Archivio per Categorie
« Ultime Notizie »
Archivio per Anno
Regime transitorio dividendi: conta la data della delibera

Con il Principio di diritto n 3 del 6 dicembre le Entrate forniscono un chiarimento sul Regime transitorio dei dividendi derivanti da partecipazioni qualificate.

In particolare viene chiarito che i dividendi incassati nel 2023 su partecipazioni qualificate dovranno applicare il regime transitorio se derivano da distribuzioni deliberate entro la fine del 2022.

Le Entrate hanno ricordato che, l’articolo 1, commi da 999 a 1006, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 ha modificato il regime impositivo dei redditi di natura finanziaria conseguiti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa in relazione al possesso e alla cessione di partecipazioni qualificate.

In particolare, a tali partecipazioni è stata estesa la medesima aliquota del 26% nonché le medesime modalità di tassazione previste per le partecipazioni non qualificate. 

Tali disposizioni si applicano, come espressamente previsto ai redditi di capitale “percepiti” dal 1° gennaio 2018 e ai redditi diversi realizzati a partire dal 1° gennaio 2019. 

Tuttavia, il legislatore ha introdotto una deroga a tale principio generale di decorrenza del regime di tassazione degli utili prevedendo un regime transitorio al fine di non penalizzare i soci che detengono partecipazioni qualificate in società con riserve di utili formatisi fino all’esercizio in corso al 31dicembre 2017.

Più precisamente, tale disposizione prevede che «alle distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate in società ed enti soggetti all'imposta sul reddito delle società formatesi con utili prodotti fino all'esercizio in corso al 31dicembre 2017, deliberati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al D.M. 26 maggio 2017»

Come chiarito nella risoluzione 6 giugno 2019, n. 56/E, il predetto regime transitorio deriva dalla volontà del legislatore di salvaguardare, per un periodo di tempo limitato (dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022), il regime fiscale applicabile agli utili formati nei periodi d’imposta precedenti a quello di introduzione del nuovo regime fiscale. 

A tal fine si prevede espressamente l’applicazione del regime transitorio «alle distribuzioni di utili […] deliberati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022».

In merito, la relazione illustrativa, a chiarimento della portata della disposizione, afferma che si «prevede che, in deroga alle norme in esame, agli utili derivanti da partecipazioni qualificate prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, la cui distribuzione è deliberata sino al 31 dicembre 2022, continuano ad applicarsi le previsioni di cui al D.M. 26 maggio 2017»

Alla luce di quanto precede, il predetto regime transitorio si applica agli utili prodotti in esercizi anteriori a quello di prima applicazione del nuovo regime, a condizione che la relativa distribuzione sia stata validamente approvata con delibera assembleare adottata entro il 31 dicembre 2022, indipendentemente dal fatto che l’effettivo pagamento avvenga in data successiva, pertanto nel 2023.

Al riguardo, si ritiene opportuno osservare, in termini generali, che per le società di capitali il diritto alla percezione del dividendo sorge nel momento in cui l’assemblea dei soci delibera la distribuzione di utili. 

La delibera attribuisce dunque al socio un diritto di credito nei confronti della società, al momento dell’approvazione della stessa.

Viene anche specificato che, resta impregiudicato il potere dell’Amministrazione finanziaria di contestare la natura simulata della delibera di distribuzione dei dividendi o la sua riqualificazione sulla base degli scopi concretamente perseguiti, come ad esempio nel caso di delibere accompagnate dalla successiva retrocessione da parte del socio, in tutto o in parte, della medesima provvista ovvero le cui condizioni di pagamento prevedono termini ultrannuali.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-12-07
Cessione crediti energia ottobre e novembre 2022: il via da ieri 6.12 aggiornato modello

Con Provvedimento n 450517 del 6 dicembre le Entrate fissano al 21 giugno 2023 il termine per la comunicazione di cessione dei crediti d’imposta per l’acquisto di energia e gas relativi ai mesi di ottobre e novembre 2022. Il termine viene esteso anche alle comunicazioni riguardanti le cessioni dei crediti relativi al III trimestre 2022.
Attenzione al fatto che le comunicazioni possono essere già presentate dal 6 dicembre 2022 giorno di pubblicazione del provvedimento in oggetto.

In particolare, viene stabilito che, salvo quanto diversamente previsto dal presente provvedimento, le disposizioni del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 253445 del 30 giugno 2022 si applicano anche ai seguenti crediti d’imposta: 

a) credito d’imposta a favore delle imprese energivore, in relazione alle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel periodo ottobre/novembre 2022, di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 novembre 2022, n. 175; 

b) credito d’imposta a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale, in relazione alla spesa sostenuta per l'acquisto del medesimo gas, consumato nel periodo ottobre/novembre 2022, di cui all’articolo 1, comma 2, del citato decreto-legge n. 144 del 2022; 

c) credito d’imposta a favore delle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW, diverse dalle imprese energivore, in relazione alla spesa sostenuta per l'acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel periodo ottobre/novembre 2022, di cui all’articolo 1, comma 3, del citato decreto-legge n. 144 del 2022;

d) credito d’imposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale, in relazione alla spesa sostenuta per l'acquisto del medesimo gas, consumato nel periodo ottobre/novembre 2022, di cui all’articolo 1, comma 4, del citato decreto legge n. 144 del 2022; 

e) credito d’imposta a favore delle imprese esercenti attività agricola e della pesca e attività agro-meccanica di cui al codice ATECO 1.61, in relazione alla spesa sostenuta per l'acquisto di carburante effettuato nel quarto trimestre del 2022, di cui all’articolo 2 del citato decreto-legge n. 144 del 2022.

Il provvedimento del 6 dicembre recepisce le nuove scadenze previste, dall’art 1 commi 3 e 4 del DL 176/2022, anche per l’utilizzo in compensazione e la cessione dei crediti d’imposta riconosciuti per il terzo trimestre 2022.
La cessione va comunicata all’Agenzia delle Entrate dal 6 dicembre 2022 al 21 giugno 2023, per i crediti d’imposta energia e gas relativi al III trimestre 2022 e ai mesi di ottobre e novembre 2022. 

Per il credito d’imposta relativo all’acquisto di carburante per l’attività agricola e della pesca  la comunicazione va effettuata entro il 22 marzo 2023.

Si specifica che i cessionari devono utilizzare i suddetti crediti d’imposta esclusivamente in compensazione tramite il modello F24 e si attende risoluzione con codice tributo.

In alternativa all’utilizzo in compensazione tramite modello F24, l’ulteriore cessione dei crediti d’imposta va comunicata all’Agenzia delle Entrate entro gli stessi termini di cui sopra, secondo quanto previsto al punto 5 del provvedimento del 30 giugno 2022 n. 253445.

Per consentire l’acquisizione delle comunicazioni delle cessioni degli ulteriori crediti d’imposta, con il provvedimento in oggetto sono state inoltre approvate le nuove versioni del “Modello per la comunicazione della cessione dei crediti d’imposta”, delle istruzioni di compilazione e delle relative specifiche tecniche, in sostituzione di quelle approvate con il richiamato provvedimento del 6 ottobre 2022:

SCARICA QUI IL MODELLO E LE RELATIVE ISTRUZIONI

Attenzione, nessuna indicazione è stata tuttavia fornita in merito ai crediti d’imposta energia e gas relativi al mese di dicembre 2022 introdotti dall’art. 1 del DL 176/2022.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-12-07
Agevolazioni Apicoltori: 17 ML l'anno fino al 2027 a sostegno del settore

Con un comunicato stampa datato 5 dicembre, il Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, ha firmato in questi giorni il decreto relativo agli interventi in favore del settore apistico previsti dal Piano strategico della PAC per il quinquennio 2023-2027.
In particolare, per ogni annualità sono messi a disposizione oltre 17 milioni di euro, a sostegno di interventi nell'ambito dei servizi di:

  • assistenza tecnica, 
  • consulenza, 
  • formazione, 
  • informazione 
  • e scambio di migliori pratiche per apicoltori e organizzazioni di apicoltori, 
  • per investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, 
  • per la collaborazione con organismi specializzati in programmi di ricerca e per azioni di promozione, comunicazione e commercializzazione, tra cui monitoraggio del mercato e sensibilizzazione dei consumatori sulla qualità dei prodotti dell'apicoltura.

I beneficiari dei finanziamenti possono essere:

  • singoli apicoltori, 
  • forme associate, 
  • istituti, enti, università o organismi specializzati nella ricerca nel settore dell'apicoltura. 

Il comunicato specifica come, il settore delle api sia un settore cruciale dal punto di vista economico, con una produzione nazionale di miele che si attesta attorno alle 18,5 mila tonnellate, oltre che sotto il profilo di salvaguardia della biodiversità.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-12-07
Codice etico professionisti incaricati: le regole in vigore dal 5.12

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Direzione Generale per la vigilanza sugli enti cooperativi e sulle società, pubblica il Decreto del 1 dicembre 2022 recante il Codice etico dei professionisti che svolgono incarichi:

  • nelle società fiduciarie 
  • nelle fiduciarie e di revisione (D.L. 233/1986 convertito) 
  • nelle società cooperative (ex artt. 2545-terdecies, 2545-sexiesdecies, 2545-septiesdecies e 2545-octiesdecies c.c.)

Il Decreto specifica che, in ottemperanza agli obblighi assunti nel Piano triennale di prevenzione della corruzione 2020 – 2022, si dispone l’adozione del Codice Etico e di Condotta che costituisce la carta dei diritti e doveri morali per prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome e per conto dell’Amministrazione che lo redige.

Attenzione al fatto che, il codice si applica anche

  •  ai consulenti, 
  • ai tecnici 
  • ed ai collaboratori 

dei quali il professionista, debitamente autorizzato, si avvale per lo svolgimento delle proprie funzioni. 

Il codice entra in vigore con la pubblicazione sul sito web istituzionale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ossia dal 5 dicembre 2022 e della sua vigenza deve essere data comunicazione ai professionisti incaricati.

Inoltre, deve esserne richiesta la presa visione fornendo indicazione del collegamento utile per la consultazione sul sito istituzionale. 

Tra le altre norme cui attenersi, il professionista incaricato, ai sensi dell'art 1 del Codice Etico in oggetto:

  1. si impegna a rispettare il codice dal momento dell’accettazione dell’incarico e a tenere una condotta ispirata ai princìpi di lealtà, imparzialità, integrità, onestà, trasparenza, competenza, indipendenza ed efficacia,
  2. evita ogni atto o comportamento che violi o possa far ritenere violate le disposizioni di legge o di regolamento o contenute nel codice,
  3. i rapporti tra il professionista e l’Amministrazione conferente l’incarico sono improntati a fiducia e collaborazione. 
Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-12-07
Fondi a sostegno dell'agricoltura: 100 ML per le imprese

La Legge di Bilancio 2023 in bozza, con gli articolo 76 e 77 prevede risorse a sostegno dell'agricoltura.

In particolare, con l'art 76, si istituisce, nello stato di previsione del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, il “Fondo per la sovranità alimentare”, con una dotazione di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024, 2025 e 2026 allo scopo di rafforzare il sistema agricolo e agroalimentare nazionale.

Nel dettaglio, la finalità del fondo consiste nel rafforzamento del sistema agricolo e agroalimentare nazionale mediante interventi aventi lo scopo di:

  • tutelare e valorizzare il cibo italiano di qualità;
  • ridurre i costi di produzione per le imprese agricole;
  • sostenere le filiere agricole;
  • gestire le crisi di mercato garantendo la sicurezza delle scorte e degli approvvigionamenti alimentari.

Con l’articolo 77 invece si istituisce nello stato di previsione del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, il “Fondo per l’innovazione in agricoltura”, con una dotazione di 75 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, al fine di sostenere lo sviluppo di progetti di innovazione nei settori dell’agricoltura, pesca e acquacoltura.

In particolare, il fondo consistono serve per favorire lo sviluppo di progetti di innovazione aventi lo scopo di incrementare la produttività nei settori dell’agricoltura, pesca e acquacoltura attraverso la diffusione delle tecnologie per la gestione digitale dell’impresa, per l’utilizzo di macchine, soluzioni robotiche, sensoristica e piattaforme e infrastrutture 4.0, per il risparmio dell’acqua e la riduzione dell’impiego di sostanze chimiche, nonché per l’utilizzo di sottoprodotti.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-12-07
Fondo Green New Deal: fissate le risorse 2023

La legge di Bilancio 2023 in bozza con l'articolo 75 fissa per l’anno 2023, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 64, commi 2 e 5 del D.L. n. 76/2020 l’importo delle risorse disponibili del Fondo Green New Deal di cui all’articolo 1, comma 85 della legge di bilancio 2020, da destinare alla copertura delle garanzie concesse da SACE S.p.A. per la realizzazione dei progetti economicamente sostenibili rientranti nelle categorie indicate, per un importo, pari a 565 milioni di euro, per un impegno massimo assumibile dalla SACE S.p.A. pari a 3.000 milioni di euro.

Ricordiamo che La legge di bilancio 2020 ha costituito un Fondo da ripartire a supporto di progetti economicamente sostenibili, che abbiano come obiettivo:

  • la decarbonizzazione dell'economia,
  • l'economia circolare, il supporto all'imprenditoria giovanile e femminile,
  • la riduzione dell'uso della plastica a favore di materiali alternativi,
  • la rigenerazione urbana,
  • il turismo sostenibile,
  • l'adattamento e la mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico e, in generale,
  • programmi di investimento e progetti a carattere innovativo e ad elevata sostenibilità ambientale, in coerenza con il Green Deal europeo 97 (comma 86).

Clicca qui, visita la pagina preposta

Per il sostegno a tali progetti il Fondo è stato dotato di

  • 470 milioni di euro per l'anno 2020, 
  • 930 milioni di euro per l'anno 2021 
  • 1.420 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023

Ti consigliamo anche: Green new deal: agevolazioni per imprese con domande dal 17 novembre

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-12-07

«« Torna Indietro