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Bonus pubblicitĂ : non spetta per spese effettuate con il tramite di terzi

Con Risposta a interpello n 421 del 12 agosto 2022 le Entrate forniscono un chiarimento sul bonus pubblicità

L'istante è una srl che dichiara di essere "una qualificata agenzia di pubblicità, grafica e web" che si occupa di ideare, realizzare e pianificare campagne pubblicitarie.

In quanto azienda operante nel settore chiede chiarimenti in ordine alla corretta interpretazione e applicazione dell'articolo 57-bis del Decreto Legge 24 aprile 2017 n. 50, convertito con modificazioni della legge 21 giugno 2017 n. 96 e s.m.i., che disciplina gli «incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e misure di sostegno alle imprese editoriali di nuova costituzione».

Più in particolare, l'istante evidenzia che intende fatturare i mezzi pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, iscritte al ROC e sui giornali quotidiani e periodici precedentemente acquistati dagli organi di informazione alla propria clientela offrendo contemporaneamente servizi ancillari e complementari rispetto ai servizi agevolati. La srl domanda se il cliente finale possa procedere alla richiesta di contribuzione di cui all'articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, per i soli servizi agevolabili «anche se questi ultimi vengono forniti per tramite di ... (come ad esempio la società istante) e non direttamente da emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, iscritte al ROC e da giornali quotidiani e periodici, pubblicati in edizione cartacea o in formato digitale, registrati presso il Tribunale, ovvero presso il ROC, e dotati del Direttore responsabile». 

Le Entrate chiariscono che sia la norma istitutiva sia le disposizioni di attuazione identificano come agevolabili gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali a titolo di misure di sostegno al settore dell'imprenditoria, effettuati da imprese, lavoratori autonomi e enti non commerciali, con la conseguenza che non possono considerarsi agevolabili le spese per investimenti in campagne pubblicitarie operate indirettamente mediante la fruizione (e il relativo pagamento) di servizi resi da soggetti terzi (come, nel caso di specie, una società di ...).

Per tutte le regole del bonus in esame leggi anche Bonus pubblicità dal 2023: ritorno al regime “ordinario”

Fonte:
Notizia del: 2022-08-19
Versamenti imposte 2022: saldo e acconto IRPEF entro lunedì 22.08

Entro lunedì 22 agosto 2022 occorre effettuare i pagamenti relativi:

  • al saldo 2021
  • al primo acconto 2022 

derivanti dai modelli REDDITI 2022 e IRAP 2022, con la maggiorazione dello 0,4%.

In particolare, le persone fisiche, le società di persone e i soggetti equiparati, nonché i soggetti IRES con esercizio solare, potranno effettuare i versamenti degli importi dovuti sulla base della dichiarazione dei redditi e della dichiarazione IRAP, a titolo di saldo e di primo acconto 

I versamenti vanno effettuati entro il trentesimo giorno successivo al termine del 30 giugno perciò entro il 30 luglio, con la maggiorazione dello 0,4% a titolo di interesse.

Ciò premesso, si specifica che il 2022 ha avuto particolarità nel calendario e di qui lo slittamento della scadenza a lunedì 22 agosto. 

In particolare, il 30 luglio 2022, essendo sabato, ha comportato un differimento a lunedì 1° agosto 2022 e, in applicazione della sospensione feriale di cui all’art 37 comma 11-bis del DL 223/2006, c'è stato un ulteriore differimento al 20 agosto 2022 che, cadendo di sabato, comporta un ultimo slittamento a lunedì 22 agosto.

A titolo non esaustivo, si riepiloga che vanno effettuati entro il 22 agosto 2022, tra gli altri, i versamenti per:

  • l’IRPEF, l’IRES e l’IRAP;
  • le addizionali IRPEF e IRES e le relative maggiorazioni;
  • la cedolare secca sulle locazioni;
  • l’addizionale del 25% sul reddito per la c.d. “tassa etica”
  • le imposte sostitutive dovute per la rivalutazione dei beni d’impresa, l’eventuale affrancamento del saldo attivo di rivalutazione e l’eventuale riallineamento dei valori civili e fiscali dei beni;
  • le imposte patrimoniali IVIE e IVAFE;
  • l’acconto del 20% per i redditi soggetti a tassazione separata, per i quali non è prevista l’applicazione di ritenute alla fonte;
  • il diritto annuale alle Camere di Commercio.

In merito al saldo IVA 2021 anch'esso può essere versato maggiorando le somme degli interessi nella misura dello 0,4% per ogni mese o frazione di mese successivo al termine ordinario del 16 marzo.

I soggetti passivi IVA possono effettuare il versamento anche entro i 30 giorni successivi al termine del 30 giugno, con l’ulteriore maggiorazione dello 0,4%.

Coloro che versano il saldo IVA per il 2021 entro il 22 agosto 2022 applicano:

  • la maggiorazione dello 0,4% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo 2022 e fino al 30 giugno 2022
  • l’ulteriore maggiorazione dello 0,4% calcolata anche sulla precedente
Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-08-19
Giovani in agricoltura: ISMEA finanzia l'acquisto di terreni

L'ISMEA rende noto che è attiva la misura Agevolazione per l'insediamento di giovani in agricoltura finalizzata a favorire lo sviluppo e il consolidamento di superfici condotte nell'ambito di una attività imprenditoriale agricola o l'avvio di una nuova impresa agricola. 

Agevolazione per l'insediamento di giovani in agricoltura: i beneficiari

Come specificato dalla stessa ISMEA la misura si rivolge ai seguenti soggetti:

  • giovani imprenditori agricoli (età non superiore a 41 anni non compiuti) che intendono:
    • a) ampliare la superficie della propria azienda mediante l'acquisto di un terreno, confinante o funzionalmente utile con la superficie già facente parte dell'azienda agricola condotta in proprietà, affitto o comodato, da almeno due anni alla data di presentazione della domanda;
    • b) consolidare la superficie della propria azienda mediante l'acquisto di un terreno già condotto dal richiedente, con una forma contrattuale quale il comodato o l'affitto, da almeno due anni alla data di presentazione della domanda.
  • giovani startupper con esperienza (età non superiore a 41 anni non compiuti) che intendono avviare una propria iniziativa imprenditoriale nell'ambito dell'agricoltura.
  • giovani startupper con titolo (età non superiore a 35 anni non compiuti) che intendono avviare una propria iniziativa imprenditoriale nell'ambito dell'agricoltura.

Agevolazione per l'insediamento di giovani in agricoltura: i finanziamenti

La misura finanzia l'acquisto di terreni agricoli alle seguenti condizioni:

  • Intervento finanziario massimo:
    • 1.500.000 euro, in caso di giovani imprenditori agricoli e giovani startupper con esperienza;
    • 500.000 euro, in caso di giovani startupper con titolo.
  • Durata del finanziamento: fino a 30 anni di cui al massimo 2 di preammortamento.
  • Condizioni:
    • tasso fisso o variabile, ancorato ai valori di mercato e dipendente dal rischio rilevato;
    • 50% degli oneri notarili;
    • 500 euro rimborso spese istruttoria.

Attenzione: le domande potranno essere presentate attraverso il portale STRUMENTI ISMEA non appena la Commissione UE rilascerà la decisione sul regime di aiuto, in corso di notifica, attesa per settembre.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-08-19
Forfettari: il bollo riaddebitato ai clienti fa reddito

Con Risposta a interpello n 428 del 12 agosto del 2022 viene fornito un chiarimento su l'imposta di bollo per le fatture dei forfettari.

Ricostruiamo i dettagli dell'interpello e la relativa risposta della Agenzia.

L'istante si avvale del regime forfetario e chiede un chiarimento in merito all'interpretazione dell'articolo 1, comma 64 della legge n. 190/2014 e dell'articolo 22 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 circa l'assoggettabilità o meno a tassazione, nell'ambito del suddetto regime, dell'imposta di bollo addebitata in fattura ai propri clienti.

Le Entrate ricordano che l'articolo 1, commi da 54 a 89 della legge n. 190 del 2014 e da ultimo modificato dall'articolo 1, comma 692, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020) prevede, ai fini IVA, alcune semplificazioni secondo le quali i contribuenti in regime forfetario:

  • non addebitano l'IVA in rivalsa 
  • né esercitano il diritto alla detrazione dell'imposta assolta, dovuta o addebitata sugli acquisti nazionali, comunitari e sulle importazioni
  • le fatture emesse non devono, pertanto, recare l'addebito dell'imposta.

Per tali ragioni le fatture sono soggette all'imposta di bollo sin dall'origine, ossia al momento della loro formazione. 

L'agenzia osserva che l'articolo 1 del d.P.R. n. 642 del 1972 dispone che sono soggetti all'imposta di bollo gli atti, i documenti e i registri indicati nell'annessa tariffa.

In particolare, l'articolo 13, comma 1 della Tariffa, parte prima, assoggetta fin dall'origine alla predetta imposta, tra gli altri documenti, anche le fatture, quando la somma indicata è superiore a 77,47 euro e non è soggetta ad IVA. 

Il comma 64 stabilisce che chi applica il regime forfetario determina «il reddito imponibile applicando all'ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività nella misura indicata nell'allegato n. 4 annesso alla presente legge, diversificata a seconda del codice ATECO che contraddistingue l'attività esercitata». 

Come precisato con la circolare n. 9/E del 2019, le spese sostenute nello svolgimento dell'attività di impresa, arte o professione rilevano, dunque, in base alla percentuale di redditività attribuita, in via presuntiva, all'attività effettivamente esercitata.

La fattispecie sottoposta all'esame riguarda l'inclusione tra i ricavi o compensi dell'importo dell'imposta di bollo addebitato in fattura dall'emittente e la sua conseguente imponibilità fiscale, ai fini della determinazione del reddito nell'ambito del regime forfetario. 

Le Entrate innanzitutto specificano che con riguardo all'individuazione dei soggetti obbligati al pagamento dell'imposta di bollo, l'art. 22 del D.P.R. n. 642/1972 stabilisce la solidarietà nel debito relativo da parte dell'emittente la fattura e del committente. 

Tuttavia, come chiarito nella risposta n. 67/E del 2020, l'obbligo di apporre il contrassegno sulle fatture o sulle ricevute è a carico del soggetto che consegna o spedisce il documento, in quanto per tali tipo di atti l'imposta di bollo è dovuta fin dall'origine, ossia dal momento della formazione. Fermo restando che l'obbligo di corrispondere la predetta imposta di bollo è in via principale a carico del prestatore d'opera, quest'ultimo potrebbe chiedere al cliente il rimborso dell'imposta.

In tale ipotesi, il riaddebito al cliente dell'imposta di bollo, essendo il professionista il soggetto passivo, fa parte integrante del suo compenso, con la conseguenza che risulta assimilato ai ricavi di cui al citato comma 64 e concorre al calcolo volto alla determinazione forfetaria del reddito. 

In linea con la predetta assimilazione, nella Circolare n. 5/E del 14 maggio 2021,l'Amministrazione ha chiarito che assumono rilevanza, ai fini del calcolo dell'ammontare dei ricavi, anche le spese addebitate al cliente da parte dei professionisti per l'imposta di bollo. 

In conclusione, si ritiene che l'importo del bollo addebitato in fattura al cliente assuma la natura di ricavo o compenso e concorra alla determinazione forfettaria del reddito soggetto ad imposta sostitutiva, secondo quanto disposto dall'articolo 4 della legge n. 190 del 2014. 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-08-19
Bollette del gas 2022: a chi spetta la riduzione IVA al 5%

Il Decreto Aiuti bis (DL n 115) pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 9 agosto n 185 ha previsto ulteriori misure straordinarie volte a sostenere famiglie e imprese impregnata a fronteggiare il caro energia.

In particolare, il decreto interviene, tra l'altro,

  1. rafforzando il bonus sociale elettrico e gas per il quarto trimestre 2022, tutelando i clienti vulnerabili nel settore del gas (Leggi anche Bonus sociali bollette: regole e novità per tutto il 2022)
  2. sospendendo le modifiche unilaterali dei contratti di fornitura di elettricità e gas,
  3. azzerando gli oneri generali di sistema nel settore elettrico anche per il quarto trimestre 2022 
  4. riducendo l’IVA per le somministrazioni di gas metano per combustione per usi civili e industriali nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2022. 
  5. prorogando crediti d’imposta in favore delle imprese anche per il terzo trimestre 2022
  6. disponendo la proroga della riduzione dell’accisa sui carburanti sino al 20 settembre 2022

Ricordiamo che già altri provvedimenti governativi erano intervenuti in tal senso nel corso del 2022.

L'ultimo in ordine di tempo è il DL n 80 del 30 giugno che ha previsto la riduzione degli oneri e dell'IVA per le bollette del terzo trimestre 2022 (per approfondire leggi Caro energia: i dettagli nel Decreto 30 giugno 2022)

Anche il 2021 era stato segnato da tali interventi e in proposito si ricorda la Circolare n 17/E del 3 dicembre con la quale le Entrate fornivano chiarimenti sul decreto-legge 27 settembre 2021, n. 130 (cd. “decreto Energia”), recante «Misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale», convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 2021, n. 171. 

Il decreto, con riferimento al quarto trimestre del 2021, prevedeva, in sintesi: 

  • l’annullamento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate nel settore elettrico alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione (articolo 1);
  • la riduzione al 5 per cento dell’aliquota IVA applicabile alle somministrazioni di gas metano destinate a usi civili e industriali, contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021 (articolo 2, comma 1); 
  • la riduzione delle aliquote relative agli oneri generali del settore gas (articolo 2, comma 2); 
  • la rideterminazione delle agevolazioni relative alle tariffe elettriche riconosciute ai nuclei familiari in stato di disagio economico, fisico e sociale (articolo 3).

Con la circolare n 17/2021 si fornivano chiarimenti in merito all’ambito applicativo dell’agevolazione fiscale (chiarimenti che dovrebbero valere, per quanto di interesse, anche per le agevolazioni del 2022)

La circolare chiariva che l'agevolazione trova applicazione con riferimento alle somministrazioni di gas metano per combustione contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre del 2021, sia che essi siano semplicemente stimati sia che si tratti di consumi effettivi. 

Qualora le somministrazioni di gas siano, comunque, contabilizzate sulla base di consumi stimati, l’aliquota IVA del 5% si applica anche in relazione ai successivi eventuali conguagli, derivanti dalla rideterminazione degli importi dovuti sulla base dei consumi effettivi riferibili, anche percentualmente, all’ultimo trimestre del 2021, a prescindere dal momento di fatturazione degli stessi.

La disciplina ordinariamente vigente, trova applicazione in relazione al gas metano somministrato:

  • fino al 30 settembre 2021 
  • e, successivamente, per il gas erogato a decorrere dal 1° gennaio 2022.

Per la sintesi delle novità introdotte dal DL Aiuti bis leggi anche Decreto Aiuti bis 2022: guida alle novità

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-08-19
Digitalizzazioni Ordini Commercialisti: previsto un interfaccia web gratuita

Con informativa del 1 agosto il CNDCEC rende noto che è in fase di avvio il progetto di digitalizzazione degli Ordini Territoriali. Il presidente dei commercialisti Elbano de Nuccio spiega come il progetto nasca dalla “necessità di avviare un percorso di armonizzazione a livello nazionale dei servizi resi agli iscritti nell’Albo”. 

Il Consiglio Nazionale “ha ritenuto di dover porre le basi per la progettazione e la realizzazione di un portale Internet del Consiglio Nazionale e degli Ordini territoriali uniforme nella struttura dei contenuti, nella navigazione e nell’interfaccia utente e di un sistema unitario per la gestione della contabilità e di altri servizi di interesse comune”.

Viene inoltre chiarito che l’interfaccia web, che sarà messa a disposizione di tutti gli Ordini Territoriali a titolo gratuito, consentirà, di fornire agli iscritti servizi analoghi attraverso modalità di accesso uniformi.

Al contempo i portali dei singoli Ordini territoriali potranno essere automaticamente integrati ed aggiornati con i servizi del Consiglio Nazionale.

Il progetto prevede anche la creazione di un canale di comunicazione bidirezionale tra gli Ordini territoriali ed il Consiglio Nazionale per la gestione di un sistema unitario di contabilità ed altri servizi in grado di garantire le autonomie locali e, al tempo stesso, di consentire la realizzazione di sinergie gestionali e l’implementazione di regole operative omogenee.

L’iniziativa avrà lo scopo di assicurare che la progettazione, la realizzazione, la gestione e il monitoraggio dei servizi pubblici digitali erogati dagli Ordini Territoriali ai propri iscritti, secondo quanto definito dal Codice dell’Amministrazione Digitale, avvenga in piena attuazione delle “Linee guida di design per i siti internet e i servizi digitali della Pubblica Amministrazione” emanate dall’Agid nel mese di luglio 2022 in tema di accessibilità, affidabilità, trasparenza e sicurezza, semplicità di consultazione ed esperienza d’uso, monitoraggio dei servizi, interfaccia utente, integrazione delle piattaforme abilitanti e licenze. Il Consiglio nazionale aggiornerà costantemente gli Ordini territoriali sugli sviluppi dell’iniziativa.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-08-19

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