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Certificazione dei corrispettivi: chiarimenti delle Entrate sulle sanzioni

L'istante svolge attività di parrucchiera aderendo al regime cd. forfetario, e dovendo procedere, dal 1° gennaio 2020, alla certificazione dei corrispettivi percepiti tramite memorizzazione elettronica ed invio telematico dei dati, alla fine del 2019 ha installato un registratore telematico atto a tale scopo. 

Tuttavia, il tecnico che installò l'apparecchiatura inserì i dati della scrivente abbinando una partita Iva errata.

La contribuente se ne è accorta solo in sede di dichiarazione dei redditi e dato l'errore a lei non imputabile, ritiene di non dover versare sanzioni. 

Ecco i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sul tema.

Obbligo certificazione dei corrispettivi

In estrema sintesi si ricorda che:

  1. dal 1° gennaio 2020 i corrispettivi delle operazioni ex articolo 22 del decreto IVA sono soggetti all'obbligo di memorizzazione elettronica ed invio telematico dei dati;
  2. l'obbligo, che ha valenza generale - vi ricadono, anche i c.d. forfetari, risultandone escluse solo le operazioni individuate con il decreto ministeriale 10 maggio 2019- si adempie con «strumenti tecnologici che garantiscano l'inalterabilità e la sicurezza dei dati» precipuamente i "registratori telematici" (RT), i cui modelli sono appositamente approvati 
  3. memorizzazione e trasmissione costituiscono un unico adempimento ai fini dell'esatta documentazione dell'operazione e dei relativi corrispettivi, risultando quindi sanzionabili tutti quei comportamenti che abbiano impedito il corretto, completo esercizio dello stesso nelle sue necessarie articolazioni (memorizzazione e trasmissione), dovendo precisarsi che l'infrazione di omissione, secondo i criteri appena richiamati, si perfeziona anche con il mancato rispetto dei termini previsti per la memorizzazione e/o l'invio dei dati, termini che devono ritenersi essenziali. Pertanto, l'adempimento tardivo, ancorché spontaneo, configura ugualmente l'illecito in questione, ferma restando la possibilità di ravvedimento ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472

Certificazione dei corrispettivi: sanzioni

Con specifico riferimento al quadro sanzionatorio è stato previsto che se le violazioni consistono nella mancata o non tempestiva memorizzazione o trasmissione, ovvero nella memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri, la sanzione è pari, per ciascuna operazione, al 90% dell'imposta corrispondente all'importo non memorizzato o trasmesso sanzione minima 500 euro.

La sanzione si applica anche in caso di mancato o irregolare funzionamento degli strumenti. 

Se non constano omesse annotazioni, in caso di mancata tempestiva richiesta di intervento per la manutenzione o di omessa verificazione periodica degli stessi strumenti nei termini legislativamente previsti si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000.

Certificazione dei corrispettivi: caso di specie

Nel caso di specie l'istante si è avvalsa per oltre un anno di un registratore telematico che effettuava memorizzazioni e trasmissioni di dati non corretti  senza vigilare in alcun modo, nelle more, sugli invii effettuati e sul funzionamento dell'apparecchio installato. 

È di tutta evidenza, dunque, che il vizio emerso nel 2021 avrebbe potuto facilmente essere riscontrato molto prima (in ipotesi, già verificando il QRCODE al momento della messa in servizio del registratore). 

Ciò detto, alla mancata/errata memorizzazione (e trasmissione) segue l'applicazione delle sanzioni pari al novanta per cento dell'imposta corrispondente all'importo non memorizzato o trasmesso, con un minimo di 500 euro, per ciascuna operazione.

A tali violazioni, non essendo ancora intervenuta alcuna formale contestazione da parte degli Uffici competenti, risulta applicabile il ravvedimento operoso. 

In assenza di ravvedimento, gli stessi Uffici, accertata, nel caso, anche la buona fede della contribuente, potranno comunque valutare la presenza dei presupposti per l'applicazione degli istituti che consentono di escludere o graduare il carico sanzionatorio in funzione dell'effettiva gravità della condotta, quali, ad esempio, gli articoli 6, comma 1, 7, comma 4, e 12 del d.lgs n. 472 del 1997. 

Restano comunque impregiudicati i rapporti di ordine civilistico tra istante e soggetto che ha installato il registratore telematico.

Fonte:
Notizia del: 2021-10-21
Contributo imprese esercenti servizi turistici con Bus scoperti: domande dal 22 ottobre

Dalle ore 12:00 del 22 ottobre e fino alle ore 17:00 del 5 novembre 2021, sarà possibile compilare e trasmettere online le istanze per l'assegnazione ed erogazione dei contributi a favore delle imprese esercenti, in via primaria e prevalente, le attività associate al codice Ateco 49.31.00, mediante autobus scoperti. 

Il Ministero del Turismo ha infatti pubblicato l'Avviso Prot. SG/666 di apertura della piattaforma per la presentazione delle istanze di contributo.

Soggetti beneficiari e requisiti

Il beneficio è concesso, a favore delle imprese esercenti. in via primaria e prevalente, le attività associate al codice ateco 49.31.00, mediante autobus scoperti, in possesso dei seguenti requisiti, di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto del Ministero del Turismo del 24.08.2021 prot. n. SG/243:

  • sede legale in Italia;
  • partita IVA di data anteriore al 23 febbraio 2020 associata al codice ATECO 49.31.00, quale attività esercitata in via esclusiva o prevalente anche mediante autobus scoperti;
  • autorizzazione allo svolgimento dell’attività di trasporto ai sensi del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 e delle relative leggi regionali di attuazione;
  • essere in regola con gli obblighi in materia previdenziale, fiscale, assicurativa;
  • non trovarsi già in difficoltà, ai sensi del Regolamento (UE) n. 651/2014, alla data del 31 dicembre 2019, salvo che si tratti microimprese o piccole imprese, ai sensi dell’allegato I al Regolamento (UE) n. 651/2014, purché non soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non destinatarie di aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

Come presentare la domanda di contributo

A partire dalle ore 12:00 del 22 ottobre 2021 e fino alle ore 17:00 del 5 novembre 2021, le istanze potranno essere compilate e trasmesse on line tramite lo sportello telematico disponibile all’indirizzo https://sportelloincentivi.ministeroturismo.gov.it.

L’assegnazione dei contributi non terrà conto della data di ricezione delle istanze e sarà definita a seguito dell’istruttoria effettuata sulle istanze pervenute nel periodo sopra indicato.

L'accesso alla piattaforma sarà possibile attraverso le credenziali:

  • SPID2 o 
  • CNS

Al termine della compilazione sarà possibile scaricare la distinta che dovrà essere firmata digitalmente (in formato CAdES), caricata in formato pdf e trasmessa sempre tramite lo sportello telematico.

Sempre a partire dalle ore 12:00 del 22 ottobre sarà, inoltre, attivo un canale di assistenza, telefonica e via mail, i cui riferimenti verranno comunicati nella stessa giornata.

Dati da inserire nella domanda

Ai fini della valutazione del contributo, l’istante procede all’inserimento dei seguenti dati:

  • importo in euro relativo all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2019 derivanti dall’esercizio mediante autobus scoperti, delle attività riferite al codice ATECO 49.31.00;
  • importo in euro relativo all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 e il 30 giugno 2019 derivanti dall’esercizio mediante autobus scoperti, delle attività riferite al codice ATECO 49.31.00;
  • importo in euro relativo all’ammontare medio mensile del fatturato del periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020 derivanti dall’esercizio mediante autobus scoperti, delle attività riferite al codice ATECO 49.31.00;
  • importo in euro relativo all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 derivanti dall’esercizio mediante autobus scoperti, delle attività riferite al codice ATECO 49.31.00;
  • importo in euro relativo all’ammontare del fatturato del periodo compreso tra il 1 marzo 2019 e il 31 dicembre 2019 derivanti dall’esercizio mediante autobus scoperti, delle attività riferite al codice ATECO 49.31.00;
  • importo in euro relativo all’ammontare del fatturato del periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 e il 30 giugno 2019 derivanti dall’esercizio mediante autobus scoperti, delle attività riferite al codice ATECO 49.31.00;
  • importo in euro relativo all’ammontare del fatturato del periodo compreso tra il 1 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020 derivanti dall’esercizio mediante autobus scoperti, delle attività riferite al codice ATECO 49.31.00;
  • importo in euro relativo all’ammontare del fatturato del periodo compreso tra il 1 gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 derivanti dall’esercizio mediante autobus scoperti, delle attività riferite al codice ATECO 49.31.00;
  • importo in euro dei ricavi dell’anno 2019;
  • importo in euro dei ricavi del periodo dal 1 gennaio 2019 al 30 giugno 2019;
  • importo in euro dei ricavi dell’anno 2020;
  • importo in euro dei ricavi dal 1 marzo 2020 al 31 dicembre 2020;
  • importo in euro dei ricavi del periodo dal 1 gennaio 2021 al 30 giugno 2021;
  • importo in euro dei dei costi variabili (inclusi dei costi del personale) dal 1 marzo 2020 al 31 dicembre 2020;
  • importo in euro dei costi variabili (inclusi dei costi del personale) del periodo dal 1 gennaio 2021 al 30 giugno 2021.

Inoltre, ai fini dell’ammissione al contributo, il richiedente deve allegare la certificazione, da parte di un auditors indipendente, dei dati sopra indicati.

Fonte:
Notizia del: 2021-10-21
Avvisi bonari: le regole per la definizione agevolata

Con Provvedimento n 275852 del 18 ottobre 2021 le Entrate stabiliscono che, i contribuenti che intendono accettare la proposta di definizione agevolata su avvisi bonari sono tenuti a presentare una autodichiarazione entro il 31 dicembre 2021 ovvero, se il pagamento delle somme dovute o della prima rata è effettuato dopo il 30 novembre 2021, entro la fine del mese successivo a quello in cui è effettuato il pagamento. 

La definizione agevolata (ex art 5, commi da 1 a 9, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69) si perfezione con il pagamento delle somme dovute escluse sanzioni aggiuntive.

Ricordiamo che l’articolo 5, commi da 1 a 9, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69, ha introdotto la possibilità di definire in via agevolata le somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni.

La definizione agevolata è rivolta:

  • ai soggetti con partita IVA attiva al 23 marzo 2021 
  • che, a causa della situazione emergenziale dovuta all’epidemia di Covid-19, hanno subito nel 2020 una riduzione del volume d’affari maggiore del 30 per cento rispetto all’anno d’imposta precedente.

Si specifica che per i soggetti non tenuti alla presentazione della dichiarazione IVA, si considera, in luogo del volume d’affari, l'ammontare dei ricavi e compensi risultante dalle dichiarazioni dei redditi presentate per gli anni d’imposta 2019 e 2020. 

Definizione agevolata su comunicazioni di irregolarità

Oggetto della definizione sono le somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 21 dicembre 2018. 

In particolare:

  • per il periodo d’imposta 2017 la definizione si applica alle comunicazioni elaborate entro il 31 dicembre 2020, non inviate per effetto della sospensione disposta dall’articolo 157 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77; 
  • per il periodo d’imposta 2018 la definizione si applica alle comunicazioni elaborate entro il 31 dicembre 2021. 

L’agevolazione consiste nell’esclusione del pagamento delle sanzioni (o delle somme aggiuntive in caso di irregolarità relative a contributi previdenziali) contenute nella comunicazione d’irregolarità. 

Con il provvedimento di cui si tratta sono definite le modalità di perfezionamento ed efficacia della definizione agevolata. 

Attenzione va prestata al fatto che l’efficacia della definizione è subordinata al rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalle sezioni 3.1 e 3.12 della Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C (2020) 1863 final «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell'attuale emergenza del COVID-19», e successive modificazioni. 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-10-21
Trasparenza fiscale: il ravvedimento del quadro OP del modello Redditi SC

Il regime di trasparenza fiscale costituisce un regime naturale per alcune tipologie di contribuenti, come i soci delle società di persone, oppure un regime opzionale per altri, come i soci di società di capitali.

I soci di società di capitali, se unanimamente concordi, possono esercitare l’opzione per la trasparenza fiscale solo in lacune specifiche situazioni: 

Assunto che la società di capitali sia idonea ad esercitare l’opzione per la trasparenza fiscale, affinché questa assuma valore, l’opzione dovrà essere esercitata nella dichiarazione dei redditi dell’anno per cui si richiede l’inizio della trasparenza. Ad esempio, se la società vuole attivare l’opzione per la trasparenza fiscale dall’anno fiscale 2021 dovrà esercitare l’opzione con la trasmissione del modello Redditi SC 2021.

Nel caso in cui la società abbia acquisito il consenso espresso da parte di tutti i soci, ma non abbia comunicato l’esercizio dell’opzione con la dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento, l’opzione non potrà essere considerata attiva per comportamento concludente; tuttavia la situazione potrà essere regolarizzata grazie allo strumento della remissione in bonis.

La remissione in bonis è quell’istituto giuridico, introdotto dall’articolo 2 comma 1 del DL 16 del 2012; questo prevede la possibilità, per il contribuente che non ha adempiuto agli adempimenti formali richiesti per fruire di benefici fiscali, che possa comunque usufruirne se provvede a regolarizzare la sua posizione effettuando la comunicazione richiesta “entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile”, e contestualmente provvede a versare la sanzione prevista.

Anche nel caso in trattazione, la regolarizzazione del mancato esercizio dell’opzione per la trasparenza fiscale potrà essere regolarizzata entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, che è quella dell’anno successivo all’anno in cui avviene l’esercizio dell’opzione; la regolarizzazione avverrà attraverso la trasmissione del modello Redditi SC integrativo, dell’anno di riferimento.

Ad esempio, se l’esercizio dell’opzione doveva essere esercitata a partire dall’anno fiscale 2020, l’opzione doveva essere comunicata con il modello Redditi SC 2020; la regolarizzazione potrà avvenire entro il 30 novembre 2021 (attuale data di scadenza per l’invio del modello Redditi SC 2021) trasmettendo il modello Redditi SC 2020 integrativo.

Contestualmente il contribuente dovrà versare la sanzione prevista, pari a 258 euro, con modello F24 utilizzando il codice tributo 8114 e inserendo come anno di riferimento quello per il quale si effettua il versamento.

La medesima procedura potrà essere esercitata per il caso della revoca del regime di trasparenza non comunicata per tempo.

Fonte: Agenzia delle Entrate
Notizia del: 2021-10-21
Superbonus alberghi 80%: credito d'imposta e fondo perduto per le imprese turistiche

Diffusa la bozza del Decreto Superbonus hotel 80% contenente un pacchetto di misure specifiche per il settore turistico. 

Vediamo le misure principali

Superbonus alberghi e strutture ricettive

Al fine di migliorare la qualità dell'offerta ricettiva in coerenza con gli obiettivi perseguiti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto e fino al 31 dicembre 2024, è riconosciuto un credito di imposta nella misura dell’80 per cento delle spese ammissibili sostenute per la realizzazione dei seguenti interventi:

a) interventi di incremento dell'efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;

b) interventi di eliminazione delle barriere architettoniche

c) interventi edilizi 

d) realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali

e) spese per la digitalizzazione

Beneficiari del superbonus alberghi 80%:

  • imprese alberghiere, 
  • strutture che svolgono attività agrituristica, come definita dalla legge n 96/2006 e dalle pertinenti norme regionali,
  • strutture ricettive all'aria aperta, 
  • nonché alle imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, ivi compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici.

Scarica qui la bozza del DM superbonus alberghi 80%

Fondo perduto alberghi e strutture ricettive

Sempre al fine di realizzare i suddetti interventi e ai medesimi beneficiari del credito di imposta su elencati è riconosciuto un contributo a fondo perduto per un importo massimo di 40.000 euro fruibile indipendentemente dalla fruizione del credito stesso (superbonus 80%). Il fondo perduto è soggetto ad ulteriore aumento con le seguenti modalità:

a) fino ad ulteriori 30.000 euro, qualora l’intervento preveda una quota di spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica di almeno il 15 per cento dell’importo totale dell’intervento; 

b) fino ad ulteriori 20.000 euro, qualora l’impresa o la società abbia i requisiti previsti (ex art 53 del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198) per l’imprenditoria femminile, per le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60 per cento da giovani, le società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute in misura non inferiore ai due terzi da giovani e i cui organi di amministrazione sono costituiti per almeno i due terzi da giovani, e le imprese individuali gestite da giovani, che operano nel settore del turismo. Si specifica che per giovani si intendono le persone con età compresa tra i 18 anni e 35 anni non compiuti alla data di presentazione della domanda;

c) fino ad ulteriori 10.000 euro, per le imprese la cui sede operativa è ubicata nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Sinteticamente si riporta che il DL superbonus alberghi 80% contiene ulteriori misure quali:

  • garanzie per i finanziamenti nel settore turistico
  • fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e gli investimenti di sviluppo nel turismo
  • credito di imposta la digitalizzazione di agenzia di viaggio e tour operator
Fonte:
Notizia del: 2021-10-21
Rivalutazione terreni: l'imposta pagata si scomputa in modo proporzionale

Con Risposta a interpello n 704 del 14 ottobre le Entrate si occupano della "determinazione del valore fiscalmente riconosciuto della parte edificabile di un terreno già rivalutato, ai fini della plusvalenza da cessione, e della quota scomputabile dell'imposta sostitutiva versata, in caso di seconda rivalutazione parziale. Articolo 7, legge 28 dicembre 2001, n. 448"

L'Istante è proprietario di un terreno edificabile di 11.000 metri che nel 2010, a seguito di perizia giurata, è stato oggetto di rivalutazione fiscale, ai sensi dell'articolo 2, comma 229, della legge n.191 del 2009. 

L'area edificabile rivalutata, in seguito a diversi provvedimenti comunali è stata interessata da riduzione di area e cubatura edificabile e ad oggi l'intero valore dell'area è attribuibile a soli circa 1.000 m di lotto.

Considerato che l'Istante intende cedere la sola parte attualmente edificabile del proprio terreno, chiede di sapere quale sia il valore fiscalmente riconosciuto attribuibile a tale specifica area, ai fini della determinazione della relativa plusvalenza da cessione. 

Inoltre, ipotizzando una eventuale ulteriore rivalutazione della sola area edificabile, ai sensi dell'articolo 1, commi 1122 e 1123 della legge n. 178 del 2020, chiede se possa scomputare dall'imposta sostitutiva dovuta quella già versata ai fini della prima rideterminazione dell'intera area di proprietà.

Le Entrate, con riferimento alla determinazione del valore fiscalmente da considerare per la parte di terreno che l'Istante intende cedere, chiariscono che sulla base dei valori determinati in sede di prima rivalutazione, il criterio che dovrà utilizzare sarà quello proporzionale, calcolando il valore al metro quadro attribuito al terreno dal perito nel 2010 per poi moltiplicarlo per i 973,00 mq dell'area attualmente riconosciuta edificabile.

Il valore così ottenuto potrà essere usato come riferimento per il calcolo della eventuale plusvalenza da cessione.

Per quanto riguarda, invece, la possibilità di procedere ad una nuova rideterminazione del valore del terreno, come chiarito con la circolare 1/E del 2021, è facoltà del contribuente procedere ad una nuova rideterminazione, anche nel caso in cui l'ultima perizia giurata di stima riporti un valore inferiore a quello risultante dalla perizia precedente (cfr. anche risoluzione 111/E del 22 ottobre 2010 e circolari n. 47/E del 24 ottobre 2011 e n. 20/E del 18 maggio 2016).

In tali casi, sarà possibile scomputare dall'imposta sostitutiva dovuta l'imposta sostitutiva eventualmente già versata in occasione di precedenti procedure di rideterminazione effettuate con riferimento ai medesimi beni oppure, in alternativa, il contribuente potrà presentare istanza di rimborso dell'imposta sostitutiva pagata in passato.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-10-21

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