Archivio per Categorie
« Ultime Notizie »
Archivio per Anno
Rifugi alpini: norme di prevenzione e contenimento del covid

Vista l’imminente stagione estiva nonché la speranza della ripresa economica delle attività produttive del paese ed in particolare del settore turistico, tra i più colpiti dalla crisi da lock down, il protocollo di intesa tra Governo e Regioni diventato l'allegato 17 del DPCM del 17 maggio 2020  è stato aggiornato il 25 maggio  Linee di indirizzo per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive  con l'inserimento di  nuove schede tecniche rispetto alle precedenti già previste.

In particolare si vuole qui esaminare la scheda tecnica per i rifugi alpini meta di molti turisti italiani e stranieri.

Ecco cosa sarà necessario per il riavvio della stagione turistica e la riapertura estiva dei rifugi al fine di rendere le attività in essi consentite come covid-compatibili:

Norme generali:

  • Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità.
  • Quando possibile, l'area esterna al rifugio, deve essere delimitata, consentendo un accesso regolamentato. In presenza di plateatico (tavoli, panche...) è necessario inserire un cartello che richiami le norme igieniche e le distanze di sicurezza e prevedere percorsi che non permettano l'incrocio delle persone.
  • All'ingresso dell'area deve essere appostato un dispenser con disinfettante per le mani.
  • Il gestore all'interno dell'area dovrà invitare gli ospiti al rispetto della distanza sociale di almeno 1 metro e all'utilizzo dei presidi personali, quali mascherine o guanti. Questa misura non viene applicata per i nuclei familiari, conviventi, persone che condividono la stessa camera, persone che in base alle disposizioni vigenti non sono soggetti al distanziamento interpersonale (detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale).
  • É d'obbligo usare la tovaglietta monouso e procedere alla disinfezione del tavolo e delle sedute prima del riutilizzo dei posti.
  • Viene effettuato solo servizio al tavolo.
  • Una parte dei posti a sedere esterni è riservata alla ristorazione prenotata.
  • Nelle aree esterne, quando è prevista una zona dedicata al pranzo al sacco, la medesima deve essere ad accesso limitato. É opportuno, ove possibile, provvedere alla copertura esterna con gazebi, tende, pensiline, limitando così l'eccessiva pressione all'entrata del rifugio.

Accoglienza in rifugio:

  • L'entrata in rifugio è contingentata in base al numero di persone previsto e si potrà accedere solo utilizzando i dispositivi di sicurezza previsti (mascherina e guanti).
  • Non può essere effettuato servizio al banco, ma solo al tavolo.
  • Ove possibile, è necessario individuare dei percorsi all'interno del rifugio che non consentano l'incrocio tra persone.
  • Il pernottamento ed erogazione pasti possono essere forniti preferibilmente su prenotazione e comunque deve essere tenuta registrazione per almeno 14 giorni delle presenze.

Accesso alle aree interne del rifugio:

  • La movimentazione tra le stanze del rifugio avviene solo utilizzando i dispositivi di sicurezza. È fatto divieto di muoversi nella zona notte dei rifugi con gli scarponi: gli ospiti dovranno indossare ciabatte proprie.
  • Nel caso in cui si raggiunga l'occupazione massima prevista dei posti a sedere per la ristorazione all'interno del rifugio, nel rispetto delle distanze di sicurezza, il gestore deve predisporre un cartello in entrata che blocchi l'accesso.

Camere da letto:

  • All'ingresso di ogni camera deve essere previsto un dispenser di gel disinfettante.
  • Il posto letto deve essere comprensivo di materasso con coprimaterasso in tessuto lavabile, set monouso composto da copri materasso e copri federa monouso, o eventualmente biancheria in tessuto lavabile a 90 °C. Rimane comunque obbligatorio l'utilizzo del sacco a pelo personale.
  • Nel caso si vogliano utilizzare le lenzuola monouso, queste dovranno essere aggiuntive rispetto al coprimaterasso e al copri-federa monouso.
     
Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2020-06-04
Vendite online piattaforme digitali: il punto sulla comunicazione dati

L'Agenzia delle Entrate, con Circolare del 1° giugno 2020 n. 13, fa il punto su termini e modalità di trasmissione dei dati relativi alle vendite a distanza di beni che avvengono mediante l’uso di una interfaccia elettronica, obbligo introdotto dall'articolo 13, comma 1, del decreto legge n. 34/2019 (Decreto Crescita).

Ricordiamo che tutti i soggetti passivi, residenti e non residenti nel territorio dello Stato che, tramite l’uso di un’interfaccia elettronica, ovvero un mercato virtuale (marketplace), una piattaforma, un portale o altri mezzi analoghi, facilitano la vendita a distanza di beni importati o già presenti all’interno dell’Ue, sono tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro il mese successivo a ciascun trimestre, i dati dei fornitori che concludono compravendite avvalendosi di tali portali.

Per ciascun fornitore i dati da inviare sono i seguenti:

  1. la denominazione o i dati anagrafici completi, la residenza o il domicilio, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica;
  2. il numero totale delle unità vendute in Italia;
  3. a scelta del soggetto passivo, per le unità vendute in Italia l’ammontare totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita.

Per quanto riguarda l'ambito soggettivo, si distingue tra soggetti passivi stabiliti e non stabiliti.

I soggetti passivi stabiliti tenuti all’obbligo di comunicazione dei dati di cui all’articolo 13 del Decreto Crescita sono da individuarsi nei soggetti passivi IVA, inclusi quelli che, aderendo o applicando regimi speciali, non sono debitori d’imposta.

A titolo di esempio, sono generalmente esclusi dall’ambito di applicazione della disciplina coloro che accedono al regime forfetario, di cui alla legge del 28 dicembre 2015, n. 208 e successive modificazioni, in particolare, questi ultimi, pur rientrando nella nozione di soggetto passivo IVA, non addebitano l’IVA in rivalsa, né esercitano il diritto alla detrazione dell’imposta assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti nazionali, comunitari e sulle importazioni. Pertanto, in linea generale i soggetti che rientrano in tale regime non sono tenuti all’obbligo di comunicazione dei dati, salvo nelle ipotesi in cui effettuino acquisti in reverse charge e risultino per questo debitori di imposta.

Al contrario, rientrano nella nozione di soggetto passivo coloro che accedono a regimi IVA che prevedono speciali meccanismi che incidono sulla determinazione della base imponibile o sull’esercizio della detrazione

Invece, per soggetti passivi non stabiliti nel territorio dello Stato si intendono sia i gestori delle piattaforme che non effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi territorialmente rilevanti nel territorio dello Stato, che i gestori (non stabiliti) che realizzano le predette operazioni. Per questi ultimi (soggetti non stabiliti che svolgono operazioni territorialmente rilevanti), ove privi di stabile organizzazione, al fine di adempiere all’obbligo di comunicazione di cui all’articolo 13 comma 1, del Decreto Crescita è necessaria l’identificazione diretta, ai sensi dell’articolo 35-terdel d.P.R. n. 633 del 1972, ovvero la nomina di un rappresentante fiscale ai sensi dell’articolo 17, terzo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972.

Mentre per i soggetti passivi non stabiliti che non effettuano operazioni territorialmente rilevanti nel territorio dello Stato, è sufficiente la richiesta all’Agenzia delle entrate di un codice fiscale.

Come precisato in un nostro precedente articolo, ricordiamo che il 31 ottobre 2019, i gestori di piattaforme digitali hanno effettuato l'invio della prima comunicazione:

  • dei dati relativi alle vendite a distanza tramite l’utilizzo di un’interfaccia elettronica di telefoni cellulari / console da gioco / tablet PC / laptop di cui al citato art. 11-bis facilitate nel periodo dal 13 febbraio al 30 aprile 2019 (le disposizioni di cui all'articolo 11-bis, commi da 11 a 15, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, acquisteranno efficacia a decorrere dal 1° gennaio 2021, e riguardano la presunzione di cessione in capo ai soggetti passivi che, mediante l’uso di un’interfaccia elettronica quale un mercato virtuale / piattaforma / portale o mezzi analoghi, facilitano le cessioni / vendite a distanza di telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop importati di valore intrinseco non superiore a € 150,00 o effettuate nell’UE da un soggetto passivo ivi non stabilito a persone non soggetti passivi) in questo caso si tratta di un adempimento a regime.
  • dei dati relativi alle cessioni a distanza di beni tramite marketplace (di qualsiasi tipologia), facilitate nel periodo dal 1° maggio al 30 settembre 2019 (tali disposizioni di applicheranno fino al 31 dicembre 2020, quindi si tratta di un adempimento temporaneo).

e le successive date da ricordare sono:

Tipologia dei beni ceduti
Periodo di riferimento delle vendite
Scadenza Comunicazione
Qualsiasi bene
dal 01.05.2019 al 30.09.2019
31.10.2019
prima comunicazione
Telefoni cellulari / console da gioco / tablet PC e laptop
dal 13.02.2019 al 30.04.2019
31.10.2019
prima comunicazione
Qualsiasi bene
4° trimestre 2019
31.01.2020
1° trimestre 2020
30.04.2020
2° trimestre 2020
31.07.2020
3° trimestre 2020
02.11.2020
(il 31.10 è un sabato)
4° trimestre 2020
01.02.2021
(il 31.01 è una domenica)

 

Fonte: Agenzia delle Entrate
Notizia del: 2020-06-04
Operazioni in contanti con turisti stranieri: comunicazione entro il 30 giugno

La comunicazione delle operazioni in contanti con turisti stranieri dovuta, (ai sensi dell’art 3 comma 2-bis del DL 16/2012), da parte delle agenzie di viaggio e dei commercianti al minuto rientra tra quelle sospese ai sensi dell’art 62 comma 1 del Decreto Cura Italia convertito in Legge n 27 del 24 aprile 2020.

Tale comunicazione fatta con apposito modello scaricabile qui, potrà essere rinviata al 30 giugno 2020.

Con il modello si comunicano tutte le operazioni intercorse con turisti stranieri di importo compreso tra 3.000 e 15.000 euro effettuate nel 2019.

La comunicazione va fatta, utilizzando il modello denominato modello di comunicazione polivalente (Provv. Agenzia delle Entrate n. 94908 del 2 agosto 2013), in via telematica.

Si ricorda che i termini ordinari per l’invio di tale comunicazione sarebbero stati i seguenti:

  • per i soggetti con liquidazioni IVA mensili andava fatta entro il 10 aprile 2020
  • per tutti gli altri soggetti andava fatta entro il 20 aprile 2020

L’adempimento potrà essere effettuato invece, senza applicazione di sanzioni, entro il più ampio termine del 30 giugno 2020.

Ricordiamo che la comunicazione riguarda le operazioni effettuate in contanti con i turisti stranieri e, aventi importo compreso tra i 3.000 e i 15.000 euro, e in particolare con:

  • persone di cittadinanza diversa da quella italiana
  • persone residenti fuori dall’Italia.

Obbligo del commerciante o agente di viaggio è quello di acquisire al momento di effettuazione dell’operazione, una fotocopia del passaporto del cliente, nonché una apposita autocertificazione di quest’ultimo, (ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000), attestante appunto il suo stato di non cittadino italiano e non residente in Italia.

Il commerciante o agente deve altresì versare il denaro incassato, nel primo giorno feriale successivo a quello di effettuazione dell’operazione, in un conto corrente a lui intestato, consegnando copia della comunicazione preventiva di adesione alla disciplina (ai sensi dall’art. 3 comma 2 del DL 16/2012). Per i dettagli si legga l’articolo “La comunicazione delle operazioni legate al turismo 2019”

Si ricordi che a norma dell’art. 49 comma 1 del DLgs. 231/2007 esiste un limite per i cittadini italiani o residenti in Italia di utilizzo del contante per ciascuna operazione pari a 2.999,99 euro mentre per il settore del turismo vi è una deroga a tale limite (ai sensi delle modifiche introdotte dall’art. 1 comma 245 della legge di bilancio 2019 (L. 145/2018), a decorrere dal 1° gennaio 2019) che prevede:

  • l’innalzamento da 10.000 euro (importo previsto per il 2018 per gli stranieri) a 15.000 euro del limite massimo di utilizzo del contante, in deroga, per i turisti stranieri;
  • l’estensione ai cittadini di altri Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo la possibilità di avvalersi del più ampio limite per l’utilizzo del contante (in deroga al limite massimo stabilito, per i cittadini italiani)
Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2020-06-04
L'Inps rivede le domande respinte: possibile recupero bonus 600 euro marzo

L’Inps ha fornito chiarimenti in merito alle richieste di indennità istituite per l’emergenza COVID-19 pari a 600 euro per marzo e aprile (dal Decreto Cura Italia e poi dal decreto Rilancio) a favore di liberi professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa titolari di partita Iva attive al 23 febbraio, iscritti in via esclusiva alla gestione separata Inps e non pensionati.

 In particolare, nel caso in cui le domande siano state rifiutate, ad esempio per mancanza del requisito di iscrizione alla gestione separata, è possibile effettuare un’istanza di riesame entro la data del 21 giugno, dimostrando l'apertura della partita Iva. La mancata iscrizione in questi casi è causato dal mancato rispetto dei 30 giorni dall'inizio attività e puo' essere regolarizzata.

Si fa presente che l’Inps, nell' allegato 1 al messaggio 2263 del 1 giugno 2020 (consultabile in allegato), ha ricordato i requisiti richiesti per godere del Bonus e ha specificato in quali casi è possibile chiedere il riesame della domanda che sia stata negata.

Con riferimento all’ indennità a liberi professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, si riportano i chiarimenti dell'inps con riferimento alle due categorie di  beneficiari.

Liberi professionisti (compresi gli associati a studi professionali o i soci di società semplici):

  • in possesso di Partita Iva attiva al 23 febbraio 2020;
  • iscritti alla Gestione Separata INPS.

L’Inps ha esaminato due ipotesi in cui la domanda sia stata rigettata e fornito i chiarimenti per effettuare l’istanza di riesame, come di seguito riportiamo:

  1. se la domanda è stata rigettata per mancata individuazione della P. IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 in quanto il professionista (componente di uno studio associato) ne abbia omesso l’indicazione al momento dell’iscrizione alla Gestione separata. In questo caso è possibile chiedere il  riesame della domanda respinta, fornendo gli estremi della partita iva attiva alla predetta data;

  2. se il rigetto della domanda è derivato dalla mancata iscrizione del professionista alla Gestione separata è necessario verificare:

  • la presenza di una partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 presso Agenzia delle Entrate;

  • il corretto adempimento degli obblighi derivanti dalla normativa vigente, in particolare con la compilazione del quadro RR sez. II delle dichiarazioni reddituali relativo alla determinazione della contribuzione dovuta alla Gestione separata;

Qualora la verifica degli ultimi due aspetti segnalati risulti positiva, pur in assenza di iscrizione alla Gestione separata, il professionista ha adempiuto agli obblighi derivanti dalla normativa ai fini della determinazione della contribuzione previdenziale.

Se l’attività ha avuto inizio dal 1 gennaio 2019, non essendo ancora decorsi i termini per gli adempimenti fiscali da parte del professionista (dichiarazione dei redditi nella quale deve essere compilato anche il quadro RR sez. II relativo alla determinazione della contribuzione dovuta alla Gestione separata), è sufficiente che il beneficiario alleghi all’istanza di riesame la ricevuta della comunicazione di inizio attività (modello AA9), dalla quale risulti l’inizio dell’attività alla data del 23 febbraio 2020.

Si ricorda inoltre che l’accoglimento dell’istanza di riesame è comunque  subordinato alla verifica dell’avvenuta iscrizione alla Gestione separata da parte del professionista e della relativa decorrenza anche se effettuata dopo la data del 23 febbraio 2020.

Titolari di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa:

  • con contratto di collaborazione attivo al 23 febbraio 2020
  • iscritti alla Gestione Separata.

Da ultimo, ai fini del riesame si ricorda che:

  • l’utente può inviare la documentazione richiesta attraverso il link “Esiti”, nella stessa sezione del sito INPS in cui è stata presentata la domanda “Indennità 600 euro” ”oppure tramite la casella di posta istituzionale dedicata: [email protected], istituita per ogni struttura territoriale INPS  (ad esempio [email protected]).
  • l’istanza di riesame deve essere inoltrata entro la data del 21 giugno (oppure entro 20 giorni dalla comunicazione del rigetto della domanda , se avviene dopo il 1 giugno 2020) ovvero dalla conoscenza della reiezione, se successiva.
Fonte:
Notizia del: 2020-06-04
Domanda entro il 21 giugno per il riesame del Bonus lavoratori dello spettacolo

Il decreto Cura Italia all'art. 38 ha previsto per i lavoratori dello spettacolo un indennità di 600 euro per il mese marzo estesa poi dall'art. 84 del Decreto Rilancio ai mesi di aprile e maggio.

I beneficiari iscritti al Fondo dei Lavoratori dello Spettacolo sono ricompresi in due platee:

  • lavoratori con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 da cui deriva, nel medesimo anno, un reddito non superiore a 50.000 euro;

e per i mesi di aprile e maggio anche  i

  • lavoratori con almeno sette contributi giornalieri versati nel 2019, da cui deriva nel medesimo anno un reddito non superiore a 35.000 euro.

Per entrambe le platee è prevista l’incompatibilità con le pensioni dirette o con il lavoro dipendente.

Coloro che, con il requisito dei 30 contributi giornalieri, hanno già presentato domanda per il mese di marzo non devono presentare nuova domanda anche per il mese di aprile.

Per chi si è visto rifiutare la domanda l'INPS con il messaggio n. 2263 del 1° giugno l’INPS fa sapere che è in corso il riesame d'ufficio delle domande poichè potevano risultare mancanti i requisiti NON per effettiva assenza degli stessi ma per ritardo delle comunicazioni relative dei datori sul numero di giornate di lavoro effettuate dai collaboratori o dipendenti con contratti a termine.

Qualora la propria domanda non sia oggetto di riesame d'ufficio, vi sarà la possibilità di presentare richiesta di riesame entro il 21 giugno 2020. Le eventuali cause di rifiuto possono avere a che fare con la mancanza di uno dei seguenti requisiti:

1. almeno 30 contributi giornalieri versati nell'anno 2019 al medesimo Fondo, (in caso di rifiuto della domanda si riceverà il codice respinta: PALS_30)
Pur in presenza di un’attività lavorativa, la mancanza delle denunce contributive ovvero un numero di giornate denunciate inferiore a 30 impedisce il riconoscimento del bonus.
2. un reddito non superiore a 50.000 euro e non titolari di pensione, (in caso di rifiuto della domanda si riceverà il codice respinta: PALS_50.000)
Il reddito di riferimento è il reddito imponibile previdenziale derivante da attività di spettacolo al netto della quota contributiva a carico del lavoratore (per il 2019).
3. alla data del 17 marzo 2020 non titolari di alcun rapporto di lavoro dipendente, (in caso di rifiuto della domanda si riceverà il codice respinta: LAV_DIP)

Il termine per la richiesta del riesame è fissato al 21 giugno 2020 o comunque entro 20 giorni dal momento in cui si viene a conoscenza del rifiuto.

Il lavoratore che ha ricevuto uno di questi codici come rifiuto può presentare, qualora abbia documentazione probante valida all’accoglimento ed entro i termini suddetti, una domanda di riesame con le seguenti modalità:

  • usando il link “Esiti”, nella stessa sezione del sito INPS in cui è stata presentata la domanda “Indennità 600 euro”, allegando i documenti richiesti per lo stesso;
  • usando le caselle di posta istituzionali dedicate denominate: [email protected], con la specifica della località della Struttura territoriale competente (ad esempio [email protected] - Per accertarsi si può contattare la sede telefonicamente)

Attenzione va prestata al fatto che, stando a quanto riportato nell’Allegato 3 alla nota dell’INPS, i lavoratori dello spettacolo con contratto di lavoro intermittente in corso al 17/03/2020, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, non hanno diritto all’indennità Covid in quanto titolari di un rapporto di lavoro di tipo subordinato (cfr. D.Lgs. n. 81/2015).

Diversamente, i rapporti di lavoro autonomo in corso alla data del 17/03/2020 non sono preclusivi al riconoscimento del bonus per i lavoratori dello spettacolo.

Fonte: Inps
Notizia del: 2020-06-04
Reddito di emergenza: requisiti e calcolo in dettaglio

Con la  circolare 69 /2020 pubblicata ieri sera l'INPS interviene in extremis  per illustrare in dettaglio  requisiti di accesso al Reddito di emergenza, istituito dall’articolo 82 del decreto-legge "Rilancio" n. 34/2020. La procedura per le domande in effetti è già stata  resa disponibile dalla settimana scorsa sul sito INPS. 

Vediamo di seguito i principali punti delle istruzioni:

REQUISITI ECONOMICI

Sono relativi all’intero nucleo familiare, il quale  è  quello  individuato dalla Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE valida al momento della presentazione della domanda .

Sono valide le attestazioni ISEE con indicatori ordinario e corrente; NON  è valida l’attestazione ISEE riferita al nucleo ristretto.

Il valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, deve essere inferiore alla soglia corrispondente all’ammontare del beneficio e si calcola secondo il principio di cassa  moltiplicando 400 euro per il valore della scala di equivalenza pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare ed incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni e di 0,2, per ogni ulteriore componente minorenne   Diversamente da quanto avviene con il Reddito di Cittadinanza, tale scala può raggiungere la soglia massima di 2, ovvero di 2,1 nel caso  siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza c

La circolare fornisce i seguenti esempi di calcolo delle soglie (gli importi corrispondono quindi alle somme previste come Reddito di emergenza).

Composizione nucleo

Scala di equivalenza

Importo Rem

Un adulto

1

400 euro

Due adulti

1.4

560 euro

Due adulti e un minorenne

1.6

640 euro

Due adulti e due minorenni

1.8

720 euro

Tre adulti e due minorenni

2

800 euro

Tre adulti e due  minorenni di cui un componente è disabile grave

2.1

840 euro

 

INCOMPATIBILITA'

  • Il Rem non è compatibile con le altre indennità istituite per l'emergenza COVID -19 per :

-    lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO;

-    liberi professionisti titolari di partita IVA, iscritti alla Gestione separata;

-    lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata;

-    lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, anche somministrati;

-    lavoratori settore agricolo;

-    lavoratori dello spettacolo;

-    lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;

-    lavoratori intermittenti;

-    lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;

-    incaricati alle vendite a domicilio;

-    lavoratori domestici.

Inoltre non è  compatibile con:

  • la presenza nel nucleo familiare di componenti che, al momento della domanda, siano titolari di pensione diretta o indiretta, sia previdenziale che assistenziale con la sola eccezione dell’assegno ordinario di invalidità,  indipendentemente  dall’importo del trattamento pensionistico.  

Sono compatibili  invece con il Rem i trattamenti assistenziali non pensionistici come ad esempio indennità di accompagnamento, assegno di invalidità civile e assegno ordinario di invalidità 

  •  la presenza, nel nucleo familiare, di uno o più membri titolari, al momento della presentazione della domanda, di rapporti di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda complessiva sia superiore alla soglia massima di reddito familiare,

Nel caso di lavoratori posti in cassa integrazione ordinaria o in deroga o per i quali sia stato richiesto l’intervento del FIS, la verifica del requisito viene effettuata sulla base della retribuzione teorica del lavoratore:  il REM non è compatibile  quindi se la retribuzione teorica del lavoratore è superiore a 400 euro.

  • con il  Reddito e della Pensione di Cittadinanza (di cui al Capo I del decreto-legge n. 4/2019), ovvero con le misure aventi finalità analoghe di cui all’articolo 13, comma 2, del medesimo decreto-legge, fatto salvo il caso in cui il reddito di emergenza risulti piu favorevole per il nucleo familiare

 Si riportano gli esempi di casi particolari :

  •  per un nucleo composto da 3 persone (di cui un componente ha richiesto, a maggio 2020, una pensione di reversibilità la cui domanda non è stata ancora definita), che richiede il Rem a giugno 2020: la domanda di Rem sarà accolta.
  •   per un nucleo composto da 2 persone, che ha beneficiato di RdC dal quale è decaduto ad aprile 2020, a seguito di presentazione tardiva di DSU 2020 e  mancato rispetto dei requisiti: la domanda di Rem viene accolta.
Fonte: Inps
Notizia del: 2020-06-04

«« Torna Indietro