degli artt 31 e seguenti DPR 600/73)
  • controlli specifici (indipendenti dalla entità del contributo) per la prevenzione dei tentativi di infiltrazioni criminali disciplinati con protocollo di intesa tra le Entrate e i ministeri dell’economia e dell’interno

Qualora dai controlli emerga che il contributo sia in tutto o in parte non spettante l’agenzia procede:

  • al recupero dello stesso irrogando le sanzioni previste dall’art 13 comma 5 del DLgs 471/1997 nella misura minima del 100% e massima del 200%. Per tali sanzioni non è prevista la possibilità di definizione agevolata
  • all'applicazione della pena prevista dall'art 316-ter del codice penale in materia di indebita percezione di erogazioni a danno dello stato che prevede alternativamente:
    • la reclusione da 6 mesi a 3 anni
    • nel caso di contributo erogato di importo inferiore a 4.000 euro la sanzione amministrativa da 5.164 a 25.822 con un massimo di tre volte il contributo indebitamente percepito.

In caso di avvenuta erogazione del contributo si applica l'art 322 del codice penale (confisca)

Il contribuente che ha percepito un contributo in tutto o in parte non spettante può regolarizzare l'indebita percezione restituiendo spontaneamente la somma applicando sanzioni e interessi. in questo caso avvelndosi del ravvedimento operoso potrà godere di riduzioni nella applicazione delle sanzioni utilizzando il modello F24 per il loro versamento con i codici tributo espressamente istituiti.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2020-11-24
Decreto Ristori ter con nuovi stanziamenti in GU del 23 novembre

In Gazzetta ufficiale n 291 del 23 novembre 2020 approda il Decreto Ristori ter con nuove misure a sostegno del paese in difficoltà per l’emergenza causata dalla pandemia da covid 19.

Le nuove misure già anticipate con il comunicato stampa del 20 novembre che informava dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del provvedimento, entrano in vigore da oggi 24 novembre.

Il testo interviene con un ulteriore stanziamento di risorse, pari a 1,95 miliardi di euro per l’anno 2020, destinato al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle misure disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati, nonché con ulteriori misure connesse all’emergenza in corso.

Ecco cosa prevede: 

  • l’incremento di 1,45 milioni per il 2020 e di 220,1 milioni per l’anno 2021 della dotazione del fondo previsto dal decreto “Ristori bis” (decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149) per compensare le attività economiche che operano nelle Regioni che passano a una fascia di rischio più alta
  • l’inclusione delle attività di commercio al dettaglio di calzature tra quelle che, nelle cosiddette “zone rosse”, sono destinatarie del contributo a fondo perduto, ovvero l’allegato 2 del citato decreto-legge n. 149 del 2020 è integrato con la seguente riga:
47.72.10Commercio al dettaglio di calzature e accessori200%            
  • l’istituzione di un fondo con una dotazione di 400 milioni di euro, da erogare ai Comuni entro 7 giorni dalla entrata in vigore del decreto e cioè a far data da oggi 24 novembre, per l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare; 
  • l’aumento di 100 milioni per il 2020 della dotazione finanziaria del Fondo per le emergenze nazionali, allo scopo di provvedere all’acquisto e alla distribuzione di farmaci per la cura dei pazienti affetti da COVID-19.
Fonte: Consiglio dei Ministri
Notizia del: 2020-11-24
Secondo acconto imposte 2020: chi deve pagare e chi può fruire della proroga

Si avvicina la scadenza per il versamento del secondo acconto delle imposte 2020 derivanti dalla dichiarazione dei redditi, vediamo di riepilogare i soggetti che rimangono comunque obbligati ad adempiere al versamento entro la scadenza originaria del 30.11.2020, e coloro che invece potranno fruire della proroga al 30.04.2021, prevista dapprima dal "Decreto Agosto" e da ultimo dal "Decreto Ristori bis".

Soggetti che possono fruire della proroga al 30.04.2021

Proroga al 30 aprile 2021 prevista dal "Decreto Ristori bis" 

L'art. 6 del DL Ristori bis ha differito al 30 aprile 2021 il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap dovuta per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 (per i contribuenti solari, è il 2020), per tutti i soggetti ISA dei settori economici individuati nell'Allegato 1 e Allegato 2 del decreto “Ristori-bis” (DL n. 149/2020), con domicilio fiscale o sede operativa in “zona rossa”, ovvero esercenti l’attività di gestione di ristoranti in “zona arancione”, indipendentemente dal calo del fatturato o dei corrispettivi.

Pertanto, i soggetti interessati dalla proroga sono:

  • i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale, operanti nei settori economici individuati nell'Allegato 1 e Allegato 2 del decreto Ristori bis, aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (Zona Rossa), individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell'art. 3 del DPCM del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del presente decreto, ovvero 
  • i soggetti esercenti l'attività di gestione di ristoranti nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto (Zona Arancione) individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi articoli 2 del DPCM del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del presente decreto.
 Soggetti interessati dalla proroga
Zona

(clicca qui per vedere la suddivisione attuale delle regioni)

 Imposte
Nuova scadenza

Soggetti ISA esercenti attività 
di cui alle Tabelle 1 e 2
DL Ristori bis

domicilio fiscale o sede operativa
 Zona rossa
Seconda o unica rata di acconto
IRPEF / IRES / IRAP 2020
30.04.2021
Soggetti esercenti attività di gestione di ristoranti
domicilio fiscale o sede operativa
 Zona arancione
La proroga si applica indipendentemente dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi
e non viene rimborsato quanto già versato

Proroga al 30 aprile 2021 prevista dal "Decreto Agosto" 

Stesso differimento al 30 aprile 2021 era già stato riconosciuto dall'art. 98 del decreto di Agosto, ma solo ai contribuenti con calo del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, vedi l'articolo Forfettari e contribuenti Isa: slitta l’acconto di novembre se c’è il calo del fatturato.

In questo caso la proroga riguarda i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice attualmente 5.164.569 euro, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale disposizione si applica anche in relazione a coloro che:

  • adottano il cosiddetto regime fiscale di vantaggio, (art.27, comma 1, del Dl n. 98/2011)
  • applicano il regime forfetario (art 1, commi da 54 a 89 Legge n. 190/2014)
  • e i soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese (ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del Tuir)
Soggetti interessati dalla proroga
 Imposte
Nuova scadenza

Tutti i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)

Seconda o unica rata di acconto
IRPEF / IRES / IRAP 2020

30.04.2021
La proroga si applica a condizione che ci sia stato un calo del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell'anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente

In conclusione i soggetti ISA o assimilati:

potranno versare il secondo acconto delle imposte 2020 entro il 30 aprile 2021:

  • se hanno subito un calo di fatturato nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019 di almeno il 33%, ovunque eserciti l’attività;
  • nel caso in cui non abbiano subito un calo di fatturato, ma:
    • rientrano tra uno dei codici ATECO elencati nell’allegato 1 o 2 al DL Ristori bis e hanno domicilio fiscale o sede operativa in una regione rientrante nella zona rossa;
    • oppure esercitano l’attività di gestione di ristoranti con domicilio fiscale o sede in una regione rientrante nella zona arancione;

dovranno invece versare entro il 30 novembre 2020:

  • se non hanno subito una diminuzione del fatturato nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2019 di almeno il 33%, e:
    • hanno domicilio fiscale o sede in una regione rientrante nella zona gialla;
    • hanno domicilio fiscale o sede in una regione rientrante nella zona rossa ma non rientrano tra i codici ATECO di cui all’allegato 1 e 2 al DL Ristori bis;
    • hanno domicilio fiscale o sede in una regione rientrante nella zona arancione e non esercitano l’attività di gestione di ristoranti.

Ricordiamo che il versamento degli acconti Irpef – Irap per i soggetti cui si applicano gli ISA e per i soci partecipanti a società soggette ad ISA, è previsto che avvenga in misura pari al 100% dell’imposta, suddiviso in due rate, ognuna pari al 50% dell’imposta dovuta relativamente all’anno precedente (così come previsto dall’art. 58 del decreto 124/2019), per approfondire leggi l'articolo "Istruzioni errate per il calcolo dell’acconto Irpef 2020."

Leggi anche:

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2020-11-24
Sospensione contributi: novitĂ  per Toscana e Campania

Non c'è pace per la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali INPS  previste dai Decreti Ristori e Ristori bis er alcune categorie di attività (come da allegato 1) e le aziende situate nelle zone rosse (elencate nell'allegato 2 al Ristori bis).  Nel nuovo messaggio INPS 4361 del 20.11 2020 l'istituto comunica l'ennesima correzione delle istruzioni, questa volta addirittura fuori tempo massimo.

Vediamo con ordine di cosa si tratta

 Nella circolare n. 129 del 13 novembre 2020 (che correggeva la precedente n.128)  la sospensione dei versamenti dei contributi INPS riguardava le regioni in zona rossa come definite dall'Ordinanza del Ministro della Salute del 10 novembre 2020 ( erano comprese Piemonte Lombardia Valle d'Aosta Calabria e Provincia di Bolzano). La circolare specificava anche che eventuali successive variazioni di collocazione  non avrebbero avuto rilevanza.

Nello stesso giorno però, l’Ordinanza del 13 novembre 2020 del Ministro della Salute  ha disposto l’inserimento nelle c.d. zone rosse  anche delle Regioni Campania e Toscana, con decorrenza 15 novembre 2020.  

L'inps annuncia quindi la modifica ,  su indicazione del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali , per cui  sono ricomprese per la sospensione dei versamenti di competenza ottobre con scadenza 16 novembre  anche le Regioni Campania e Toscana. 

Pertanto ai datori di lavoro con  unità produttive od operative ubicate nelle Regioni Campania e Toscana e che svolgano come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell'Allegato 2 al decreto-legge n. 149/2020,   che hanno regolarmente effettuato i versamenti ,  verrà attribuito il codice di autorizzazione “4X”, che assume il nuovo significato di “Azienda interessata alla sospensione dei contributi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 e decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149”

Gli importi versati , e non dovuti ,  diventano un credito  da utilizzare, in compensazione legale con altre partite o nelle denunce successive, previa presentazione dell’apposita istanza telematizzata “Dichiarazione Compensazione”. Valgono per quanto non specificato le istruzioni della circolare 129 

L'istituto riconferma pero quanto già precisato dalla circolare 129 :  i datori di lavoro che abbiano unità produttive od operative in Regioni o Province autonome che, nel corso del mese di novembre 2020, dovessero essere ricomprese nelle c.d. zone rosse, in forza di nuove Ordinanze del Ministro della Salute, potranno beneficiare della sospensione limitatamente ai termini per il versamento delle rate non ancora scadute nel mese di novembre 2020 relative alle rateazioni dei debiti in fase amministrativa concesse dall’Inps.

Fonte: Inps
Notizia del: 2020-11-24
Rivalutazione contributi 2020 per il calcolo della pensione

L'istat ha comunicato  che il coefficiente   di rivalutazione dei contributi previdenziali  accumulati entro il 2019  è pari all'1,9199% .

Si ricorda che il valore viene calcolato ogni anno sulla base della variazione media del PIL nel'ultimo quinquennio, che in questo caso tra il 2014 e il 2019 è stata pari a 0,019199. Risulta  per la prima volta un coefficente in salita , dato che a causa della crisi economica mondiale  tra il 2008 e il 2012  era arrivato nel 2014 addirittura a un  valore negativo.

Il coefficente che ne risulta serve per calcolare la rivalutazione di quanto versato dai lavoratori ai fini delcalcolo della pensione , che dal 1995  si basa (ancora parzialmente per le persone piu anziane)  su quanto versato e non sulla retribuzione percepita .

  • I lavoratori con contribuzione versata a partire dal 1° gennaio 1996 hanno tutto l'assegno determinato con il sistema di calcolo contributivo;
  • i lavoratori in possesso di almeno 18 anni di contributi  alla data del 31 dicembre 1995  hanno l'applicazione del sistema contributivo  a partire dal 1° gennaio 2012 
  •  i lavoratori con meno di  18 anni di contributi  alla data del 31 dicembre 1995  hanno l'applicazione del sistema contributivo a partire dal  1° gennaio 1996;

 Da  non dimenticare che alcune forme di pensionamento prevedono il calcolo contributivo indipendentemente dalle date sopracitate, ad es. OPZIONE DONNA  o pensioni con cumulo contributivo (ad es con il riscatto degli anni di laurea) .Sul riscatto di laurea vedi "Riscatto laurea 2020: le regole  aggiornate"

 Da segnalare infine che tra i  coefficienti di trasformazione  che concorrono al calcolo della pensione con metodo contributivo,  c'è anche il coefficente legato all'età anagrafica del lavoratore nel momento in cui consegue la prestazione previdenziale, a partire dall'età di 57 anni fino ai 70 anni. Maggiore è l'età del lavoratore, più elevati risulteranno anche i coefficienti di trasformazione. 

Si ricorda che per una simulazione del calcolo della pensione Inps mette a disposizione alcuni strumenti online (servono le credenziali di accesso PIN, SPID, CNS, o CIE) :

Sulle pensioni ti puo interessare anche leggere "Età e requisiti per la pensione dal 2020".

Fonte: ISTAT
Notizia del: 2020-11-24
Permesso di soggiorno e permesso di lavoro: regole per la conversione

Ai fini della procedura di emersione del lavoro prevista dal Decreto Rilancio, per la conversione del permesso di soggiorno temporaneo in permesso per motivi di lavoro la richiesta va fatta all'Ispettorato del lavoro competente rispetto alla sede di lavoro. E' una delle indicazioni fornite dal  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, nella circolare n. 18 del 23 novembre 2020.

La circolare specifica in particolare le indicazioni operative  per il rilascio della attestazione riguardante il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa ai fini della regolarizzazione prevista dall’art. 103, commi 2 e 16, del D.L. n.34/2020 (convertito in L. 77/2020),che consente ad un cittadino non comunitario con permesso di soggiorno temporaneo di convertirlo, entro il termine di durata , in permesso di soggiorno per motivi di lavoro, esibendo un contratto di lavoro subordinato ovvero la documentazione retributiva e previdenziale comprovante lo svolgimento dell'attività lavorativa, in conformità alle previsioni di legge, nei settori interessati dalla procedura di regolarizzazione (VEDI sul tema :"Regolarizzazione colf e braccianti stranieri: la guida aggiornata").

La richiesta deve essere inviata via mail dallo straniero all’Ispettorato territoriale del lavoro competente per luogo di svolgimento della prestazione lavorativa. Gli indirizzi mail istituzionali ai quali inviare la richiesta sono disponibili sul sito web dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. 

All’istanza dovrà essere allegato:

  1.  copia del permesso di soggiorno temporaneo rilasciato dalla Questura recante le indicazioni di cui alla citata circolare MI n. 40467/2020; oppure, se quest’ultimo non sia stato ancora rilasciato, la copia della ricevuta di presentazione della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno rilasciata dagli Uffici Postali, contenente la dicitura EMERS.2020”; 
  2. contratto di lavoro subordinato (o copia della comunicazione UNILAV/Unimare) ovvero documentazione retributiva e previdenziale (es. prospetti paga, estratto conto contributivo, attestazione pagamento contributi lavoro domestico). 

Gli Ispettorati verificheranno  tramite accesso al Registro Imprese  la corrispondenza del Codice Ateco del datore di lavoro risultante dalla documentazione , rispetto ai settori indicati dal decreto Interministeriale 

 Per i rapporti di lavoro domestico la verifica viene effettuata dall’Ispettorato territoriale tramite richiesta alla sede INPS competente.

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Notizia del: 2020-11-24

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