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Bonus acqua potabile 2021: pubblicate le regole

Pubblicate dall'Agenzia delle Entrate le regole per fruire del “Bonus acqua potabile”, il credito d’imposta previsto dalla Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020) per chi acquista sistemi utili a migliorare la qualità dell’acqua da bere in casa o in azienda e ridurre, conseguentemente, il consumo di contenitori di plastica

Si tratta, in particolare, di sistemi di 

  • filtraggio,
  • mineralizzazione,
  • raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare. 

Com'è noto infatti, con lo scopo di razionalizzare l’uso dell’acqua e ridurre il consumo di bottiglie di plastica, la Legge di Bilancio 2021 ha previsto un credito d'imposta del 50%, fino ad un massimo di 1000 euro di spesa  per le spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 sull'acquisto e l'installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti. L'importo massimo è pari a 5.000 euro di spesa per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali. Tuttavia, considerato che il tetto per la spesa complessiva è di 5 milioni di euro l’anno, l’Agenzia calcolerà la percentuale rapportando questo importo all’ammontare complessivo del credito d’imposta risultante da tutte le comunicazioni validamente presentate.

Bonus acqua potabile 2021: chi può beneficiarne

Per espressa previsione normativa possono godere del beneficio

  • le persone fisiche, 
  • i soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni
  • gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Metodi di pagamento tracciabili 

Attenzione va prestata al fatto che l’importo delle spese sostenute deve essere documentato da una fattura elettronica o un documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale del soggetto che richiede il credito. Per i privati e in generale i soggetti diversi da quelli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria, il pagamento va effettuato con versamento bancario o postale o con altri sistemi di pagamento diversi dai contanti. 

In ogni caso, per le spese sostenute prima della pubblicazione del Provvedimento di oggi 16 giugno 2021 sono fatti salvi i pagamenti in qualunque modo avvenuti ed è possibile integrare la fattura o il documento commerciale attestante la spesa annotando sui documenti il codice fiscale del soggetto richiedente il credito. 

Comunicazione delle spese sostenute

I contribuenti che intendono approfittare di questa opportunità devono compilare il modello previsto dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui hanno sostenuto la spesa, pertanto a febbraio 2022 si comunicheranno le spese sostenute nel 2021. 

Scarica il Modello con le relative istruzioni

Una volta compilato il modello dovrà essere trasmesso tramite  il servizio web disponibile nell’area riservata o i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. Dopodiché, il bonus potrà essere utilizzato 

  • in compensazione tramite F24, 
  • nella dichiarazione dei redditi per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo
Fonte:
Notizia del: 2021-06-17
Agevolazioni TARI non domestiche 2021 e termini per le deliberazioni

Con Nota del 16 giugno l'IFEL Fondazione ANCI fornisce chiarimenti in merito:

  • alle agevolazioni TARI non domestiche 2021 (ex art. 6 dl 73/2021) 
  • e ai termini per le deliberazioni da parte dei Comuni

Agevolazioni TARI 2021

In particolare, si specifica che l'art. 6 del dl 73/2021 eroga ulteriori e distinti fondi con la finalizzazione specifica del finanziamento di agevolazioni a favore delle utenze non domestiche TARI per il 2021. 

La nota chiarisce che il dispositivo di utilizzo biennale delle risorse e del vincolo complessivo, ai fini della certificazione, dell’impiego della quota agevolazioni Tari del “fondone” 2020, permette di utilizzare eventuali importi non utilizzati della quota agevolazioni Tari 2020 anche per le agevolazioni 2021, oltre i limiti tipologici e quantitativi dell’art. 6 del dl 73, fino a concorrenza (per ciò che riguarda gli importi Tari 2020) dell’agevolazione massima ammissibile determinata per ciascun Comune dal DM Certificazione del 3 novembre 2020.  

L'arti 6 indica le “categorie economiche interessate dalle chiusure obbligatorie o dalle restrizioni nell'esercizio delle rispettive attività”. Non sono escluse le attività le cui “restrizioni” si siano determinate non per l’effetto diretto delle disposizioni di sicurezza sanitaria ma comunque in ragione dell’emergenza. Si ritiene che sia ammissibile estendere il concetto di “restrizioni nell’esercizio delle rispettive attivitàa quelle condizioni di rilevante calo dell’attività e del relativo fatturato evidentemente connesse con l’emergenza sanitaria, anche in assenza di dirette disposizioni restrittive.  

Ciò può essere ottenuto ampliando la tipologia delle attività beneficiarie dell’agevolazione, oppure chiedendo alle attività non indicate nei provvedimenti di formale restrizione una richiesta di inclusione in ragione di motivazioni predeterminate ed eventualmente corredata dalla dichiarazione della dimensione del calo di fatturato occorso (su base annua tra il 2020 e il 2019, oppure tra il primo semestre 2021 e il primo semestre 2019), la cui misura è stata, ad esempio, considerata ai fini di altre misure di sostegno ed agevolazioni è in almeno il -30% 

La scelta di differenziare le misure di agevolazione, a seconda delle diverse condizioni oggettive e soggettive dei possibili beneficiari è interamente demandata al Comune, sempre nel quadro di criteri generali di ragionevolezza e proporzionalità relativa.

Termini per le delibere comunali per le agevolazioni TARI 2021

Per ciò che concerne il termine di deliberazione delle agevolazioni relative alla Tari o alla tariffa corrispettiva va considerato perentorio e non ci sono possibilità di deroga in ragione della nuova norma di sostegno. 

Le agevolazioni a valere sul 2021 seguono: 

a) la regola speciale di cui all'art. 30, comma 5, del dl 41/2021 che fissa il termine, autonomo rispetto a quelle del bilancio di previsione, del 30 giugno 2021; 

b) la regola ordinaria per i Comuni che ricadono nella disposizione di proroga del termine del bilancio al 31 luglio 2021 (art. 52, co. 2, dl 73/2021). Si tratta dei Comuni che “hanno incassato le anticipazioni di liquidità di cui al decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti”

Le tempistiche sono tuttavia molto strette e per questo motivo, riferisce IFEL nella nota in oggetto, l’ANCI sta richiedendo l’ulteriore e generalizzata proroga al 31 luglio 2021 del termine speciale di cui all'art. 30 del dl 41/2021. 

Sottolinea l'IFEL che il relativo emendamento al dl 73 interverrebbe successivamente alla fine di giugno e non è attualmente possibile confidare nell’approvazione della norma. 

Fonte: Ifel
Notizia del: 2021-06-17
Imbarcazioni da diporto: ecco il modello per dichiarazioni per non imponibilità IVA

Con Provvedimento n. 151377 del 15 giugno 2021 le entrate approvano il modello e le istruzioni per:

    • la dichiarazione di utilizzo dei servizi di locazione anche finanziaria e simili non a breve termine, nel territorio della UE, di imbarcazioni da diporto
    • la dichiarazione di esistenza della condizione di navigazione in alto mare, 

ai fini della non imponibilità IVA (ai sensi, rispettivamente, degli artt. 7-sexies e 8-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633)

SCARICA QUI IL MODELLO E ISTRUZIONI

Per le operazioni effettuate a partire dal sessantesimo giorno successivo all'adozione del provvedimento in esame con cui è approvato il modello: 

• gli utilizzatori che intendono fruire di prestazioni di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili non a breve termine di imbarcazioni da diporto inviano telematicamente all’Agenzia delle entrate la dichiarazione per attestare la percentuale di effettivo utilizzo nel territorio dell’Unione Europea di tali prestazioni (art. 1, comma 710, della legge 30 dicembre 2020, n. 178); 

• i soggetti che intendono avvalersi della facoltà di acquistare navi adibite alla navigazione in alto mare e/o beni e servizi alle stesse riferibili inviano telematicamente all’Agenzia delle entrate la dichiarazione per attestare la condizione di navigazione in alto mare ai fini della non imponibilità (art. 8 bis, comma 3, d.P.R. n. 633/1972 introdotto dall’art. 1, comma 708, della legge n. 178/2020). 

La dichiarazione è presentata esclusivamente mediante i canali telematici Entratel/Fisconline dell’Agenzia delle entrate e a partire dal 15 luglio 2021:

  • direttamente dal dichiarante 
  • o tramite un soggetto incaricato della trasmissione telematica.

La trasmissione è effettuata utilizzando esclusivamente il software denominato “dichiarazionenautica”, disponibile gratuitamente sul sito internet www.agenziaentrate.it

A seguito della presentazione della dichiarazione è rilasciata una ricevuta telematica con indicazione del numero di protocollo di ricezione e i soggetti incaricati della trasmissione telematica hanno l’obbligo di rilasciare al dichiarante copia della dichiarazione inviata, nonché copia della ricevuta rilasciata dall’Agenzia delle entrate che costituisce prova dell’avvenuta presentazione.

Il modello è composto da:

a) il frontespizio

b) il quadro A, relativo alla dichiarazione della percentuale di utilizzo dei servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili non a breve termine, nel territorio della UE, di imbarcazioni da diporto, ai sensi dell’art. 7-sexies, comma 1, lett. e-bis), del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

c) il quadro B, relativo alla dichiarazione di navigazione in alto mare ai fini della non imponibilità ai sensi dell’art. 8-bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, che contiene le seguenti informazioni. 

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-06-17
Agevolazione PMI: dal 14 giugno via alle domande per imprese colpite dal sisma del 2016

Con Comunicato stampa Inviatali comunica che dal 14 giugno 2021 è aperto lo sportello per presentare la domanda, esclusivamente online sulla piattaforma apposita, per ottenere le agevolazioni previste da “Rilancio PMI Cratere Sismico”.

In particolare, a partire dalle ore 10.00 del giorno 14 giugno sarà possibile fare richiesta per ottenere le agevolazioni per il rilancio delle piccole e medie imprese del cratere sismico, localizzate nelle zone sismeche del centro Italia (di cui all'art 24 del DL n. 189/2016 e SS.MM.II.) 

SCARICA QUI IL FAC SIMILE PER LA DOMANDA

SCARICA QUI GLI ALLEGATI

La domanda potrà essere presentata esclusivamente online attraverso la piattaforma  messa a disposizione da Invitalia.

I termini e le modalità per la presentazione delle domande sono stati definiti dal Commissario alla ricostruzione con il Decreto n. 159 del 13 aprile 2021 relativo all’approvazione degli schemi per la compilazione delle domande di agevolazione e all’apertura dello sportello per la presentazione delle stesse.

Che cosa è l'agevolazione per il rilancio delle PMI del cratere sismico

Si tratta di un incentivo, istituito dal Commissario alla ricostruzione, che sostiene il ripristino e il riavvio delle attività economiche danneggiate dagli eventi sismici che hanno colpito Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria a partire dal 24 agosto 2016. 

Le iniziative imprenditoriali finanziabili riguardano tutti i settori:

  • industria, 
  • artigianato, 
  • trasformazione dei prodotti agricoli, 
  • fornitura di servizi, commercio, 
  • turismo, 
  • produzione agricola, pesca e acquacoltura.

Si tratta di un finanziamento agevolato senza interessi, che si rivolge volge alle micro, piccole e medie imprese, esercitate anche nella forma della libera professione individuale, presenti nei territori dei comuni delle regioni interessate. 

Attenzione va prestata al fatto che l'agevolazione è rivolta esclusivamente le realtà produttive già costituite e attive al momento in cui si sono verificati i terremoti e le cui sedi siano state dichiarate inagibili a causa degli eventi sismici stessi.

'incentivo consiste in un finanziamento agevolato a tasso zero che copre il 100% delle spese sostenute ed è finalizzato a realizzare nuovi prodotti, processi o servizi, oppure a migliorare i processi e le linee produttive.

Che cosa finanzia l'agevolazione per il rilancio delle PMI del cratere sismico

I programmi di spesa agevolabili comprendono costi di investimento per:

  • attrezzature, 
  • macchinari, 
  • impianti,
  • beni immateriali 
  • e lavori edili.

nel limite dell'importo complessivo di 30.000 euro

Nel caso l’importo complessivo delle spese da realizzare fosse superiore a 10.000 euro, una parte delle stesse potrà essere costituita da costi di gestione, in misura non superiore al 50% delle spese di investimento.

I programmi di spesa, avviati successivamente alla presentazione della domanda, dovranno essere realizzati entro i 18 mesi successivi alla concessione delle agevolazioni.

Il finanziamento agevolato, senza alcuna forma di garanzia ed erogato in anticipo in un’unica soluzione, dovrà essere restituito secondo un piano di ammortamento di massimo 10 anni, con un periodo di preammortamento di 3 anni.

Le risorse finanziarie complessivamente disponibili, pari a 10 milioni di euro (al lordo dei costi di funzionamento dell’incentivo), e gli eventuali nuovi stanziamenti destinati all’intervento, sono ripartiti su base regionale come segue:

  • Abruzzo: 10%
  • Lazio: 14%
  • Marche: 62%
  • Umbria: 14%

Per ulteriori info sulla normativa di riferimento si rimanda al sito di Invitalia al seguente indirizzo

https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/rafforziamo-le-imprese/rilancio-pmi-cratere-sismico/modulistica-e-normativa

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-06-17
Regimi Iva Oss e Ioss: avvio dal 1 luglio

Il 1 luglio 2021 è la data di avvio dei nuovi regimi speciali Iva Oss e Ioss. Considerando questa scadenza, l’Agenzia delle entrate ha attribuito la competenza relativa alla fase della pre-iscrizione al Centro operativo di Pescara, attivando un servizio di assistenza dedicato.

Il Cop centro operativo di Pescara dal 1 aprile è competente per la gestione delle richieste di pre-iscrizione ai nuovi regimi Oss e iOss, pertanto sono state rese disponibili, al fine di fornire un’adeguata assistenza agli operatori economici e ai consulenti interessati ai nuovi regimi speciali, due caselle di posta elettronica a cui è possibile inoltrare richieste di informazioni

In alternativa si può contattare il Cop all'800.89.41.41 per ricevere assistenza da parte del personale dell’ufficio. Il servizio è attivo dalle 9 alle 13 dal lunedì al venerdì.

Ricordiamo che con Comunicato del 29 marzo diffuso sul proprio sito internet il MEF informava che dal 1 aprile 2021, sul sito dell'Agenzia delle Entrate sarebbe stato possibile effettuare la registrazione on line tramite le funzionalità telematiche apposite predisposte e rivolte ai soggetti passivi, residenti e non residenti che intendono aderire ai regimi speciali OSS e IOSS.

Dal 1°luglio 2021 entreranno in vigore le modifiche alla Direttiva IVA 2006/112/CE, introdotte con l’obiettivo di semplificare gli obblighi IVA dei soggetti passivi, comprese le interfacce elettroniche, impegnati nel commercio transfrontaliero nei confronti di consumatori finali.

Per approfondimenti sulle novità dei regimi Oss e Ioss si legga Iva vendite a distanza: cosa cambia dal 1° luglio 2021
Secondo le nuove norme il regime semplificato di identificazione IVA dello sportello unico, cosiddetto regime MOSS (Mini One Stop Shop), attualmente previsto per le prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici rese a consumatori finali, sarà esteso alle vendite a distanza e alle prestazioni di servizi rese a consumatori finali. 

In particolare, sarà introdotto:

  • il regime OSS (One Stop Shop), per le vendite a distanza di beni spediti a partire da uno Stato membro e a destinazione di consumatori finali di altro Stato membro dell’Unione europea e per le prestazioni di servizi rese a consumatori finali assoggettate all’IVA nello Stato membro di consumo, 
  • il regime IOSS (Import One Stop Shop), per le vendite a consumatori finali di beni importati da paesi terzi in spedizioni di valore non superiore a 150 euro

Al fine di rendere i nuovi regimi OSS e IOSS effettivamente operativi dal 1° luglio 2021, le disposizioni europee prevedono che gli Stati membri autorizzino i soggetti passivi e gli intermediari che agiscono per loro conto a registrarsi ai fini di tali regimi speciali a partire dal 1° aprile 2021.

Pertanto, dal 1 aprile 2021 i soggetti passivi, residenti e non residenti che intendono aderire ai regimi speciali OSS e IOSS, possono effettuare la registrazione on-line sul sito www.agenziaentrate.gov.it. in particolare:

  • al regime “OSS non-UE”, compilando un modulo disponibile in italiano e in inglese nella sezione a libero accesso del sito dell’Agenzia delle entrate; i soggetti passivi extra-UE privi di stabile organizzazione nel territorio dell’Unione europea;
  • al regime “OSS UE”, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, i soggetti passivi domiciliati e residenti in Italia, i soggetti passivi extra-UE con una stabile organizzazione in Italia e i soggetti extra-UE privi di stabile organizzazione nel territorio dell’Unione europea che spediscono o trasportano beni a partire dall’Italia;
  • al regime “IOSS”, compilando il modulo disponibile in italiano e inglese nella sezione a libero accesso del sito dell’Agenzia delle entrate, i soggetti passivi domiciliati e residenti in Italia, i soggetti passivi extra-UE con una stabile organizzazione in Italia e i soggetti passivi extra-UE privi di stabile organizzazione nel territorio dell’Unione europea. I soggetti passivi stabiliti in Italia possono, inoltre, registrarsi sul sito dell’Agenzia delle entrate per svolgere le funzioni dell’intermediario IOSS.


Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-06-17
Cybersicurezza: istituita l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale ACN

Il Consiglio dei Ministri riunitosi in data 10 giugno 2021, alle ore 17.15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Mario Draghi ha approvato un decreto-legge che:

  • introduce disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza, 
  • definisce l’architettura nazionale di cybersicurezza 
  • istituisce l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN). 

Come specificato dal comunicato stampa, il provvedimento completa la strategia di cyber-resilienza nazionale, avviata con la disciplina sul perimetro cibernetico, e accresce, attraverso la promozione della cultura della sicurezza cibernetica, la consapevolezza del settore pubblico, privato e della società civile sui rischi e le minacce cyber.

L’Agenzia ACN opererà sotto la responsabilità del Presidente del Consiglio dei ministri e dell’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e in stretto raccordo con il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e sarà tra l’altro incaricata di:

  • esercitare le funzioni di Autorità nazionale in materia di cybersecurity, a tutela degli interessi nazionali e della resilienza dei servizi e delle funzioni essenziali dello Stato da minacce cibernetiche;
  • sviluppare capacità nazionali di prevenzione, monitoraggio, rilevamento e mitigazione, per far fronte agli incidenti di sicurezza informatica e agli attacchi informatici, anche attraverso il Computer Security Incident Response Team (CSIRT) italiano e l’avvio operativo del Centro di valutazione e certificazione nazionale;
  • contribuire all’innalzamento della sicurezza dei sistemi di Information and communications technology (ICT) dei soggetti inclusi nel perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, delle pubbliche amministrazioni, degli operatori di servizi essenziali (OSE) e dei fornitori di servizi digitali (FSD);
  • supportare lo sviluppo di competenze industriali, tecnologiche e scientifiche, promuovendo progetti per l’innovazione e lo sviluppo e mirando a stimolare nel contempo la crescita di una solida forza di lavoro nazionale nel campo della cybersecurity in un’ottica di autonomia strategica nazionale nel settore;
  • assumere le funzioni di interlocutore unico nazionale per i soggetti pubblici e privati in materia di misure di sicurezza e attività ispettive negli ambiti del perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, della sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (direttiva NIS), e della sicurezza delle reti di comunicazione elettronica.

Inoltre, il decreto istituisce il Comitato interministeriale per la cybersicurezza (CIC) e prevede specifici poteri di controllo da parte del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR).

Infine, in adeguamento alla normativa europea, il Governo ha individuato l’Agenzia ACN quale Centro nazionale di coordinamento italiano, che si interfaccerà con il “Centro europeo di competenza per la cybersicurezza nell'ambito industriale, tecnologico e della ricerca” di recente istituzione, concorrendo ad aumentare l’autonomia strategica europea nel settore.

Fonte: Fisco e Tasse
Notizia del: 2021-06-17

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