Archivio per Categorie
« Ultime Notizie »
Archivio per Anno
F24: codice tributo credito d'imposta investitori per rafforzamento patrimoniale

Con Risoluzione n 33/E del 13 maggio 2021 le Entrate istituiscono un nuovo codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta, in favore degli investitori, per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni di cui all’articolo 26, comma 4, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34.

In particolare, il codice tributo è il seguente:

“6942” denominato “Credito d’imposta per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni – investitori – art. 26, c. 4, DL n. 34 del 2020”

In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto

  • nella sezione “Erario”, 
  • nella colonna “importi a credito compensati”,
  • ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.

Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con il periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento, nel formato “AAAA”.

Attenzione va prestata al fatto che l’importo del credito d’imposta spettante può essere consultato nella sezione “Cassetto fiscale”, accessibile dall’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, al link “Crediti IVA / Agevolazioni utilizzabili”.

L’articolo 26, comma 4, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, dispone che ai soggetti che effettuano conferimenti in denaro in una o più società è riconosciuto un credito d'imposta in misura pari al 20 per cento dell'ammontare del conferimento medesimo. 

Il comma 7 dello stesso articolo 26 prevede, che “il credito d'imposta di cui al comma 4 è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di effettuazione dell'investimento e in quelle successive fino a quando non se ne conclude l'utilizzo nonché, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di effettuazione dell'investimento, anche in compensazione, (art.17 DLgs n 241/97)

Si ricorda che con il Decreto del 10 agosto 2020 del Ministro dell'economia e delle finanze sono stati stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta. 

L'articolo 4, comma 1, del decreto, prevede che, ai fini dell’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in argomento, il modello F24 è presentato esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell'operazione di versamento. 

Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate dell’11 marzo 2021 sono stati definiti i termini e le modalità di presentazione delle istanze per avvalersi del credito d’imposta, rinviando a successiva risoluzione, ovvero quella in oggetto, l’istituzione di appositi codici tributo e l’indicazione delle istruzioni per la compilazione del modello F24. 

Per approfondimento si legga:

Il credito d’imposta aumenti di capitale 2021

Aumento di capitale sociale: normativa e novità del 2020

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-05-14
Bonus facciate: spetta nel caso di immobile visibile da "via" privata a "uso pubblico"

Con Risposta a interpello n 337 del 12 maggio 2021 le Entrate tornano a fornire chiarimenti sul bonus facciate.

In particolare, si tratta di interventi realizzati su una palazzina parzialmente visibile da una strada che non è classificata come pubblica (articolo 1, commi da 219 a 223, della legge di Bilancio 2020)

L'agenzia dopo un riepilogo della normativa evidenzia che nel caso di specie, l'Istante ha dichiarato che intende fruire del bonus facciate per le spese di manutenzione straordinaria finalizzate al recupero dell'involucro esterno della palazzina in cui è inserito il proprio immobile, che risulta parzialmente visibile da una "via", privata ma "ad uso pubblico". 

Al riguardo, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, con nota RU 0348403 del 9 novembre 2020, ha precisato che "si condivide l'interpretazione, che tiene conto anche dell'orientamento della Corte di Cassazione penale espressa con la sentenza n. 2582 del 26 gennaio 2011, secondo la quale una strada vicinale sia assimilabile ad una strada comunale, qualora ad uso pubblico, in quanto, come nel caso specifico, destinata al passaggio collettivo". 

Costituendo l'edificio un organismo edilizio prospiciente strade destinate ad uso pubblico, i lavori finalizzati al recupero dell'involucro esterno possono essere ammessi alle agevolazioni previste dalla citata normativa ed essere ammessi al bonus facciate.

Nell'interpello il Condominio istante ha approvato la realizzazione dei lavori di manutenzione straordinaria finalizzati al recupero dell'involucro esterno di una palazzina situata all'interno di un complesso residenziale, dotato di portineria, e costituito sia da palazzine con appartamenti che da ville isolate e a schiera. 

Si precisa che il lato nord della palazzina è visibile dalla strada (comunale) di accesso al residence, invece, il lato sud della detta palazzina è visibile da una "via" che è parte integrante del complesso residenziale, costituendo una strada di affaccio anche di altre ville del complesso, ma al contempo non è una strada "privata e chiusa, bensì su una strada dove circolano liberamente persone e mezzi provenienti sia dall'esterno che dall'interno del complesso residenziale, per cui ne deve essere riconosciuto un "uso pubblico", secondo i chiarimenti del Consiglio di Stato contenuti nella sentenza 2999/2020 dello scorso 12 maggio, che tra l'altro, sancisce il diritto di uso pubblico in favore di ciascun cittadino appartenente alla collettività cui l'uso pubblico pertiene". 

Il condominio chiede di sapere se i condomìni possano usufruire della detrazione prevista dalla legge di Bilancio 2020 (cd. bonus facciate), pari al 90% delle spese sostenute sui lavori realizzati sull'intero perimetro esterno della palazzina ubicata nel complesso residenziale. L'istante precisa che "nell'ambito dei lavori da realizzare, i condomìni beneficeranno della detrazione con riferimento alle tipologie di lavori individuati dalla normativa di riferimento". 

L'agenzia, fermo restando che la valutazione se la facciata sia visibile dalla strada o da suolo ad uso pubblico, costituisce un accertamento di fatto che esula dalle competenze esercitabil in sede di interpello, ritiene che, nel rispetto di tutte le altre condizioni richieste dalla normativa, la fattispecie rientra tra le ipotesi ammesse all'agevolazione.

Chiarisce anche che la detrazione non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell'edificio, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico; quindi, sono escluse le spese sostenute per gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico. 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-05-14
Sostegno imprese del sud: First Round, bando Invitalia, i progetti entro il 15 giugno

Il progetto First Round, voluto da Entopan Innovation incubatore acceleratore e hub di Open Innovation e Invitalia, è la Call for ideas a supporto delle imprese del Mezzogiorno d’Italia. 

SCARICA QUI IL BANDO PER L'AGEVOLAZIONE

Secondo il Rapporto Svimez 2020 l’evento pandemico del Covid – 19 ha ancora di più acuito i notevoli ritardi in tema di innovazione delle imprese meridionali rispetto a quelle settentrionali e pertanto tramite la collaborazione tra Entopan e Invitalia si mira ad una maggiore promozione e valorizzazione degli incentivi di Resto al Sud e Resto qui al fine di promuovere la nascita e lo sviluppo di imprese innovative al Sud.

A partire dal 5 maggio e fino al 15 giugno 2021 è possibile presentare il proprio progetto a First Found:

  • incubatore
  • acceleratore
  • hub

Destinatari dell’agevolazione First Round

Possono partecipare, nel rispetto dei requisiti di accesso di Resto al sud e Resto qui:

• Imprese e startup innovative costituende;

• Imprese e startup innovative già costituite (dopo il 21/06/2017).

Le organizzazioni devono essere localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria).

Possono usufruire delle agevolazioni, i soci delle organizzazioni o una parte di essi che non abbiano compiuto 56 anni alla data di presentazione della domanda e che:

• al momento della presentazione della domanda sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria) oppure trasferiscono la residenza nelle suddette aree entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria;

• non sono già titolari di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017;

• non hanno ricevuto altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio;

• non hanno un lavoro a tempo indeterminato e si impegnano a non averlo per tutta la durata del finanziamento.

L'agevolazione First Round in sintesi

I team selezionati beneficeranno di un’attività di accompagnamento di Entopan Innovation e i loro progetti saranno sottoposti a Invitalia che ne valuterà qualità, coerenza, sostenibilità e grado di innovazione per finanziarli. 

Come specificato nel comunicato stampa di Invitalia, tra finanziamenti e contributi a fondo perduto, i singoli progetti potranno beneficiare, in considerazione dei requisiti dei singoli soci, di un importo fino a 240.000 mila euro.

Il fondo perduto può arrivare a coprire fino al 58% dell’importo richiedibile.

Settori d'interesse dell’agevolazione First Round

I settori interessati al programma sono i seguenti:

  • Salute, Benessere, Stili di Vita 
  • Energy e Circular Economy 
  • Smart Manufacturing 
  • Agroalimentare 
  • Industria Culturale e Creativa

Gli investimenti ammessi riguardano quindi innovazione tecnologica, sia di prodotto servizio che di processo, ricerca e sviluppo, creazioni di network, il tutto nell’ottica di valorizzare la transizione verde, digitale e socio – economica, aiutare meccanismi di empowerment e la valorizzazione di giovani talenti.

Programma e tempi dell'agevalazione First Round

Sono previste le seguenti fasi operative:

• Candidatura delle proposte a First Round;

• Prima selezione di un gruppo di proposte;

• Contest e selezione finale delle proposte;

• Preincubazione e accompagnamento delle proposte selezionate e sottomissione del formulario sulla piattaforma di Invitalia;

• Percorso di incubazione e accelerazione delle organizzazioni.

Le fasi di First Round si svilupperanno secondo il seguente cronoprogramma:

1. 5 maggio lancio del programma; 

2. 15 giugno raccolta delle candidature delle idee progettuali;

3. 20 giugno preselezione e selezione dei progetti ammessi alla fase di preincubazione;

4. entro il 15 luglio sottomissione delle domande di finanziamento a Invitalia;

5. fase di valutazione a cura di Invitalia;

6 entro il mese di settembre esito candidature;

7. entro il mese di novembre avvio fase di incubazione per i soggetti ammessi a finanziamento.

Attenzione va prestata al fatto che, prima della sottomissione delle domande, Invitalia gestirà dei webinar di approfondimento sulla misura agevolativa Resto al Sud. 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-05-14
Credito di imposta per attività teatrali e spettacoli dal vivo inserito nel DL Sostegni

Nuovo credito di imposta a favore delle imprese che svolgono attività teatrali e spettacoli dal vivo, anche attraverso l'utilizzo di sistemi digitali.

E' il nuovo contributo straordinario, inserito dal Senato durante l'iter di conversione del Decreto Sostegni, che riconosce alle imprese che svolgono attività teatrali e spettacoli dal vivo:

  • un credito d’imposta del 90%
  • che abbiano subito nell'anno 2020 una riduzione del fatturato di almeno il 20% rispetto al 2019.

Il credito spetta per le spese sostenute nell'anno 2020 per la realizzazione delle suddette attività, anche se alle stesse si è proceduto attraverso l'utilizzo di sistemi digitali per la trasmissione di operedal vivo, quali rappresentazioni teatrali, concerti, balletti, ed è concesso anche qualora tali imprese abbiano beneficiato in via ordinaria di altri finanziamenti previsti a carico del Fondo unico per lo spettacolo.

Il credito d'imposta spettante è utilizzabile:

  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa,
  • ovvero in compensazione (non si applicano il limite generale di compensabilità previsto per i crediti di imposta e contributi pari a 700.000 euro, né il limite di 250.000 euro applicabile ai crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi).

Il credito d’imposta:

  • non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive
  • non rileva ai fini del rapporto tra l'ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito d'impresa o che non vi concorrono in quanto esclusi e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi.

Tale contributo straordinario è autorizzato nel limite complessivo di 10 milioni di euro per l’anno 2021 e nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla comunicazione della Commissione europea C (2020) 1863 final del 19 marzo 2020, recante «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19», e successive modificazioni.

Viene poi demandato ad un provvedimento dellìAgenzia delle Entrate, da pubblicare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, definire i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta.

Fonte:
Notizia del: 2021-05-14
IVA 4% per auto disabile: un caso di disabile disoccupato a carico di genitore disoccupato

Con Risposta a interpello n 335 dell'11 maggio 2021 le Entrate rispondono ad un quesito sull'applicabilità dell'IVA agevolata nella cessione di auto per disabili.

In particolare si chiarisce che ai fini dell'applicazione dell'IVA al 4%, il disabile minorenne senza reddito si considera fiscalmente a carico del padre anche se quest'ultimo è disoccupato al momento dell'acquisto dell'autovettura (la CU 2020 di tale soggetto è relativa ad un solo mese lavorato nel 2019, e riporta quattro figli a carico per due mesi al 100%). In tali casi, sarà necessario produrre:

  • il certificato attestante la condizione di disabilità
  • una copia dell'ultima dichiarazione dei redditi presentata dal familiare che, avendo fiscalmente a carico il soggetto disabile, sarà intestatario del veicolo.

In alternativa, sarà possibile produrre un'autocertificazione attestante che il soggetto beneficiario dell'agevolazione è a carico del familiare.

L'istante richiede chiarimenti in merito alla potenziale vendita di un'autovettura con IVA agevolata al 4%. 

La società riferisce che l'autovettura dovrebbe essere venduta ad un minore disabile, titolare di reddito "inferiore ai limiti di legge", in possesso della certificazione di cui all'articolo 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, riportante la grave limitazione alla capacità di deambulare. Il padre del minore attualmente è disoccupato. La propria certificazione unica 2020 è relativa ad un solo mese lavorato nell'anno 2019, in particolare dal 28/02/2019 al 29/03/2019, e riporta quattro figli a carico per due mesi al 100%. 

Si chiede se, ai fini dell'applicazione dell'aliquota IVA agevolata alla cessione di un'autovettura:

  • il soggetto disabile minorenne, privo di reddito, può considerarsi fiscalmente a carico di un altro soggetto (nel caso specifico, il padre) privo di reddito. 
  • quale documento tale circostanza possa essere dimostrata e se, in alternativa, sia possibile intestare la vettura al minore anche qualora il pagamento venga effettuato dal genitore.

L'Agenzia ricorda che l'articolo 1 delle legge 9 aprile 1986, n. 97 ha introdotto un'aliquota IVA ridotta per le cessioni o importazioni di veicoli ai disabili in condizioni di ridotte o impedite capacità motorie, anche prodotti in serie, in funzione delle suddette limitazioni fisiche. 

Tale agevolazione, inizialmente prevista per i soli disabili muniti di patente speciale, è stata estesa dall'articolo 8, comma 3 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ai medesimi soggetti di cui all'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con ridotte o impedite capacità motorie permanenti, ancorché non muniti di patente speciale ed ai familiari di cui essi risultino fiscalmente a carico. 

Il beneficiario, per ottenere l'applicazione dell'IVA ridotta, deve produrre al cedente, all'atto della cessione, la documentazione attestante il diritto all'agevolazione, tra cui la certificazione relativa alla condizione di disabilità e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante che nel quadriennio anteriore alla data di acquisto del veicolo non ha acquistato un analogo veicolo agevolato. 

Il beneficio, infatti, spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, decorrenti dalla data dell'acquisto, limitatamente ad un solo veicolo, salvo i casi in cui l'autoveicolo acquistato o importato con l'aliquota agevolata risulti cancellato dal PRA o sia stato rubato e non ritrovato. 

Con riferimento al caso prospettato dall'istante si ritiene che ricorrano le condizioni di cui all'articolo 8, comma 3 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 relative all'acquisto di una autovettura con aliquota agevolata da parte del familiare del quale il disabile sia fiscalmente a carico. 

L'istante riferisce, infatti, che il minore disabile è fiscalmente a carico del papà, così come risulta dalla certificazione unica 2020 che riporta quattro figli a carico per due mesi al 100%.

La Risoluzione n. 6 del 2006 precisa che "Per quanto concerne la documentazione richiesta, si rammenta che, qualora il disabile risulti possessore di un reddito lordo non superiore a euro 2.840,51 (euro 4000 dal 2009) oltre alla certificazione attestante la condizione di disabilità, è necessario allegare una copia dell'ultima dichiarazione dei redditi presentata dal familiare che, avendo fiscalmente a carico il portatore di handicap, risulterà essere l'intestatario del veicolo agevolato. In alternativa alla presentazione della copia della dichiarazione dei redditi, è comunque possibile presentare un'autocertificazione, ai sensi dell'art. 46,comma 1, lett. o), del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, approvato con D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445. Ai fini IVA, va altresì presentata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si attesti che nel quadriennio anteriore alla data di immatricolazione della vettura non è stato acquistato altro veicolo con analoga agevolazione".

Infine, in merito al quesito relativo alla possibilità di intestare la vettura al minore anche qualora il pagamento del veicolo sia effettuato dal genitore, occorre fare riferimento sia alla citata Risoluzione n 6 del 2006 che alla Risoluzione n. 4 del 2007 in cui è stato chiarito che "Le norme in argomento sono molto chiare sul punto e richiedono che l'intestazione del veicolo sia effettuata in alternativa o in capo al disabile, se titolare di reddito proprio, o in capo al soggetto di cui il disabile sia a carico".

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-05-14
Imposta di bollo su fatture: pagamento virtuale per conto di riders

Con Risposta a interpello n 324 del 10 maggio le Entrate forniscono chiarimenti in merito all'imposta di bollo sulle fatture.

In particolare, nel caso di specie in cui l'stante intende implementare un sistema che comporta che lo stesso emetterà la fattura per conto:

  1. dei riders forfettari 
  2. ovvero ricevuta per conto dei riders occasionali,

l'agenzia ritiene che possa considerarsi integrata la qualifica di "soggetto interessato" a presentare istanza volta ad ottenere l'autorizzazione al pagamento in modo virtuale dell'imposta di bollo, ai sensi dell'art. 15 del DPR 642/72

L'interpellante è una s.r.l.che fornisce servizi nell'ambito del "food delivery", mette in contatto l'utente finale con corrieri autonomi e indipendenti dalla società istante che curano il ritiro e la consegna di quanto ordinato.

 I corrieri di cui si avvale la società istante sono chiamati "riders" e collaborano con essa suddividendosi in tre tipologie:

  1. riders con partita IVA ordinaria che emettono, nei confronti dell'istante, fattura elettronica per le prestazioni di servizio rese;
  2. riders con partita IVA forfettaria, che non sono soggetti all'obbligo di fatturazione elettronica e, dunque, possono scegliere se emettere fattura cartacea o elettronica per le prestazioni rese alla società istante, detta fattura sconta l'imposta di bollo nel caso in cui l'importo indicato superi gli euro 77,47;
  3. riders autonomi e occasionali che, non assumendo la qualifica di soggetti passivi ai fini IVA, emettono nei confronti dell'istante una ricevuta non fiscale sulla quale, qualora l'importo dichiarato superi gli euro 77,47, sono tenuti a corrispondere l'imposta di bollo.

La società istante lamenta di dover eseguire numerosi controlli sulle fatture emesse dai riders con partita IVA forfetaria e dai riders autonomi ed occasionali, poiché, ai fini della corresponsione dell'imposta di bollo, risulta essere soggetto obbligato solidalmente al pagamento dell'imposta in virtù dell'articolo 22 del DPR 26 ottobre 1972, n. 642. . Solo successivamente a detti controlli la società provvederà al pagamento di quanto dovuto ai riders per le loro prestazioni di servizio.

 Tuttavia, al fine di semplificare il processo, la società istante sta implementando un nuovo metodo di pagamento dei riders che collaborano con essa specificando che "il nuovo metodo di pagamento dei corrispettivi per i riders forfetari ed occasionali prevederà anche una procedura dei servizi resi, sulla base della quale la Società- preventivamente autorizzata da parte dei riders-) emetterà : fattura in nome e per conto dei riders 'forfettari' (...) ovvero ricevuta per prestazione occasionale in nome e per conto dei riders 'occasionali'".

Ciò premsesso l'istante riterrebbe utile essere autorizzato al pagamento dell'imposta di bollo in modo virtuale in quanto ricompreso tra i soggetti "interessati" a ottenere l'autorizzazione di cui all'articolo 15 del DPR  n. 642 del 1972.

L'agenzia nel rispondere osserva che l'imposta di bollo è disciplinata dal DPR 26 ottobre 1972, n. 642, che all'articolo 1, dispone che «Sono soggetti all'imposta (...) gli atti, documenti e registri indicati nell'annessa tariffa».

L'articolo 13 della citata tariffa prevede l'applicazione di detta imposta sulle «Fatture, note, conti e simili documenti» tra le quali rientrano anche le fatture oggetto della fattispecie in esame.

Per quanto attiene all'assolvimento dell'imposta di bollo, si ricorda che l'articolo 3 del DPR n. 642 del 1972, come modificato dall'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296, stabilisce che «L'imposta di bollo si corrisponde secondo le indicazioni della Tariffa allegata:

a) mediante pagamento dell'imposta ad intermediario convenzionato con l''Agenzia delle Entrate, il quale rilascia, con modalità telematiche, apposito contrassegno 

b) in modo virtuale, mediante pagamento dell'imposta all'ufficio dell'Agenzia dell'entrate o ad altri uffici autorizzati o mediante versamento in conto corrente postale».

La disciplina del pagamento dell'imposta in modo virtuale è recata dall'articolo 15 del DPR n. 642 del 1972, secondo cui «Per determinate categorie di atti e documenti, (...) l'intendente di finanza può, su richiesta degli interessati, consentire che il pagamento dell'imposta anziché in modo ordinario o straordinario avvenga in modo virtuale (...). Ai fini dell'autorizzazione (...) l'interessato deve presentare apposita domanda corredata da una dichiarazione (...) contenente l'indicazione del numero presuntivo degli atti e documenti che potranno essere emessi e ricevuti durante l'anno».

Pertanto, considerato che l'imposta di bollo sugli atti e provvedimenti è dovuta fin dall'origine, si ritiene che l'obbligazione tributaria debba essere assolta dal soggetto che forma i predetti documenti e, quindi, li consegna o spedisce.

Nel caso di specie la circostanza che la procedura gestionale che l'stante intende implementare comporta che lo stesso emetterà la fattura per conto dei riders forfettari ovvero ricevuta per conto dei riders occasionali, si ritiene che possa ritenersi integrata la qualifica di "soggetto interessato" a presentare istanza volta ad ottenere l'autorizzazione al pagamento in modo virtuale dell'imposta di bollo, ai sensi dell'art. 15.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-05-14

«« Torna Indietro