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Esenzione IMU prima casa coniugi: novità in arrivo nel 2022

E' stato approvato un emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2022 che modifica l'esenzione dell'IMU (imposta municipale Unica) per l'abitazione principale dei coniugi. Prima di entrare nel merito di questa novità ricordiamo che giovedì 16 dicembre 2021 scade il termine per il pagamento del saldo dell'IMU 2021: può interessare l'articolo Saldo IMU 2021: vediamo chi non paga

Esenzione IMU per i coniugi 2022: ecco cosa cambia

In particolare, l'emendamento interviene sulle agevolazioni IMU per l’abitazione principale nell’ipotesi in cui i componenti del medesimo nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi. 

Con le modifiche proposte si chiarisce che, ove i membri del nucleo familiare abbiano stabilito la residenza in immobili diversi, l’agevolazione vale per un solo immobile per nucleo familiare, scelto dai componenti del nucleo familiare, e ciò sia nel caso di immobili siti nello stesso comune, sia ove gli immobili presenti in comuni diversi.

Le norme intendono superare l'interpretazione del MEF resa con la circolare n. 3/DF del 2012 sia gli ultimi orientamenti della Corte di Cassazione (ordinanze n. 4166 del 2020 e n. 4170 del 2020). 

La Corte ha affermato infatti che, nel caso in cui non è unico il riferimento alla residenza anagrafica e alla dimora abituale del nucleo familiare, l'esenzione non spetta in nessun caso se i comuni sono diversi, creando quindi una disparità di trattamento tra i coniugi che hanno stabilito una diversa residenza nello stesso comune (per i quali spetta per un solo immobile, ai sensi dell'attuale configurazione del comma 741) e quelli che invece l'hanno fissata in comuni diversi.

Dal punto di vista legislativo viene modificato l’articolo 1, comma 741, della legge di bilancio 2020, che contiene la disciplina dell’IMU “prima casa” per i componenti del medesimo nucleo familiare. La disciplina vigente prevede (lettera b) del comma 741) che per abitazione principale – esente da IMU, a specifiche condizioni - si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. 

Fonte:
Notizia del: 2021-12-03
Esterometro: abolizione rimandata al 1° luglio 2022

Con emendamento approvato in sede di conversione in legge del cd. Decreto fisco-lavoro collegato alla Legge di bilancio 2022, viene modificata anche l'abolizione della comunicazione cd. esterometro. Vediamo cosa cambia.

Abolizione esterometro dal 1° luglio 2022

L'emendamento approvato in pratica

  1. posticipa dal 1° gennaio 2022 al 1° luglio 2022, l’abolizione della specifica comunicazione telematica dei dati relativi alle cessioni di beni e prestazioni di servizi transfrontaliere (cd. esterometro) Leggi anche Esterometro: abolito dalla Legge di Bilancio 2021
  2. prevede che per le operazioni con l’estero effettuate a partire dal 1° luglio 2022 la trasmissione dei dati avvenga non più con la comunicazione attraverso il sistema cosiddetto esterometro, bensì utilizzando il Sistema di Interscambio-SDI.

Pertanto, a partire da tale data, la trasmissione dei dati della fattura elettronica tramite lo SDI, già obbligatoria in Italia, diventerà necessaria anche per le fatture relative a operazioni transfrontaliere di

  • cessioni di beni 
  • e prestazioni di servizi effettuate (e ricevute) 
  • nei confronti di soggetti al di fuori del territorio dello Stato.

Si ricorda brevemente che l’articolo 1, comma 3-bis del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, stabilisce uno specifico obbligo di comunicazione telematica (esterometro) per la trasmissione dei dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi delle operazioni transfrontaliere: i soggetti passivi sono tenuti a trasmettere telematicamente all'Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche (la trasmissione telematica è effettuata trimestralmente entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento).

Leggi anche Esterometro 2021: le sanzioni per omessa, errata o tardiva trasmissione

Fonte:
Notizia del: 2021-12-03
Operazioni intracomunicatarie: recepita la Direttiva UE Quick fixes

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 del 30 novembre il D.Lgs n 192 in attuazione della Direttiva Ue n. 2018/1910 del Consiglio del 4 dicembre 2018.

L’obiettivo della direttiva è fronteggiare le criticità del principio secondo cui l’imposta è applicata nel Paese in cui sono consumati i beni e i servizi (principio di tassazione nel Paese di destinazione). 

Tale principio, sarebbe dovuto essere transitorio e funzionale a garantire l’applicazione, nel futuro, dell’imposta nello Stato membro di origine, salvaguardando al tempo stesso la concorrenza e la libera circolazione delle merci. 

Conseguentemente è nata l’esigenza di modificare alcune norme della direttiva Iva, esigenza realizzata con la direttiva Quick fixes.

In particolare, tale direttiva adotta alcune soluzioni rapide per le operazioni intracomunitarie integrando e modificando disposizioni del DL 331/93 su le cessioni e gli acquisti intra-Ue di beni.

La direttiva Quick fixes, modificando alcune norme della direttiva Iva, prevede:

  • la semplificazione e il trattamento uniforme del call-off stock, fattispecie contrattuale che si realizza quando uno stock di beni è spedito in un magazzino situato in un altro Stato membro a favore di un acquirente determinato che ne diventerà proprietario solo al momento del loro prelievo dal magazzino,
  • l’armonizzazione del trattamento Iva delle cessioni a catena, cioè dell’ipotesi di cessioni successive di beni oggetto di un unico trasporto intracomunitario dal primo cedente all’ultimo acquirente della catena,
  • la qualificazione del numero di identificazione Iva del cessionario come requisito sostanziale delle cessioni intracomunitarie e, dunque, per il riconoscimento del relativo regime di non imponibilità.

Per recepire la direttiva Quick fixes, il decreto legislativo n. 192/2021 integra e modifica il decreto legge n. 331/1993.

In particolare, l’articolo 1 del decreto legislativo di recepimento prevede i nuovi:

  • articolo 38-ter  gli acquisti intracomunitari in regime di call-off stock
  • articolo 41-bis le cessioni intracomunitarie in regime di call-off stock
  • articolo 41-ter, che regola le cosiddette cessioni a catena
  • modifica l’articolo 50 del decreto legge n. 331/1993, che disciplina gli obblighi connessi agli scambi intracomunitari, per istituire i registri in cui devono essere annotate le cessioni in regime di call-off stock e per stabilire che la comunicazione da parte del cessionario del numero identificativo Iva attribuitogli da uno Stato membro diverso da quello del cedente, nonché la compilazione degli elenchi riepilogativi delle cessioni intracomunitarie, sono requisiti sostanziali e non formali della cessione intracomunitaria non imponibile. Il recepimento della direttiva Quick fixes rende esplicite le conseguenze collegate alla assenza di tale identificativo, in termini di non applicazione del regime di non imponibilità della cessione.

Cessioni in regime di call-off stock

Con riferimento all'art. 41-bis, il soggetto passivo IVA italiano pone in essere una cessione intra-Ue di beni se sono soddisfatte contemporaneamente le seguenti condizioni:

a) i beni sono spediti o trasportati nel predetto Stato membro dal soggetto passivo, o da un terzo che agisce per suo conto, per essere ivi ceduti, in una fase successiva e dopo il loro arrivo, a un altro soggetto passivo che ha il diritto di acquistarli in conformità a un accordo preesistente tra i due soggetti passivi; 

b) il soggetto passivo che spedisce o trasporta i beni non ha stabilito la sede della propria attività economica né dispone di una stabile organizzazione nel predetto Stato membro; 

c) il soggetto passivo destinatario della cessione è identificato ai fini dell'imposta sul valore aggiunto nel predetto Stato membro e la sua identità e il suo numero di identificazione sono noti al soggetto passivo che spedisce o trasporta i beni nel momento in cui ha inizio la spedizione o il trasporto;

d) il soggetto passivo che spedisce o trasporta i beni annota il loro trasferimento nel registro di cui all'articolo 50, comma 5-bis, e inserisce nell'elenco riepilogativo di cui all'articolo 50, comma 6, l'identità e il numero di identificazione attribuito ai fini dell'imposta sul valore aggiunto al soggetto destinatario dei beni. 

La cessione intracomunitaria è effettuata se la proprietà dei beni è trasferita al destinatario, o al soggetto che lo ha sostituito ai sensi del comma 5, entro dodici mesi dall'arrivo degli stessi nel territorio dello Stato membro di destinazione e, in tale momento, sono soddisfatte le condizioni di cui al medesimo comma 1; detta cessione si considera effettuata al momento del trasferimento della proprietà dei beni. 

Il soggetto passivo che trasferisce beni della sua impresa nel territorio di altro Stato membro effettua una cessione ai sensi dell'articolo 41, comma 2, lettera c): 

a) il giorno successivo alla scadenza dei dodici mesi dall'arrivo dei beni nel territorio dello Stato membro, se entro tale periodo i beni non sono stati ceduti al soggetto passivo destinatario della cessione o al soggetto passivo che lo ha sostituito ai sensi del comma 5;

b) nel momento in cui, entro dodici mesi dall'arrivo dei beni nel territorio dello Stato membro, viene meno una delle condizioni di cui al comma 1;

c) prima della cessione se, entro dodici mesi dall'arrivo nel territorio dello Stato membro, i beni sono ceduti a una persona diversa dal soggetto passivo destinatario della cessione o dal soggetto che lo ha sostituito ai sensi del comma 5; 

d) prima che abbia inizio la spedizione o il trasporto se, entro dodici mesi dall'arrivo nel territorio dello Stato membro, i beni sono spediti o trasportati in un altro Stato; 

e) il giorno in cui i beni sono stati effettivamente distrutti, rubati o perduti oppure ne è accertata la distruzione, il furto o la perdita se, entro dodici mesi dall'arrivo nel territorio dello Stato membro, i beni sono stati oggetto di distruzione, furto o perdita. 

Non si realizza alcuna cessione intracomunitaria in relazione ai beni non ceduti che sono rispediti nello Stato, entro dodici mesi dal loro arrivo nel territorio dello Stato membro, se il soggetto che ha spedito o trasportato i beni annota il ritorno degli stessi nel registro di cui all'articolo 50, comma 5-bis. 5. 

La disposizione di cui al comma 1 continua ad applicarsi se, entro dodici mesi dall'arrivo dei beni nel territorio dell'altro Stato membro, il soggetto passivo destinatario della cessione è sostituito da un altro soggetto passivo purché al momento della sostituzione, siano soddisfatte tutte le condizioni previste dal medesimo comma 1 e il soggetto passivo che ha spedito o trasportato i beni indichi la sostituzione nel registro di cui all'articolo 50, comma 5-bis.


Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-12-03
Credito di imposta edicole 2021: ecco l'elenco dei beneficiari e codice tributo per F24

È stato pubblicato sul sito Internet del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria il DPCM 30 novembre 2021 contenente l'elenco dei beneficiari, per il 2021, del c.d. "bonus edicole".

Consulta qui il decreto e l'elenco dei beneficiari

In particolare, per ciascun beneficiario vengono indicati:

    l'importo spettante;

    il relativo codice COR rilasciato dal Registro Nazionale degli Aiuti di Stato.

Si rammenta che tale credito d'imposta, introdotto dalla Legge di Bilancio 2019, è riconosciuto:

    agli esercenti attività commerciali operanti esclusivamente nella vendita al dettaglio di giornali /riviste / periodici;

    alle imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali quotidiani e/o periodici rivendite situate in Comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti e in Comuni con un solo punto vendita.

Ricordiamo che dal 1° al 30 settembre 2021 è stato possibile presentare la domanda di accesso per l'anno 2021 al credito di imposta per gli esercenti attività commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici. A ricordare questa scadenza ci pensa il comunicato stampa pubblicato sul sito del Dipartimento per l'informazione e l'editoria.

Tax credit edicole: presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate 

  • dal titolare o
  • dal legale rappresentante dell'impresa 

esclusivamente per via telematica, attraverso l’apposita procedura disponibile nell'area riservata del portale impresainungiorno.gov.it

Il portale è accessibile, previa autenticazione via 

dal percorso di menù "Servizi on-line" -> "Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria" -> "Credito di imposta edicole".

Tax credit edicole 2021: novità per l'agevolazione

 La misura agevolativa di cui all'articolo 1, commi da 806 a 809, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 è stata rinnovata, con alcune modifiche, per gli anni 2021 e 2022. In particolare, l’articolo 1, comma 609, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, come modificato dall’articolo 67, comma 8, del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106 (c.d. decreto “sostegni bis”) ha introdotto le seguenti modifiche: 

  1. la platea dei destinatari. Per gli anni 2021 e 2022, possono accedere al beneficio : 
    •  gli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici 
    • le imprese di distribuzione della stampa che riforniscono di giornali quotidiani o periodici rivendite situate nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e nei comuni con un solo punto vendita; 
  2. Le spese ammesse all’agevolazione. Per gli anni 2021 e 2022 sono state aggiunte alle spese cui è parametrato il credito anche gli importi pagati nell’anno precedente per l'acquisto o il noleggio di registratori di cassa o registratori telematici e di dispositivi POS

Lo stanziamento previsto, che costituisce limite di spesa, ammonta a 15 milioni di euro per ciascuno dei due anni. 

Si ricorda che resta ferma la misura massima dell’agevolazione, stabilita - come per l’anno 2020 - in euro 4.000. 

Anche per gli anni 2021 e 2022 le domande di ammissione potranno essere presentate, come per gli anni precedenti, dal 1° al 30 settembre di ciascun anno.

 Per assistenza per l’accesso al portale o per la compilazione della domanda 

  1. consultare il manuale utente della procedura oppure 
  2. contattare l'Help Desk al numero 0664892717 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00. Per richieste di chiarimento sul credito di imposta inviare un messaggio all'indirizzo di posta elettronica [email protected].

Tax credit edicole 2021 e codice tributo per F24

Il credito di imposta è utilizzabile unicamente in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, a partire da quinto giorno lavorativo successivo alla presente pubblicazione. Ai fini della fruizione del credito d'imposta è necessario indicare, in sede di compilazione del modello F24, il codice tributo 6913, istituito dall'Agenzia delle Entrate con Risoluzione 107/E del 2019.

Fonte:
Notizia del: 2021-12-03
Ristori Terzo settore: le domande fino all'11.12. Le cooperative sociali escluse

Con comunicato stampa di ieri 2 dicembre il Ministero del Lavoro annuncia di aver risposto a FAQ sulle istanze per i ristori a favore degli ETS chiarendo dubbi dei contribuenti. (Consulta qui tutte le FAQ)

Di seguito un chiarimento specifico per le cooperative sociali che non possono avvalersi di questi ristori e vedremo le motivazioni fornite dal Ministero.

Innanzitutto ricordiamo che è stato pubblicato il decreto n 614 del 26 novembre  2021 in attuazione del decreto interministeriale del 30 ottobre 2021, ed è adottato l'allegato Avviso n. 2/2021, recante la fissazione dei termini e delle modalità per la presentazione delle istanze di contributo a valere sul Fondo straordinario per il sostegno degli enti del Terzo settore di cui all' articolo 13 - quaterdecies del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176. 

Le risorse finanziarie complessivamente disponibili ammontano a 210 milioni di euro

Fondo straordinario terzo settore: i beneficiari

Possono presentare istanza di contributo:

  • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle Province autonome di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, 
  • le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano di cui all'articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383,
  • le organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo 10, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 iscritte nella relativa anagrafe

che nel corso dell’anno 2020 abbiano cessato o ridotto l’esercizio delle proprie attività statutarie di interesse generale in conseguenza delle misure per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 ricomprese nei codici ATECO già individuati nel decreto interministeriale e riproposti all’allegato 1 del presente avviso. 

SCARICA QUI L'ALLEGATO 1

SCARICA QUI IL MANUALE UTENTE

Ai fini dell’ammissione al contributo, il requisito dell’iscrizione nei relativi registri da parte dei soggetti beneficiari deve risultare alla data di presentazione dell’istanza ed essere stata conseguita in una data anteriore al 25 dicembre 2020. 

Fondo straordinario terzo settore: presenta l'istanza fino all'11 dicembre

Le istanze devono essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma elettronica predisposta dalla Direzione Generale dei sistemi informativi, dell’innovazione tecnologica, del monitoraggio dati e della comunicazione e denominata "Ristori Enti Terzo Settore" disponibile all’indirizzo istituzionale servizi.lavoro.gov.it a partire dalle ore 8.00 del 29 novembre 2021 fino alle ore 23.59.59 dell’ 11 dicembre 2021. 

I soggetti iscritti nel registro nazionale delle associazioni di promozione sociale di cui all’articolo 7 della legge n. 383 del 2000 presentano le istanze anche in nome e per conto delle proprie articolazioni territoriali e dei circoli affiliati iscritti al medesimo registro, ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 7.

È ammessa da parte di ciascun ente la presentazione di una sola istanza di contributo indipendentemente dall’iscrizione in diversi registri. Per la presentazione delle istanze di contributo è possibile consultare il manuale utente allegato all' Avviso Allegato 2 e disponibile sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro

Eventuali richieste di assistenza tecnica riguardanti esclusivamente l’uso del portale possono essere indirizzate al seguente link: https://urponline.lavoro.gov.it/s/crea-case?language=it

Nella pagina web l’utente dovrà selezionare la categoria "Ristori Enti Terzo settore 2021" e compilare il relativo formulario.

Fondo straordinario terzo settore: una cooperativa sociale può accedere al fondo ristori per il terzo settore?

il Ministero chiarisce che l'art 13 quaterdecies del DL n. 137/2020, stabilisce che possono presentare istanza di contributo, tra le altre tipologie di enti ivi contemplate, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di cui all'art 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, iscritte nella relativa anagrafe.

La norma pertanto fa riferimento alle onlus che hanno conseguito la qualifica per effetto dell'iscrizione e devono considerarsi escluse le coop sociali che acquisiscono la qualifica di diritto.  
L'art 1 del DL n. 137/2020 ha previsto l'erogazione di un contributo a fondo perduto da destinare agli operatori IVA dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive determinate dalla diffusione epidemiologica da Covid-19: quest'ultima disposizione, specifica il ministero, è riferibile alle cooperative sociali.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-12-03
Fondo grandi imprese in crisi: dal 13 dicembre riapre lo sportello per le domande

Grandi imprese in difficoltà sul portale di Invitalia

Con Decreto Direttoriale MISE del 30.11 si stabilisce che a partire dal 13 dicembre 2021 e fino al 29 aprile 2022 le imprese, che si trovano in situazione di temporanea difficoltà a causa dell'emergenza Covid, potranno presentare domanda per accedere al Fondo da 400 milioni istituito dal Ministero dello sviluppo economico.

Si sottolinea che rimane confermato quant’altro contenuto nel decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello sviluppo economico n. 2357 del 3 settembre 2021 e non modificato nel presente decreto. 

Ricordiamo che la finestra era stata aperta il 20 settembre e per due mesi e le relative istruttorie si concluderanno entro il 31 dicembre 2021.

Per richiedere il finanziamento del Fondo Sostegno Grandi Imprese è necessario:

  • registrarsi ai servizi online di Invitalia
  • accedere con lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) al sito riservato per compilare la domanda online e scaricare la documentazione da allegare
  • disporre della firma digitale del legale rappresentante e dell’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) della società.

Al termine della procedura on line verrà assegnato un protocollo elettronico.

SCARICA QUI IL FAC SIMILE DELLA DOMANDA (attenzione il fac simile NON può essere utilizzato per la presentazione della domanda) 

SCARICA QUI IL MANUALE UTENTE

Come indicato nell'avviso pubblicato in GU n 219 del 13 settembre 2021 con il DD decreto Direttoriale del 3 settembre sono stati forniti chiarimenti e indicazioni operative in relazione alle modalità e alle condizioni di accesso al Fondo per il sostegno alle grandi imprese in temporanea difficoltà finanziaria in relazione alla crisi economica connessa con l'emergenza epidemiologica da Covid-19, di cui al decreto ministeriale 5 luglio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 184 del 3 agosto 2021.

L’obiettivo della misura è quello di sostenere il rilancio e la continuità dell’attività di imprese che operano sul territorio nazionale e che si trovano anche in amministrazione straordinaria.

Si prevede:

  • la concessione di finanziamenti agevolati 
  • rimborsabili in 5 anni, 
  • al fine di garantire continuità alle imprese con un numero pari o superiore a 250 dipendenti 
  • e che abbiano un fatturato superiore ai 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni.

Attenzione va prestata al fatto che la concessione del finanziamento agevolato è vincolata alla presentazione di un piano di rilancio dell’impresa, anche al fine di tutelare l'occupazione.

Fondo imprese in difficoltà, a chi spetta

La domanda può essere presentata da:

  • grandi imprese, operanti sul territorio nazionale e in qualsiasi settore economico, 
  • con esclusione delle imprese del settore bancario, finanziario e assicurativo, 
  • che, alla data di presentazione della domanda di accesso al Fondo: 

a) versano in situazione di temporanea difficoltà finanziaria, in relazione alla crisi economica connessa con l'emergenza epidemiologica da COVID-19;

b) non si trovavano già in situazione di difficoltà, come definita, in relazione al settore di attività in cui l’impresa proponente opera, dall’articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014, dall’articolo 2, punto 14, del regolamento (UE) n. 702/2014 o dall’articolo 3, punto 5. del regolamento (UE) n. 1388/2014, alla data del 31 dicembre 2019; 

c) presentano concrete e plausibili prospettive di ripresa dell'attività, da valutare ai sensi di quanto previsto all’articolo 9 del decreto; 

d) sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese; 

e) hanno sede legale e operativa ubicata sul territorio nazionale;

f) non rientrano tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali incompatibili dalla Commissione europea; 

g) hanno restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero; 

h) nei cui confronti non sia stata applicata la sanzione interdittiva di cui all'articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e successive modificazioni e integrazioni;

i) i cui legali rappresentanti o amministratori non siano stati condannati, con sentenza di primo grado anche non passata in giudicato o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda o che, comunque, confliggano con quanto previsto dal decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231; 

j) nei cui confronti non siano state emesse condanne penali o sanzioni amministrative definitive per le violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale; 

k) non siano sottoposte a procedure di tipo liquidatorio

Fondo imprese in difficoltà, l'iter della domanda: riapre lo sportello dal 13 dicembre

La domanda deve essere compilata esclusivamente in forma elettronica e il modulo di domanda, redatto in lingua italiana, deve essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa proponente, pena l’improcedibilità della stessa.

L’iter di presentazione della domanda di accesso al Fondo, a pena d’invalidità, prevede lo svolgimento delle seguenti attività: 

a) registrazione ed accesso alla procedura informatica attraverso l’utilizzo del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID); 

b) inserimento delle informazioni e dei dati richiesti per la compilazione della domanda; 

c) generazione del modulo di domanda, contenente le informazioni e i dati forniti dall’impresa proponente e apposizione della firma digitale; 

d) caricamento del modulo di domanda firmata digitalmente; 

e) caricamento degli allegati firmati digitalmente, laddove richiesto; 

f) invio dell’istanza, con conseguente rilascio del codice identificativo.

Secondo quanto riportato nell'elenco degli oneri informativi previsti dal decreto ministeriale 5 luglio 2021 e dal decreto direttoriale  (scarica qui il file completo) alle domande dovranno allegarsi i seguenti documenti:

  • piano aziendale di cui all’articolo 6 del DM 5 luglio 2021, redatto, sulla base della modulistica resa disponibile da Invitalia sul predetto sito internet, certificato e firmato digitalmente da professionisti aventi i requisiti previsti per l’iscrizione all’Albo di cui all’articolo 356 e seguenti del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) e non collegati contrattualmente alla società incaricata della revisione legale obbligatoria o facoltativa del bilancio societario. 
  • dichiarazioni Sostitutive di Atto Notorio (DSAN) sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa o dagli altri soggetti previsti, mediante firma digitale:
    • 1. DSAN Fondo Grandi Imprese in Difficoltà 
    • Requisiti
    • 2. DSAN Modello A1 antimafia 
    • 3. DSAN Modello B1 antimafia 
    • 4. DSAN Antiriciclaggio 
    • 5. DSAN Casellario e carichi e procedure liquidatorie 
    • 6. DSAN Conformità agli originali della documentazione trasmessa

Fondo imprese in difficoltà: l'agevolazione

Le agevolazioni sono concesse nella forma di finanziamento agevolato, definito in conformità con il punto 27, lettera a), del “Quadro temporaneo”, da restituire in cinque anni.

L’importo complessivo non può essere superiore, alternativamente:

  • al doppio della spesa salariale annua dell'impresa proponente per il 2019 o per l'ultimo esercizio disponibile, compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell'impresa ma che figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti. Nel caso di imprese create a partire dal 1°gennaio 2019, l'importo massimo del finanziamento non può superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività;
  • al 25 per cento del fatturato totale dell’impresa proponente nel 2019.

L’importo del finanziamento concesso alla singola impresa o al gruppo di imprese beneficiare non può, in ogni caso, eccedere, 30 milioni di euro.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-12-03

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