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Interventi trainanti e trainati dello stesso cantiere: uso diverso del superbonus

Con Risposta a interpello n 279 del 19 maggio 2022 le Entrate forniscono un chiarimento su:

  • cessione del credito solo per l'intervento "trainante" 
  • e indicazione nella dichiarazione dei redditi della detrazione relativa alle spese per gli interventi "trainati" (articolo 121 del d.lgs 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77) 

L'Agenzia specifica che è possibile usare in modo diverso il superbonus nell’ambito dello stesso cantiere, ossia, alcuni interventi potranno andare in detrazione diretta, altri invece potranno essere oggetto di cessione o sconto in fattura a patto che si consideri la ripartizione tra codici intervento indicata nelle istruzioni alla compilazione del modello per la comunicazione delle opzioni.

Viene riepilogato che nel caso di specie, in presenza di:

  • un intervento "trainante" di efficientamento energetico (sostituzione impianto di climatizzazione invernale) 
  • e di tre interventi "trainati" di efficientamento energetico (pannelli fotovoltaici, sistemi di accumulo, colonnina di ricarica veicoli elettrici), 

l'Istante intende cedere solo il credito d'imposta relativo all'intervento "trainante" ed eventualmente ad un intervento "trainato", indicando nella dichiarazione dei redditi la detrazione spettante in relazione ai tre interventi trainati o solo a due di essi.

L'agenzia ritiene possibile tale combinazione e specifica quanto segue.

Con la circolare n. 30/E del 22 dicembre 2020 si è precisato che, nel caso in cui sul medesimo immobile siano effettuati più interventi agevolabili, il limite massimo di spesa ammesso alla detrazione è costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati. 

In tal caso, sarà possibile fruire della corrispondente detrazione a condizione che siano distintamente contabilizzate le spese riferite ai diversi interventi e siano rispettati gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna detrazione. 

Sulla base dei punti 3.2 e 3.3 del Provvedimento attuativo: 

  • il credito oggetto di cessione è pari alla detrazione spettante; 
  • la detrazione spettante è commisurata alle «spese complessivamente sostenute nel periodo di imposta 

Le istruzioni alla compilazione del modulo per la comunicazione dell'opzione allegate al Provvedimento attuativo prevedono espressamente che, nel campo "Tipologia intervento", il contribuente indichi il codice identificativo dell'intervento per il quale si effettua la comunicazione. 

Pertanto, il credito cedibile è calcolato sul totale delle spese sostenute nell'anno per ciascuno degli interventi, così come contraddistinti dai codici indicati nella tabella riportata nelle istruzioni al modello di comunicazione dell'opzione.

Ne consegue che, qualora l'Istante intenda optare per la fruizione del Superbonus in una modalità alternativa alla detrazione per tutti i prospettati interventi, lo stesso dovrà inviare all'Agenzia delle entrate quattro distinti moduli per la comunicazione dell'opzione per la cessione del credito, ossia un modulo diverso per ogni intervento che verrà realizzato. 

Diversamente, nel caso in cui l'Istante per alcuni interventi intenda fruire dell'agevolazione indicando la detrazione nella dichiarazione dei redditi, in relazione a tali interventi non dovrà trasmettere all'Agenzia delle entrate il modulo per la comunicazione della fruizione dell'agevolazione in una modalità alternativa alla fruizione. 

Tale soluzione resta valida anche nel caso in cui uno stesso fornitore partecipi alla realizzazione di diversi interventi, dovendosi anche in tal caso considerare come riferimento le spese sostenute nell'anno "per codice intervento".

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-05-23
Divieto di cessione parziale dei bonus edilizi: i chiarimenti delle Entrate

Con risposta a FAQ datata 19 maggio le Entrate specificano che il divieto di cessione parziale si intende riferito all’importo delle singole rate annuali in cui è stato suddiviso il credito ceduto da ciascun soggetto titolare della detrazione.

In conseguenza di ciò le cessioni successive alla prima potranno avere ad oggetto (per l’intero importo):

  • anche solo una o alcune delle rate di cui è composto il credito;
  • le altre rate (sempre per l’intero importo) potranno essere cedute anche in momenti successivi, ovvero utilizzate in compensazione tramite modello F24 (in tale ultima eventualità, anche in modo frazionato)
  • invece, le singole rate non potranno essere oggetto di cessione parziale o in più soluzioni.

Attenzione al fatto che le disposizioni si applicano:

  • ai crediti derivanti dalle prime cessioni e dagli sconti in fattura comunicati all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° maggio 2022, 
  • che saranno caricati, come di consueto, entro il giorno 10 del mese successivo (10 giugno 2022).

Nella risposta alla faq con la quale si domandava come potranno avvenire le cessioni dei crediti successive al primo esercizio dell’opzione a seguito dell’introduzione del divieto di cessione parziale le Entrate hanno fornito i chiarimenti suddetti e riepilogato la normativa e il funzionamento del caricamento crediti sulla piattaforma.

In particolare, l'Agenzia ha ricordato che il comma 1-quater dell’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020, introdotto in sede di conversione del decreto Sostegni-ter (decreto-legge n. 4 del 2022), ha stabilito che i crediti derivanti dall'esercizio delle opzioni (prima cessione o sconto in fattura) relative al Superbonus e agli altri bonus edilizi non possono formare oggetto di cessioni parziali successive; a tal fine, al credito è attribuito un codice identificativo univoco da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni.

In fase di caricamento sulla Piattaforma, i crediti derivanti dalle prime cessioni o dagli sconti in fattura saranno suddivisi, come di consueto, in rate annuali di pari importo, in base alla tipologia di detrazione e all’anno di sostenimento della spesa. 

A ciascuna rata annuale sarà attribuito un codice univoco, visibile sulla Piattaforma, che ai fini della tracciatura delle operazioni verrà indicato nelle eventuali successive cessioni delle singole rate.

Il divieto di cessione parziale si intende riferito all’importo delle singole rate annuali in cui è stato suddiviso il credito ceduto da ciascun soggetto titolare della detrazione

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-05-23
Modello 730/2022 precompilato: al via dal 23 maggio

Con Provvedimento n 173218 del 19 maggio 2022 le Entrate pubblicano le regole per l'accesso alla dichiarazione 730 precompilata 2022 anno d'imposta 2021 da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati. L'accesso al modello sarà possibile dal 23 maggio. 

Ricordiamo che tale data è stata stabilita dall’art 10 quater comma 2, del  “Sostegni-ter” che ha prorogato solo per quest’anno, il termine ordinario del 30 aprile. L’articolo 1 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, dispone che l’Agenzia delle entrate, entro il 30 aprile di ciascun anno, rende disponibile telematicamente la dichiarazione precompilata, relativa al periodo d’imposta precedente, ai titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati (articoli 49 e 50, comma 1, lettere a), c), c-bis), d), g), con esclusione delle indennità percepite dai membri del Parlamento europeo, i) e l), del Tuir).

Precompilata 730/2022: le regole per accedere dal 23 maggio

Il provvedimento specifica che il contribuente direttamente e gli altri soggetti dallo stesso specificatamente delegati accedono ai seguenti documenti: 

a) dichiarazione dei redditi precompilata; 

b) elenco delle informazioni attinenti alla dichiarazione 730 precompilata disponibili presso l’Agenzia delle entrate, con distinta indicazione dei dati inseriti e non inseriti nella dichiarazione 730 precompilata stessa e relative fonti informative (consulta qui l'allegato 1). 

Per accedere i contribuenti possono utilizzare uno dei seguenti strumenti:

  • il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID);
  • la Carta di identità elettronica (CIE);
  • la Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • il PIN dispositivo rilasciato dall’INPS

Il contribuente può effettuare le seguenti operazioni:

  • visualizzazione e stampa; 
  • accettazione ovvero modifica, anche con integrazione, dei dati contenuti nella dichiarazione, e invio; 
  • versamento delle somme eventualmente dovute mediante modello F24 già compilato con i dati relativi al pagamento da eseguire, con possibilità di addebito sul proprio conto corrente bancario o postale, nei casi di cui al punto 6.7; 
  • indicazione delle coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale accreditare l’eventuale rimborso nei casi di cui al punto 6.7;
  • consultazione delle comunicazioni, delle ricevute e della dichiarazione presentata; 
  • consultazione dell’elenco dei soggetti delegati ai quali è stata resa disponibile la dichiarazione 730 precompilata.

Si specifica che il contribuente, dopo aver effettuato l’accesso può inviare telematicamente la dichiarazione accettata o modificata o integrata direttamente all’Agenzia delle entrate a partire dal 31 maggio.

Inoltre, il provvedimento di ieri 19 maggio chiarisce che a partire dall’anno d’imposta 2021 l’Agenzia delle entrate inserisce nella dichiarazione 730 precompilata i dati dei seguenti oneri detraibili e deducibili ed i dati relativi ai rimborsi di oneri, trasmessi da soggetti terzi

  • quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso; 
  • premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni e premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi; 
  • contributi previdenziali e assistenziali; 
  • contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare, anche tramite lo strumento del Libretto Famiglia; spese sanitarie e relativi rimborsi; 
  • spese veterinarie;
  • spese universitarie e relativi rimborsi; 
  • contributi versati alle forme di previdenza complementare; 
  • spese funebri; 
  • spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e agli interventi finalizzati al risparmio energetico;
  • spese relative ad interventi di sistemazione a verde degli immobili; 
  • erogazioni liberali nei confronti delle ONLUS, delle associazioni di promozione sociale, delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico e delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica; 
  • spese per la frequenza degli asili nido e relativi rimborsi; 
  • spese per la frequenza scolastica e relativi rimborsi; 
  • detrazioni spettanti a titolo di Bonus vacanze, di cui all’articolo 176 del decretolegge 19 maggio 2020, n. 34; 
  • rimborsi erogati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI) presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per le spese sostenute per procedure di adozione o affidamento preadottivo di minori stranieri, concluse tramite Ente autorizzato;
  • oneri versati per il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione.

L’Agenzia delle entrate, inoltre, utilizza ai fini della elaborazione della dichiarazione precompilata i dati relativi alle spese da ripartire su diverse annualità desumibili dalla dichiarazione presentata dal contribuente per l’anno precedente.

Per un riepilogo delle regole e delle scadenze del Modello 730/2022 ti consigliamo di leggere anche Dichiarazione 730/2022: il calendario delle scadenze

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-05-20
730 e Redditi PF: la detrazione per occhiali, lenti a contatto e visite oculistiche

Le spese sostenute dal contribuente, per se stesso o per i familiari fiscalmente a carico, relative all’acquisto di occhiali da vista, di lenti a contatto correttive, di visite oculistiche specialistiche sono detraibili dall’Irpef in ragione del 19%, se correttamente esposte sul modello 730 o sul modello Redditi PF.

Le spese sostenute per occhiali da vista, lenti a contatto correttive (e prodotti analoghi), visite oculistiche specialistiche rientrano nella più generale categoria delle spese sanitarie, per le quali, appunto, è prevista una detrazione del 19% in base e secondo le disposizioni dell’articolo 15 comma 1 lettera c del TUIR, il quale prevede una franchigia di euro 129,11 euro per questa tipologia di costi: la franchigia interessa tutte le spese sanitarie sostenute, non solo quelle oculistiche, e prevede che la detrazione del 19% si applica in caso di un totale di spesa superiore alla suddetta somma.

Le istruzioni del modello 730 del 2022 precisano che va indicato “l’intero importo delle spese sanitarie sostenute nell’interesse proprio e dei familiari a carico” ma si dovrà calcolare “la detrazione del 19 per cento solo sulla parte che supera l’importo di 129,11 euro”.

Il contribuente dovrà tenere presente una distinzione fondamentale per questa tipologia di costi:

  • occhiali da vista e lenti a contatto correttive sono: dispositivi medici;
  • visita oculista è: prestazione specialistica.

Sempre ai fini della detrazione, il contribuente dovrà tenere presente che dal 2020 è entrato in vigore il generalizzato obbligo del pagamento con modalità tracciabili (bancomat, carta di credito, bonifico bancario, altro) per le spese sanitarie: tuttavia in alcuni casi il pagamento in contanti è ancora utile ai fini della detrazione, come per il caso dei farmaci e dei dispositivi medici, delle prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche e da quelle private se accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Il contribuente che vorrà usufruire della detrazione dovrà conservare la documentazione necessaria per poter dimostrare il proprio diritto alla detrazione:

  • fattura o ricevuta fiscale, con descrizione del prodotto acquistato o della visita effettuata, da cui risultano i dati fiscali del soggetto che ha sostenuto la spesa;
  • la prescrizione medica, per occhiali e lenti a contatto, utile a dimostrare la patologia;
  • le eventuali quietanze di pagamento tracciato, per i prodotti o le visite oculistiche per cui sono necessarie.

L’ultimo passo per poter usufruire della detrazione del 19% è la corretta compilazione del modello 730 o del modello Redditi PF, in entrambi i casi del 2022.

La compilazione del modello 730 del 2022 è molto semplice: le spese sostenute per occhiali da vista, lenti a contatto correttive, visite oculistiche specialistiche, che danno diritto alla detrazione, confluiscono tutte, insieme alle altre spese sanitarie, anche sostenute in favore dei familiari fiscalmente a carico, nel rigo E1 colonna 2, della Sezione I “Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%, 26%, 30%, 35% o 90%” del quadro E “Oneri e spese”.


Molto simile la compilazione del modello Redditi PF del 2022, sul quale le spese sostenute dal contribuente, per se stesso o per i familiari fiscalmente a carico, relative all’acquisto di occhiali da vista, di lenti a contatto correttive, o per visite oculistiche specialistiche, saranno esposte, insieme alle altre spese sanitarie, sul rigo RP1 colonna 2 della Sezione I “Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%, del 26%, del 30%, del 35% e del 90%” del quadro RP “Oneri e spese”.

Ti suggeriamo di leggere anche Dichiarazione 730/2022: il calendario delle scadenze

Fonte: Agenzia delle Entrate
Notizia del: 2022-05-20
Assemblee a distanza enti no profit: i chiarimenti sulla convocazione

In data 18 maggio sono state pubblicate sul sito internet del Consiglio Notarile di Milano due massime riguardanti le assemblee degli enti non profit e le riunioni degli organi collegiali diversi dalle assemblee.

In particolare, il Consiglio Notarile con:

  • la massima n 12 intitolata Svolgimento mediante mezzi di telecomunicazione delle assemblee di associazioni prive della qualifica di ETS
  • la Massima n 13 intitolata Svolgimento mediante mezzi di telecomunicazione delle riunioni degli organi collegiali diversi dalle assemblee di associazioni, fondazioni e comitati, anche dotati della qualifica di ETS

specifica rispettivamente quanto segue:

  • "In assenza di contraria previsione statutaria, le riunioni degli organi assembleari degli enti privi della qualifica di ETS possono essere convocate e svolgersi mediante mezzi di telecomunicazione, anche senza indicazione di un luogo fisico di convocazione, purché sia consentito al presidente verificare l’identità degli intervenuti che partecipano e votano, nel rispetto del metodo collegiale" 
  • "In assenza di contraria disposizione statutaria, le riunioni degli organi collegiali di associazioni, fondazioni e comitati, anche dotati della qualifica di ETS, diversi dalle assemblee, può avvenire mediante mezzi di telecomunicazione, anche in assenza di un luogo fisico di convocazione, purché sia possibile verificare l’identità degli intervenuti che partecipano e votano, nel rispetto del metodo collegiale".

Il collegio aggiunge in entrambi i casi che lo statuto può, comunque, alternativamente prevedere:

  • che la riunione si debba tenere in un luogo fisicamente determinato ed alla presenza personale degli aventi diritto;
  • che la riunione si debba tenere esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione, anche senza indicazione di un luogo fisico di convocazione;
  • che la riunione si possa tenere in modalità “mista”, con facoltà per ciascuno degli aventi diritto di intervenire in presenza o mediante mezzi di telecomunicazione;
  • che spetti all’organo amministrativo decidere, volta per volta, le modalità di partecipazione alla riunione.
Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2022-05-20
Superbonus 110: villette unifamiliari verifica SAL prorogata al 30 settembre

Con la pubblicazione in GU, da ieri 18 maggio è entrato in vigore il DL n 50 con novità anche per il superbonus relativo alle villette.

Con l'art 14 si recano modifiche alla disciplina in materia di incentivi per l’efficienza energetica, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici.

In particolare, al decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 119, comma 8 -bis ,il secondo periodo è sostituito dal seguente: "Per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche di cui al comma 9, lettera b) , la detrazione del 110 per cento spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione che alla data del 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell’intervento complessivo, nel cui computo possono essere compresi anche i lavori non agevolati ai sensi del presente articolo."

Pertanto fermo restando l’ambito temporale applicativo del superbonus che riguarda come base le spese sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2022, per le persone fisiche che, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, eseguono interventi su edifici unifamiliari, oppure su unità immobiliari “indipendenti e autonome” in edifici plurifamiliari:

  • le spese agevolate al 110% possono essere sostenute fino al 31 dicembre 2022 
  • a condizione che alla data del 30 settembre 2022 
  • i lavori sono stati effettuati per almeno il 30% dell’intervento complessivo. 

Sempre in tema di villette e superbonus ricordiamo anche che per il calcolo della soglia occorre fare riferimento a un chiarimento fornito dall’agenzia delle entrate che in una faq pubblicata sul proprio sito ha richiamato un interpello precedente su argomento analogo il n. 791 del 2021. 

Il non raggiungimento della soglia comporta che il 110% si applicherà soltanto ai pagamenti effettuati entro il 30 giugno (data posticipata al 30 settembre), mentre i successivi godranno delle altre detrazioni edilizie 50% o 65%

Si riporta la faq integrale pubblicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate. 

D: Si chiede conferma che per il calcolo del 30% dei lavori complessivi, soglia che permette alla persona fisica di sostenere spese detraibili al 110% nelle unità unifamiliari ai sensi dell’articolo 119 D.L. n. 34/2020, tale percentuale vada “commisurata all'intervento complessivamente considerato” (risposta ad interpello n. 791/2021) comprendendo, quindi, non solo tutti gli interventi programmati al 110%, ma anche quelli a diverse percentuali di detrazione (es. spese di ristrutturazione detraibili al 50%). Vanno comprese anche le spese per interventi non agevolati? 

R:La risposta ad interpello n. 791/2021 citata nel quesito si riferisce all’ applicazione del comma 8-bis dell’articolo 119 del decreto rilancio, nella formulazione vigente al 31 dicembre 2021, riferito all’ampliamento temporale dell’agevolazione in taluni casi specifici. 

In particolare, la disposizione pro tempre vigente stabiliva che le persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa o di arti e professioni, potevano fruire del Superbonus con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022. Ciò a condizione, tuttavia, che al 30 giugno di tale anno fossero stati effettuati almeno il 60 per cento dell'intervento complessivo. 

In tale contesto è stato, pertanto, precisato che, stante la formulazione della norma, la predetta percentuale andava commisurata all'intervento complessivamente considerato e non solo ai lavori ammessi al Superbonus. Tale criterio si ritiene valido anche con riferimento alle nuove disposizioni contenute nel citato comma 8-bis dell’articolo 119 del decreto Rilancio, come sostituito dalla legge di bilancio 2021.”

 

Fonte:
Notizia del: 2022-05-20

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