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Rapporto pari opportunità: scadenza prorogata

La scadenza per la presentazione del rapporto biennale sulle pari opportunità nelle aziende  con oltre 50 dipendenti è stata prorogata.  I

l termine inizialmente  fissato  per il  30 aprile  riguardante i dati relativi al 2022 2023 è stato modificato per l'aggiornamento dell'applicativo 

Il nuovo modello potrà essere compilato dal 3 giugno al  15 luglio 2024.

Lo ha comunicato ieri il ministero del Lavoro  precisando che l'’applicativo informatico  sul sito CLic lavoro è in fase di revisione al fine di semplificare la presentazione del rapporto «anche grazie a nuove funzionalità di precompilazione e di recupero delle informazioni pregresse».

Rivediamo nei prossimi paragrafi in dettaglio di cosa si tratta e come procedere, come previsto dal decreto ministeriale  del 29.3.2022.

Rapporto biennale parità di genere: le norme

Il Decreto interministeriale 29 marzo 2022 firmato   dal ministro del Lavoro  e dalla  ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia,  ha definito le  modalità operative per la compilazione del rapporto biennale sulla situazione lavorativa dei due sessi nelle realtà aziendali con oltre 50 dipendenti.

L'obbligo era stato previsto dal  Codice per le pari opportunità (decreto legislativo 198/2006), da ultimo modificato dalla legge 162/2021.Si ricorda che la redazione del rapporto di parità è obbligatoria per accedere  alle  gare relative agli investimenti pubblici finanziati con le risorse  del PNRR (decreto legge Semplificazioni  n. 77/2021).

 In merito  è stato successivamente pubblicato sul sito ministeriale il   Decreto Interministeriale del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia che ha prorogato per il 2022 la prima scadenza del nuovo adempimento.

Rapporto parità di genere: chi è obbligato

Per rendere effettivo il principio di parità nei luoghi di lavoro, prescritto dalle norme europee, è stato  previsto che il rapporto biennale sia obbligatorio per tutte le aziende sopra i 50 dipendenti.   Per le aziende di dimensioni inferiori il rapporto è facoltativo.

Le aziende devono redigere il rapporto esclusivamente in modalità telematica, attraverso l’utilizzo dell’apposito portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, https://servizi.lavoro.gov.it,  Qui il facsimile allegato al decreto.

 Si ricorda che l'accesso richiede le credenziali SPID.

Per il rapporto relativo al biennio 2020-2021  andava  fatto  riferimento alla situazione al 31 dicembre 2019 e l'invio era stato prorogato al   14 OTTOBRE 2022 

A regime invece è confermata  la data del 30 aprile dell’anno successivo alla scadenza di ogni biennio. 

 Al termine della procedura informatica, viene rilasciata una ricevuta attestante la corretta redazione del rapporto. 

Una copia del rapporto, unitamente alla ricevuta deve essere trasmessa dal datore di lavoro anche alle rappresentanze sindacali aziendali.

I dati saranno accessibili anche alla Consigliera nazionale di parità  incaricata di redigere un resoconto annuale della situazione nazionale.

Rapporto di parità, a cosa serve?

Sulla base dei dati contenuti nel rapporto , se conformi agli standard minimi,  le aziende potranno richiedere di ottenere dagli enti certificatori autorizzati  la certificazione di parità, un attestato  del fatto che la situazione aziendale soddisfa alcuni requisiti minimi prescritti dalla prassi UNI pdr 125-2022 . 

Tale certificazione  dà accesso ad agevolazioni che comprendono 

  • punteggio aggiuntivo per l’aggiudicazione di un bando di gara rientrante nell’ambito del Pnrr o del Pnc (articolo 47 del Dl 77/2021)
  • meccanismi e strumenti di premialità  in tutti gli appalti pubblici 
  • agevolazioni contributive

ATTENZIONE il D. Lgs 105 2022  di recepimento della direttiva UE 1592 2022 sulla conciliazione vita lavoro prevede  che in caso di violazione delle norme  a tutela della genitorialità prevista dal decreto stesso, rilevate nei due anni che precedono la richiesta della certificazione di parità, comportano l’impossibilità di conseguirla.

Rapporto parità di genere: cosa contiene 

I dati che devono essere inseriti comprendono:

  • numero dei lavoratori occupati distinti per sesso con indicazione delle  retribuzioni iniziali  l'inquadramento contrattuale e la funzione svolta da ciascun occupato.
  • l'importo della retribuzione complessiva corrisposta, delle componenti accessorie del salario, delle indennità,  dei bonus
  • le modalità di accesso al rapporto da parte dei dipendenti e delle rappresentanze sindacali 
  • informazioni sui processi di selezione 
  • le misure previste in azienda per la conciliazione vita lavoro

Come previsto dal decreto legge i consiglieri regionali  di parità  riceveranno un codice identificativo per accedere ai dati contenuti nei rapporti trasmessi dalle aziende, al fine di poter elaborare i relativi risultati e trasmetterli :

  • alle sedi territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro,
  •  alla consigliera o al consigliere nazionale di parità,
  • al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a
  • al Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, 
  • all’ISTAT e al CNEL.
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Notizia del: 2024-04-12
Equo compenso: attivato l'osservatorio ministeriale

La Legge del 21 aprile 2023 n. 49 recante disposizioni in materia di equo compenso delle prestazioni professionali è ormai in vigore da 4 mesi ma l'attuazione pratica è ancora mancante in diversi aspetti. Da ieri è attivo l'osservatorio ministeriale 

Vedi per i dettagli Equo compenso professionisti in vigore : cosa prevede

Osservatorio ministeriale sull'equo compenso

Si è  insediato  giovedì 11 aprile  2024  l’Osservatorio nazionale sull’equo compenso presso il Ministero della Giustizia previsto dalla legge sull’equo compenso per i professionisti (legge 49/2023)

Il nuovo  organismo , nominato con decreto ministeriale del 6 marzo,  ha il compito di monitorare l’applicazione delle regole a tutela della  remunerazione dei professionisti da parte  della pubblica amministrazione  e delle grandi imprese , banche ed assicurazioni.

Sempre all'Osservatorio vanno  segnalate  dagli interessati le eventuali clausole vessatorie o condotte scorrette in tema di compenso professionale 

Dell'organismo fanno parte, con permanenza in carica per tre anni:

il vice capo di gabinetto  del Ministro Nordio e altri 3 rappresentanti  del Ministero della giustizia, 

  • un funzionario del Ministero del lavoro  
  • 24 rappresentanti delle professioni ordinistiche e
  •  cinque rappresentanti  delle professionisti non ordinistiche (come Confcommercio professioni e Coordinamento libere associazioni professionali -Colap.

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Equo compenso e maxi compensi revisori 

E' slittato a data da destinarsi il  confronto richiesto dalle associazioni datoriali (Abi, Confindustria, Assonime, Ania e Confcooperative), al ministero della Giustizia e al Consiglio nazionale dei commercialisti per  correggere l'aspetto particolarmente criticato dei maxicompensi ai sindaci e ai revisori delle grandi società già fissato per la scorsa settimana .

Per questi professionisti infatti,  l’applicazione dei parametri del Dm 140/2012,  hanno affermato le associazioni  nella lettera, rischia  «di dare luogo ad aumenti paradossali e indiscriminati generando un volume di costi insostenibile per le imprese».  La revisione del  vecchio decreto ha tempi non ben definiti ma  intanto  Consiglio nazionale dei commercialisti  si è detto  pronto a una revisione complessiva che ponga un tetto ai compensi ma innalzi nel contempo quelli delle società piu piccole. 

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Aggiornamento codici deontologici 

Gli ordini professionali sono chiamati in causa   anche in merito all'aggiornamento dei propri Codici deontologici inserendo come previsto dalla legge,  specifiche   sanzioni per il professionista che vìola  le norme sull'equità del compenso . Ad oggi hanno  provveduto  all'adeguamento il  Consiglio nazionale ingegneri  e l'Ordine dei commercialisti (in consultazione nel mese di febbraio 2024)

Leggi in merito Equo compenso nel nuovo Codice  deontologico Commercialisti

Professioni non  ordinistiche:  decreto in ritardo

Come detto  restano invece interamente da definire  i parametri dei compensi dei  professionisti senza albo, per i quali si attendeva il decreto ministeriale entro 60 giorni dalla legge.  Sono coinvolti  quasi 500mila professionisti con le  attività piu diverse  riuniti in circa 100 associazioni.

Per la definizione dei valori  di riferimento per i compensi  il MIMIT  sta lavorando per creare macro-aree omogenee  di attività. 

Sembra che un  punto di partenza possibile  sia la valutazione del tempo necessario alla prestazione professionale, ipotesi che ha già raccolto  il parere positivo di Confcommercio professioni.

Fonte:
Notizia del: 2024-04-12
Ispezioni sul lavoro: nuovi chiarimenti sul potere di disposizione

La sentenza del Consiglio di Stato n. 2778/2024 affronta una questione di grande rilevanza per i datori di lavoro , focalizzandosi sulle prerogative degli ispettori del lavoro. Inoltre sottolinea   le conseguenze dell'inosservanza di tali richieste confermando una precedente interpretazione dell'Ispettorato stesso . La decisione chiarisce alcuni  aspetti fondamentali riguardo all'applicazione dell'articolo 14 del D.Lgs. 124/2004

Il caso  analizzato dal Consiglio 

Il caso specifico trattato nella sentenza riguarda un contenzioso tra l'Ispettorato del Lavoro e il Patronato Inas Cisl, relativo all'applicazione dell'articolo 14 del D.Lgs. 124/2004. Il nucleo della controversia si concentra sull'emissione di un "provvedimento di disposizione" da parte dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Udine-Pordenone, il quale ha richiesto al Patronato Inas Cisl di rivedere l'inquadramento di alcuni dipendenti, considerato non conforme alle disposizioni contrattuali vigenti.

Il Patronato Inas Cisl ha impugnato il provvedimento per vari motivi, tra cui la presunta illegittimità dello stesso per essere stato emesso oltre il termine massimo previsto dalla legge, la mancanza di una motivazione adeguata e l'assenza di una precisa indicazione delle fonti di prova che giustificassero la decisione degli ispettori. Il TAR del Friuli Venezia Giulia, in primo grado, aveva accolto il ricorso del Patronato, escludendo che l'inquadramento dei lavoratori in una categoria contrattuale diversa da quella asseritamente spettante rientrasse tra le irregolarità che potevano essere contestate dall'Ispettorato nell'esercizio del potere di disposizione previsto dall'art. 14.

Il Consiglio di Stato, tuttavia, ha ribaltato la decisione del TAR, sostenendo che il potere di disposizione degli ispettori del lavoro si estende anche alle violazioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Questa interpretazione amplia significativamente l'ambito di applicazione dell'art. 14, riconoscendo agli ispettori la capacità di intervenire in una varietà più ampia di irregolarità relative al lavoro e alla legislazione sociale, purché non già soggette a sanzioni penali o amministrative.

Nonostante la decisione del Consiglio di Stato di riconoscere l'ammissibilità dell'applicazione dell'art. 14 alle violazioni dei CCNL, la sentenza ha poi confermato l'esito del TAR, ma con diversa motivazione, basata sulla mancanza di adeguata motivazione e insufficiente istruttoria del provvedimento impugnato. In sostanza, sebbene il Consiglio di Stato abbia chiarito l'ambito di applicazione dell'art. 14, ha comunque ritenuto che, nel caso specifico, il provvedimento di disposizione non fosse stato adeguatamente motivato e supportato da un'istruttoria idonea, portando alla conferma dell'annullamento dello stesso.

Potere degli ispettori e sanzioni amministrative 

La sentenza ricorda che gli ispettori hanno il potere di emettere un "provvedimento di disposizione", immediatamente esecutivo, per richiedere ai datori di lavoro di conformarsi alle normative contrattuali. Questo potere si estende a tutti i casi di irregolarità non già soggette a sanzioni penali o amministrative, inclusa l'applicazione errata dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL).

ATTENZIONE La sanzione amministrativa prevista dall'articolo 14 scatta solo se il datore di lavoro non ottempera al provvedimento ispettivo. Quindi, non è l'irregolarità in sé a essere sanzionata, ma la mancata conformità alle disposizioni dell'ispettore.

La novità nell'interpretazione del Consiglio di Stato sta nel fatto che il potere di disposizione degli ispettori include anche le violazioni dei CCNL,  superando  la precedente decisione del TAR che aveva limitato l'ambito di applicazione . La sentenza sottolinea l'importanza della piena ed effettiva applicazione dei CCNL, evidenziando la rilevanza pubblicistica di queste norme.

Questo implica che  i datori di lavoro devono attenersi strettamente alle disposizioni degli ispettori del lavoro. La mancata impugnazione di un provvedimento di disposizione rende definitivo l'accertamento delle irregolarità, limitando così le possibilità di contestazione in fase successiva.

Viene rimarcata infine la necessita dell''adeguatezza della motivazione e della istruttoria sottostante alcuni provvedimenti, evidenziando l'importanza di una base istruttoria solida e di una motivazione chiara per garantire la legittimità degli atti ispettivi.

La nota dell'ispettorato 4539/2020 sul potere di disposizione

L’Ispettorato nazionale del lavoro nella nota n. 4539 del 15 dicembre 2020, ha  fornito alcuni chiarimenti sull'applicazione del potere di disposizione degli ispettori, modificato dal Decreto legge 76/2020  che sostituiva il precedente articolo 14, D.Lgs. 124/2004. 

Facendo seguito alla prima circolare sul tema , n. 5 2020, l'ispettorato raccomandava che la disposizione dell'ispettore  sia basata su  una valutazione complessiva della fattispecie oggetto di accertamento,  per garantire al lavoratore una effettiva tutela.

La disposizione va evitata comunque nei casi in cui  anche se consentita, possa determinare  effetti sfavorevoli nei confronti di altri lavoratori.

La nota specifica che  il potere di disposizione  si applica nei casi in cui non siano previste specifiche sanzioni  penali e amministrative per le violazioni rilevata nel corso delle ispezioni in materia di lavoro e legislazione sociale.

Per quanto riguarda la violazione o errata applicazione di  obblighi contrattuali  , secondo la nota va fatto riferimento non solo al  Ccnl  di settore ma anche  a quello effettivamente applicato dal datore di lavoro  v. circolare INL n. 5/2020) . 

Invece per quanto riguarda le violazioni legate alla parte normativa ed economica del Ccnl va escluso il riferimento  alla parte obbligatoria dei Ccnl (circolari INL n. 9/2019 e n. 2/2020)   fatte salve le ipotesi già valutate positivamente e riportate in allegato.

 La previsione di una sanzione civile non esclude l’applicabilità del provvedimento di disposizione

L’adozione della disposizione  va invece esclusa nei casi di obblighi che trovano la loro fonte in via esclusiva in una scelta negoziale delle parti

Fonte: Ispettorato nazionale del lavoro
Notizia del: 2024-04-10
Verifiche attrezzature: nuovo elenco dal 28 marzo 2024

 Il Ministero del lavoro ha  adottato con il  Decreto direttoriale  36  del 28 marzo  2024    il nuovo elenco dei soggetti abilitati alle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro in base all'articolo 71, comma 11, del Dlgs 81/2008.

 Il decreto prevede in particolare che, sulla base delle istanze di variazione e dei pareri espressi dalla Commissione le abilitazioni risultanti nell’elenco del 18 marzo  2024   per le società 

  • CERVINO s.r.l., CON.FOR s.r.l., ECI – Ente di Certificazione & Ispezione S.r.l., ICT Genesia s.r.l., SO.VE.P.I. Società, Verifiche Periodiche Impianti s.r.l. e VERICERT s.r.l. le abiliazioni sono modificate 
  • l'iscrizione della società ECI – Ente di Certificazione & Ispezione S.r. è rinnovata per cinque anni decorrenti dalla data di scadenza della relativa iscrizione.
  • la denominazione della Società SECUR CONTROL GIANNINI s.r.l., è variata in SECUR CONTROL VERIFICHE s.r.l.

Viene quindi adottato il 49° elenco di cui al punto 3.7 dell’Allegato III al D.I. 11.4.2011, dei soggetti abilitati all’effettuazione delle verifiche periodiche d

Il 49 elenco sostituisce interamente il precedente del 1 marzo  2024.

Obbligo di verifica attrezzature: come funziona

Si ricorda che l'obbligo di verifica riguarda   le attrezzature di lavoro considerate a maggior rischio d'incidenti, previste dall'allegato VII dello stesso decreto,  come, ad esempio, 

  • le scale aeree a inclinazione variabile, 
  • le piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne,
  • gli apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 chilogrammi non azionati a mano, di tipo mobile o trasferibile.
  • ai sensi dell’articolo 71, comma 11, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni. 

ed è a carico dei datori di lavoro ai fini di valutare lo  stato di conservazione e di efficienza ai fini della  sicurezza.

La frequenza delle verifiche è indicata  nel medesimo decreto 11.4.2011

ATTENZIONE  per la prima verifica il datore di lavoro deve rivolgersi all'INAIL  che vi provvede nel termine di 45 giorni . Nel caso il periodo decorra  inutilmente  il datore di lavoro può avvalersi, a propria scelta, di altri soggetti abilitati., verificandone la presenza nell'elenco più recente.

Obbligo verifiche attrezzature 

 Si ricordano infine gli obblighi dei soggetti abilitati , ovvero : 

  • il rispetto dei termini previsti dal  D.I. 11.4.2011 e 
  • e l'obbligo di  riportare in un apposito registro informatizzato copia dei verbali delle verifiche effettuate, i dati e le informazioni di cui al punto 4.2 dell’Allegato III al D.I. 11.4.2011.  
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Notizia del: 2024-04-08
Malattia marittimi 2024: nuove istruzioni INPS

 Nella legge di bilancio  2024 pubblicata il 30 dicembre come legge 213 2023  è  stata prevista  una  “Modifica della misura dell’indennità di malattia della gente di mare”.    Si tratta  per i lavoratori marittimi di una modifica al ribasso in quanto si prevede che l'indennità venga calcolata sul 60% invece che 75 % della retribuzione. Le istruzioni  operative INPS sono state completate con la circolare 55 del 4 aprile 2024.Di seguito   i principali aspetti della nuova  disciplina generale.

Novità malattia marittimi nella legge di bilancio 2024

Il testo della legge 213/2023  prevede in particolare  «Per gli eventi di malattia insorti dal 1° gennaio 2024, ad una indennità giornaliera nella misura del sessanta per cento della retribuzione, calcolata ai sensi dell’articolo 10, nei casi in cui la malattia impedisca totalmente e di fatto all'assicurato di attendere al lavoro ai sensi del regio decreto-legge 14 dicembre 1933, n. 1773, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 244.»; 

Viene inoltre specificato un nuovo sistema di calcolo delle indennità :   «Per gli eventi di malattia di cui agli articoli 6 e 7 del regio decreto-legge 23 settembre 1937, n. 1918, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 1938, n. 831, insorti dal 1° gennaio 2024, l’indennità giornaliera è calcolata sulla base della retribuzione media globale giornaliera percepita dall'assicurato nel mese immediatamente precedente a quello in cui si è verificato l'evento di malattia. Nel caso in cui l'evento si sia  verificato nei primi trenta giorni dall'inizio del rapporto di lavoro, l'indennità giornaliera è calcolata dividendo l'ammontare della retribuzione percepita nel periodo di riferimento per il numero dei giorni retribuiti.».

Con il messaggio 157 del 12 gennaio 2024  INPS è intervenuto  con le prime indicazioni  in merito, specificando che  il servizio web di trasmissione dei flussi retributivi  è in corso di aggiornamento, per cui,  al fine di assicurare continuità nel riconoscimento delle tutele di malattia,  le Sedi  determinano provvisoriamente  le indennità di inabilità temporanea assoluta da malattia fondamentale e da malattia complementare   sulla base dell’ultima retribuzione teorica Uniemens disponibile per lo specifico rapporto di lavoro.

In caso di ritardo nell’invio di flussi Uniemens, le stesse Sedi dovranno provvedere alla liquidazione provvisoria delle prestazioni dovute sulla base dei minimi salariali previsti.

L'istituto ribadisce che le componenti retributive da includere nella base di calcolo delle indennità di malattia devono essere espressamente previste in specifiche norme di legge o del contratto collettivo di categoria. e rinvia  per ulteriori dettagli ad un prossima circolare completa.

Con un ulteriore messaggio del 23 febbraio l'istituto  ha precisato alcuni aspetti sulla  gestione delle domande fondate su eventi di malattia insorti entro il 31 dicembre 2023.

Marittimi : eventi malattia fino al 2023

L'istituto ricorda l'iter di migrazione dei dati relativi alle  prestazioni in argomento  dalla gestione Inail ex Ipsema alle banche dati INPS dal 2014 e  riconferma che 

per gli eventi di malattia insorti entro il 31 dicembre 2023, costituiscono base di calcolo le componenti retributive come determinate dall’articolo 10 del regio decreto-legge n. 1918/1937 – nella formulazione previgente alla riforma recata dalla legge di Bilancio 2024 - nonché quelle aventi fondamento nella contrattazione collettiva. Ciò significa che ai fini del calcolo della prestazione devono essere considerate anche le voci retributive riconducibili, oltre che alla contrattazione collettiva nazionale di settore, alla contrattazione aziendale, o ai contratti di lavoro individuali, in quanto elementi strutturali del “salario”, sempreché si tratti di componenti retributive regolarmente assoggettate a contribuzione obbligatoria.

Inoltre ricorda che  per gli eventi di malattia antecedenti al 1° gennaio 2024, le Strutture territoriali effettuano le verifiche  tra i dati dichiarati  riferiti ai 30 giorni precedenti lo sbarco e l’importo esposto relativo alla retribuzione teorica nei flussi Uniemens di riferimento, relativi, invece, alla mensilità in cui avviene lo sbarco medesimo.

Va tenuto presente che  eventuali componenti retributive imponibili liquidate in unica soluzione in occasione dell’evento dello sbarco e, quindi, interamente denunciate sul flusso Uniemens della mensilità in cui avviene lo sbarco, devono essere riparametrate sulla base di un numero di mensilità pari a quelle interessate dal rapporto di lavoro anche mediante acquisizione delle buste paga ove utili a eventuali supplementi istruttori.

Malattia marittimi 2024: nuove istruzioni

Pubblicata il 4 aprile 2024 una nuova circolare INPS 55/2024 , che fornisce ulteriori indicazioni  sulla determinazione della retribuzione media globale giornaliera da considerare ai fini del calcolo delle indennità previste 

Viene anche annunciato  sulle procedure di comunicazione che 

  • le procedure di gestione sono in corso di aggiornamento per l’automatico inserimento della “retribuzione teorica” esposta nei flussi Uniemens.
  • Al termine dell’aggiornamento, si avrà la determinazione in automatico del valore della RMGG, con conseguente calcolo della percentuale di legge per l’erogazione della prestazione, in coerenza con le informazioni presenti nel flusso Uniemens.

Considerato che le imprese armatoriali e della pesca possono assolvere agli obblighi contributivi e di Uniemens mensili entro 60 giorni dalla scadenza del mese cui i contributi si riferiscono:

  •  la prestazione di malattia è liquidata provvisoriamente e in automatico sulla base dell’ultima “retribuzione teorica” disponibile nel flusso Uniemens per lo specifico rapporto di lavoro.
  • In assenza di flussi Uniemens, le Strutture territoriali devono, invece, provvedere alla liquidazione provvisoria delle prestazioni dovute sulla base dei minimi contrattuali di categoria.

A seguito della ricezione del flusso Uniemens del mese di competenza, la prestazione viene ricalcolata in via definitiva, senza ulteriori adempimenti da parte degli interessati.

Viene conseguentemente meno, per i datori di lavoro interessati, l’obbligo di trasmissione con l’applicativo “Comunicazione dei flussi retributivi”.

Indennità di malattia gente di mare: come funziona

Come noto i lavoratori marittimi sono soggetti a una disciplina  di diritto del lavoro particolare . Il rapporto di lavoro  è  regolato dal Codice della Navigazione (Regio Decreto 30 marzo 1942, n. 327) e  il  contratto , definito  di arruolamento, è il contratto sottoscritto dall’armatore con il personale marittimo.

La regolamentazione specifica  è dettata dal D.P.R. 18 aprile 2006, n. 231 (Regolamento recante disciplina del collocamento della gente di mare), nonché dalla Convenzione internazionale OIL sul Lavoro Marittimo (MLC- 2006)  che stabilisce i principi e i diritti minimi sul lavoro marittimo.

Per questo settore, la competenza all’assistenza sanitaria è suddivisa tra Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera, Servizi Assistenza Sanitaria Naviganti (USMAF-SASN), medici fiduciari in Italia e all’estero e medici del Servizio Sanitario Nazionale sulla base della posizione lavorativa del lavoratore assicurato (navigante o no).

In base all’art. 114 del Codice, per personale marittimo si intende:

  1. la gente di mare;
  2. il personale addetto ai servizi dei porti;
  3. il personale tecnico delle costruzioni navali.

A sua volta la" gente di mare" è suddivisa in tre categorie (art. 115 Codice della Navigazione):

  • personale di stato maggiore e di bassa forza addetto ai servizi di coperta, di macchina e in genere ai servizi tecnici di bordo;
  • personale addetto ai servizi complementari di bordo;
  • personale addetto al traffico locale e alla pesca costiera.

Dal  2014 (decreto legge 76 2013),  la gestione  della malattia e della maternità è affidata all'INPS che garantisce attualmente :

  • l'indennità per inabilità temporanea assoluta per malattia fondamentale  per la malattia insorta a bordo che causa lo sbarco,
  • l'indennità di malattia complementare  per gli eventi insorti entro 28 giorni dallo sbarco. In caso di malattia dopo 28 giorni dallo sbarco in continuità di rapporto di lavoro è prevista l'indennità per inabilità temporanea per un massimo di 180 giorni.
Fonte: Inps
Notizia del: 2024-04-08
Contributi colf 2024 in scadenza il 10 aprile

Si avvicina la scadenza del versamento dei contributi INPS per i lavoratori domestici, riguardanti il primo trimestre 2024, fissata, come ogni anno, al 10 aprile.

Si ricorda che è stata pubblicata il 29 gennaio la circolare INPS 23 2024  con  gli importi dei contributi previdenziali 2024 a seguito della  variazione ISTAT  tra 2022 e 2023 calcolata al 5,4 %.

Gli importi dei contributi sono  riepilogati nelle tabelle  sottostanti.

La circolare ricorda che sono sempre in vigore :

  • gli esoneri previsti dall'articolo 120, commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, con decorrenza 1° febbraio 2001, 
  • gli esoneri istituiti ai sensi dell’articolo 1, commi 361 e 362, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, 
  • la minore aliquota contributiva dovuta per l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI) dai datori di lavoro soggetti al contributo CUAF .

Per il rapporto di lavoro a tempo determinato continua ad applicarsi il contributo addizionale a carico del datore di lavoro,  pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale).

ATTENZIONE l'addizionale non si applica ai lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti.

Contributi colf :  scadenze  e modalità versamenti

I contributi si pagano ogni trimestre alle seguenti scadenze:

  • dal 1° al 10 aprile versamento per il primo trimestre;
  • dal 1° al 10 luglio versamento per il secondo trimestre;
  • dal 1° al 10 ottobre versamento per il terzo trimestre;
  • dal 1° al 10 gennaio versamento per il quarto trimestre.

Sono disponibili per il versamento:

  • la modalità “Pagamento immediato pagoPA”, online che permette di versare i contributi utilizzando la carta di credito, di debito o prepagata oppure mediante addebito in conto;
  • la modalità con avviso di pagamento pagoPA cartaceo che si riceve dall'INPS, per  versare i contributi presso qualsiasi Prestatore di Servizi  (ttabaccherie, uffici postali).

Esonero per Quota 103 anche per il lavoro domestico

Inps  ricorda anche la novità   della legge 29 dicembre 2022, n. 197, che ha previsto  per i lavoratori dipendenti che abbiano maturato i requisiti minimi per l'accesso al trattamento di pensione anticipata flessibile Quota 103, la possibilità di rinunciare all'accredito contributivo  a proprio carico . Questo comporta che:  

  • viene meno l' obbligo di versamento contributivo da parte del datore di lavoro della quota a carico del lavoratore, a decorrere dalla prima scadenza utile per il pensionamento  e
  •  la somma corrispondente va corrisposta  al lavoratore. Al riguardo, l’Istituto ha fornito indicazioni con la circolare n. 82 del 22 settembre 2023, .

Importo contributi 2024  al netto della contribuzione addizionale 

RETRIBUZIONE ORARIA

IMPORTO CONTRIBUTO ORARIO

Effettiva

Convenzionale

Comprensivo quota CUAF

Senza quota

CUAF (1)

 

fino a € 9,40

 

oltre   € 9,40

fino a € 11,45

 

 

oltre € 11,45

 

€ 8,33

 

 

€ 9,40

 

 

€ 11,45

 

 

€   1,66 (0,42) (2)

 

 

€   1,88 (0,47) (2)

 

 

€   2,29 (0,57) (2)

 

€   1,67 (0,42) (2)

 

 

€   1,89 (0,47) (2)

 

 

€   2,30 (0,57) (2)

Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali

 

€ 6,06

 

€   1,21 (0,30) (2)

 

€   1,22 (0,30) (2)


Importi con addizionale, per i contratti a tempo determinato

RETRIBUZIONE ORARIA

IMPORTO CONTRIBUTO ORARIO

Effettiva

Convenzionale

Comprensivo quota CUAF

Senza quota

CUAF (1)

 

fino a € 9,40

 

oltre   € 9,40

fino a € 11,45

 

 

oltre € 11,45

 

€ 8,33

 

 

€ 9,40

 

 

€ 11,45

 

 

€   1,78 (0,42) (2)

 

 

€   2,01 (0,47) (2)

 

 

€   2,45 (0,57) (2)

 

€   1,79 (0,42) (2)

 

 

€   2,02 (0,47) (2)

 

 

€   2,46 (0,57) (2)

Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali

 

€ 6,06

 

€   1,29 (0,30) (2)

 

€   1,30 (0,30) (2)


La circolare specifica anche la suddivisione dei coefficienti di ripartizione tra le gestioni.

Fonte: Inps
Notizia del: 2024-04-05

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