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Fondo nuove competenze 2022: il decreto riduce l'aliquota

Il Fondo nuove competenze istituito dal Decreto  Rilancio n. 34 2020 per sostenere le imprese   nei percorsi di  riqualificazione del proprio personale collegate alle riorganizzazioni aziendali post pandemia,    è stato ulteriormente finanziato dai decreti  di febbraio e marzo 2022 (vedi ultimo paragrafo)  con un ulteriore miliardo di euro delle risorse del programma React EU.

E' in preparazione il decreto attuativo  che definisce le modalità di assegnazione  alle aziende

Dalle prime indiscrezioni sugli incontri avuti con le parti sociali  emerge che i ministri del lavoro e dell'economia stanno decidendo una rimodulazione del finanziamento che nel 2021 copriva al 100% i costi  sia  retributivi che contributivi delle ore dedicate alla formazione, con l'obiettivo di  soddisfare le richieste di un maggior numero di aziende.

Le novità  previste sono :

  • retribuzione oraria  durante la formazione  finanziata fino al  70-75% del totale
  • contributi previdenziali e assistenziali delle ore destinate alla formazione rimborsati al 100%.
  • controlli su qualità ed efficacia dei programmi formativi
  • gestione affidata ai  Fondi paritetici interprofessionali ove presenti  opppure agli  enti accreditati a livello nazionale o regionale, non piu direttamente ai datori di lavoro.
  • priorita a percorsi di riqualificazione nell'ambito delle competenze digitali e sulla sostenibilità

 Il ministro Orlando ha avanzato anche  la proposta di introdurre una premialità   ulteriore per le aziende che stipulano accordi collettivi di riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario o che  revedono  nuove modalita di partecipazione dei lavoratori nell’impresa. 

La proposta non è stata accolta dalle associazioni datoriali, che non considerano prioritaria la  possibilità di riduzione di orario ma piuttosto puntano all'efficacia della preparazione dei profili necessari alle nuove esigenze, viste le difficoltà attuali del mismatch tra competenze richieste e competenze presenti.

Si sono detti d'accordo invece i sindacati.

Conversione Milleproroghe  e Fondo nuove competenze  2022

Il Decreto Milleproroghe convertito in legge n. 15-2022 pubblicata il 28 febbraio 2022 in Gazzetta ,   prolunga a tutto il 2022  l'operatività del Fondo. Va ricordato tra l'altro che i fondi inizialmente stanziati sono stati esauriti ( è in corso l'istruttoria per le domande presentate  fino al 30 giugno 2022)  e per l'utilizzo dei nuovi stanziamenti si attende  il   nuovo decreto interministeriale attuativo,  previsto dal decreto Fisco lavoro n. 146 2021.

 Sono infatti da ridefinire in dettaglio:

  •  la misura del contributo rispetto agli oneri contributivi relativi alle ore di formazione dei lavoratori 
  • le caratteristiche dei progetti formativi finanziabili
  • la tipologia di aziende ammesse a godere dell'agevolazione che nella norma sono indicate come appartenenti "al settore della transizione ecologica e digitale "

Decreto Energia  e  Fondo Nuove Competenze

Il decreto 17-2022 con misure in materia di sostegno contro il caro energia, è intervenuto a modifIcare appunto l’articolo 11-ter, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2021, n. 301 aggiungendo tra le aziende da agevolare  anche i datori di lavoro "che :

  • abbiano sottoscritto accordi di sviluppo per progetti di investimento  strategico, o che
  • siano ricorsi al Fondo per il sostegno alla transizione industriale di  cui all’articolo 1, comma 478, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, dai quali emerga un fabbisogno di   adeguamento strutturale delle competenze dei lavoratori".


Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Notizia del: 2022-05-24
Assegno congedo matrimoniale diretto: nuova richiesta online dal 23.5

L'assegno di congedo matrimoniale si puo richiedere direttamente all'INPS on line in una nuova  piattaforma    finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Lo ha comunicato l'INPS con il messaggio n. 2147  del 22 maggio 2022 che annuncia  la realizzazione di un nuovo step nel percorso di digitalizzazione dei servizi anche  grazie ai progetti  finanziati  dai fondi del PNRR.

Tra  questi  si segnala  il Progetto  "HUB  prestazioni non pensionistiche”: una piattaforma unificata per l'acquisizione delle domande on-line di  tutte le prestazioni diverse dalle pensioni

 Come detto, dal 23 maggio in questa piattaforma sarà presente  il servizio di richiesta dell’Assegno congedo matrimoniale a pagamento diretto dell’Inps.

 Di seguito  i requisiti per l'assegno  di congedo matrimoniale a pagamento diretto e le modalità di utilizzo del servizio

Requisiti per accedere all’ Assegno congedo matrimoniale 

L’Assegno per congedo matrimoniale è una prestazione previdenziale il cui importo è pari a

  •  sette giorni di retribuzione 
  • otto giorni per i marittimi, 

da chiedere in occasione del matrimonio civile o concordatario, o unione civile.

Può essere chiesto all’Istituto entro un anno dalla data del matrimonio/unione civile.

ATTENZIONE :  Il solo matrimonio religioso non dà diritto alla prestazione.

Spetta ai:

  • lavoratori disoccupati che nei novanta giorni precedenti il matrimonio/unione civile hanno prestato, per almeno 15 giorni, la propria opera alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative;
  • lavoratori che, ferma restando l’esistenza del rapporto di lavoro, per un qualunque giustificato motivo non siano comunque in servizio (ad esempio, richiamo alle armi).
  • L’Assegno non spetta ai lavoratori con qualifica di impiegati né ai lavoratori esclusi dall’applicazione delle norme sugli Assegni per il nucleo familiare con il versamento dello specifico contributo. Si può avere diritto a successivi assegni per congedo matrimoniale, solo se vedovi, divorziati o sciolti da unione civile.

Al ricorrere delle condizioni, ne hanno diritto entrambi i coniugi.

Presentazione domanda assegno congedo matrimoniale 

Il servizio di invio on-line è disponibile sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it) al seguente percorso: “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Assegno congedo matrimoniale” con accesso da: 

  • WEB, attraverso il servizio dedicato sul sito dell'Istituto con un proprio SPID di livello 2 o superiore, o tramite CNS (Carta Nazionale dei Servizi) Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE);
  • contact center, ai numeri 803 164 (gratuito da rete fissa) e 06 164 164 da rete mobile;
  • servizi telematici offerti dagli enti di patronato e intermediari dell'Istituto.

Il servizio fornisce una scheda informativa sulla prestazione e la possibilita di 

  • Inserimento domanda  di Assegno per il congedo matrimoniale e invio telematico;
  • Consultazione Domand e di Assegno congedo matrimoniale presentate/in corso di presentazione.

Nella compilazione il servizio prevede  l'utilizzo automatico di  dati già in possesso dell’Istituto  come ad esempio, i dati anagrafici del richiedente.

ATTENZIONE  Nella richiesta va indicata  la data del matrimonio.

Nella  Sezione “Dichiarazioni” devono essere rese, oltre alla dichiarazione di essere in possesso dei requisiti  anche le dichiarazioni relative a:

  • avere acquisito la residenza in Italia prima della data del matrimonio/unione civile e di avere acquisito anche in Italia lo stato di coniugato;
  • non avere svolto, alla data del matrimonio/unione civile e per la durata della prestazione, alcuna attività lavorativa in Italia e all’estero;
  • di avere lo stato di richiamato alle armi alla data del matrimonio/unione civile (da compilare solo se il richiedente si trovava sotto le armi);
  • di percepire un'indennità per inabilità temporanea da infortunio erogato dall'INAIL alla data del matrimonio.

Nella sezione  “Informazioni per l’accredito del pagamento” è  possibile selezionare la modalità di pagamento  dell'assegno tra:

  • Accredito su IBAN;
  • Bonifico domiciliato presso ufficio postale.

Nella  Sezione “Riepilogo dati domanda” sono presenti tutti i dati acquisiti  che sarà possibile verificare e correggere  per poi procedere all'INVIO.

Fonte: Inps
Notizia del: 2022-05-23
Subappalti: obbligo applicazione CCNL non retroattivo

L'ispettorato del lavoro  si occupa nella  nota 1049 del 19 maggio 2022 delle modifiche alla disciplina del subappalto apportate dall'art. 49 comma  14 ,D.L. n. n. 77/2021  al  D.Lgs. n. 50/2016

 La nuova norma prevede in particolare che  per le prestazioni affidate in subappalto, debbano:

  1.  essere garantiti gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e  
  2. essere  riconosciuto ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, inclusa l'applicazione dei medesimi contratti collettivi nazionali di lavoro"

L'ispettorato risponde  in merito alla retroattività di tale norma dopo aver acquisito il parere misteriale prot. n. 11765 del 17 dicembre 2021 e  quello  dell’ANAC con nota prot. 37720 del 15 maggio 2022., 

L'ispettorato  ritiene, citando pronunce del Consiglio di stato e del Tar Sicilia,  che le modifiche apportate al  comma 2 devono tenere conto delle condizioni di aggiudicazione e di oneri non valutati in fase di gara.

Infine  evidenzia che  all’interno del D.Lgs. n. 50/2016, l’art. 216, nel regolare le previsioni transitorie e di coordinamento, prevede espressamente che le disposizioni del codice dei contratti pubblici si applichino :

"alle procedure e ai contratti per le quali i bandi o avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente siano pubblicati successivamente alla data della sua entrata in vigore nonché, in caso di contratti senza  pubblicazione di bandi o di avvisi, alle procedure e ai contratti in relazione ai quali, alla data di entrata in vigore del presente codice, non siano ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte”.

La conclusione dell'ispettorato è dunque che  il nuovo comma 14,risulta  applicabile unicamente nei confronti dei contratti di subappalto relativi a gare il cui bando sia stato pubblicato dopo l’entrata in vigore del D.L. n. 77/2021, ovvero il 1 giugno 2021.

Fonte: Ispettorato nazionale del lavoro
Notizia del: 2022-05-23
Premi produttività nei gruppi aziendali: nuovi chiarimenti

L'agenzia delle Entrate richiede che l'obiettivo fissato per l'erogazione dei premi di produttivita in un gruppo di imprese deve esserre aggiunto in ciascuna , non è sufficiente che sia raggiunto a livello collettivo. Inoltre è sempre necessario l'accordo sindacale nella fissazione degli obiettivi  Lo affferma la RIsposta a interpello n. 265 2022

Il caso: premio variabile  per obiettivo di gruppo 

La Società  che ha proposto l'interpello  opera come parte di un gruppo leader a livello internazionale  nel settore dei giochi e delle scommesse,  e applica ai dipendenti il CCNL del settore Terziario.

Per stimolare l'incremento della produttività, della redditività e migliorare  il benessere dei propri   dipendenti dopo l'emergenza pandemica 

prevede l'erogazione del premio variabile annuale dei dipendenti della Società istante  con le seguenti caratteristiche 

- il premio è erogabile a tutti i dipendenti;

- l'ammontare del premio è proporzionato al raggiungimento del risultato operativo del Gruppo ovvero, all'aumentare del risultato del Gruppo, aumenta la

percentuale del bonus erogabile. In dettaglio:

- al raggiungimento del 97 per cento (cd. "Soglia") del risultato operativo del Gruppo, si avrà diritto al 25 per cento del bonus;

- al raggiungimento del 100 per cento (cd. "Target"), si avrà diritto al 50 per  cento del bonus; e

- solo al raggiungimento del 105 per cento (cd. "Exceed") del risultato, il  bonus potrà essere erogato nella misura del 100 per cento.

- l'importo del premio erogabile al dipendente è, inoltre, determinato dalla

combinazione di due risultati: risultato operativo e dati legati  alle scommesse ed al gioco responsabile,( I due parametri hanno autonomia nella determinazione delpremio

La Società ha intenzione di sottoscrivere un contratto collettivo aziendale che regolamenti l'erogazione  subordinato al requisito oggettivo delll'incremento dell'EBITDA del gruppo del 2021 rispetto al 2020, collegabile a un sistema di  welfare aziendale ed eventualmente , graduando l'erogazione dei benefit in base alla  RAL di ciascun dipendente e applicando  il regime fiscale agevolativo  previsto dall'articolo 1, comma 182 e seguenti, della legge n. 208 del 2015.

La risposta dell'Agenzia

La risposta dell'Agenzia all'ipotesi proposta è negativa:  afferma infatti che anche in presenza di un accordo aziendale che subordina l’erogazione del premio di risultato al raggiungimento di un obiettivo di gruppo, per  ottenere la detassazione  è indispensabile che  l’incremento di produttività, sia raggiunto nella specifica azienda  . Non è  sufficiente che il risultato positivo sia misurato sull'intero gruppo.

Ll'Agenzia inoltre fa notare che sulla politica premiale descritta  in base alla  documentazione integrativa prodotta, emerge  che  i criteri e modalità di attribuzione dei premi di produttività a livello di  Gruppo siano definiti mediante un regolamento aziendale,del tutto  diverso dagli accordi collettivi aziendali o territoriali  richiesti per l'applicazione della norma  sulla detassazione dei premi .

Infatti il regolamento è per definizione uno strumento unilaterale del datore di lavoro, che individua una serie di previsioni applicabili ad alcuni aspetti  del rapporto di lavoro. ispirato ad una logica diversa da quella  della contrattazione collettiva, Per questo  d'intesa con il citato Ministero del lavoro l'Agenzia non ritiene applicabile  la detassazione dei premi di produttività. 

Fonte: Agenzia delle Entrate
Notizia del: 2022-05-23
Prepensionamenti ok alla revisione dell'assegno

Nel caso in cui il lavoratore percepisca prestazioni economiche dal datore di lavoro successivamente alla decorrenza dell'esodo  a norma dell' art 4 L 92 2012 e   dell'art. 41 del D.lgs 148 2015  cd.  "isopensione" e contratti di espansione ) è possibile fare richiesta di  adeguamento dell'assegno di esodo, previ o accordo  con il datore di lavoro. Lo  affferma INPS nel messaggio n. 2099 del 18 maggio 2022.

A seguito di numerose richieste di chiarimento giunte dalle sedi territoriali, l'istituto  precisa che  è possibile ricostituire le prestazioni di esodo ovvero ricalcolare l'assegno :

  1. sia  nel caso di  retribuzioni percepite successivamente alla data di cessazione del rapporto di lavoro
  2. che nel caso in cui nell’estratto conto contributivo risulti della contribuzione accreditata (d’ufficio o la cui domanda di accredito sia stata presentata prima della cessazione del rapporto di lavoro) non presente al momento della liquidazione, in via definitiva, della prestazione di esodo. 

Il messaggio  spiega che "ogni retribuzione imponibile a fini previdenziali erogata successivamente all’accesso alla prestazione di esodo, ma riferita al periodo di lavoro precedente la cessazione  deve essere inclusa nel calcolo delle prestazioni richiamate".

Per  procedere alla ricostituzione è necessario però  che il datore di lavoro garantisca il maggiore onere che ne deriva firmando una apposita dichiarazione da allegare alla domanda del lavoratore

Ricostituzione prestazioni di esodo

Per la richiesta di ricostituzione i  lavoratori interessati potranno presentare la domanda  via PEC, allegando una  dichiarazione del datore di lavoro, opportunamente timbrata e firmata dal legale rappresentante,  in cui il datore si fa carico dell’eventuale maggiore onere derivante dalla richiesta di ricostituzione.  In allegato al messaggio viene fornito il fac-simile della dichiarazione da acquisire agli atti.


Fonte: Inps
Notizia del: 2022-05-20
Disoccupazione agricola 2021: istruzioni per il calcolo

L’INPS, con la circolare n. 60 del 18 maggio 2022, illustra le modalità di liquidazione dell’indennità di disoccupazione agricola riferita all’anno 2021

L'istituto sottolinea  in particolare  che  per  lavoratori del settore agricolo, il trattamento di integrazione salariale in deroga, per le ore di riduzione o sospensione delle attività, nei limiti previsti, è equiparato al lavoro, ai fini del calcolo delle prestazioni di disoccupazione

Importo disoccupazione agricola e periodi di cassa integrazione

Per il 2021 vanno tenuti presenti   per il calcolo le disposizioni di  concessione cassa integrazione ordinaria e in deroga   stabilite con i seguenti provvedimenti ( tra parentesi il periodo massimo concesso)

  • articolo 12 del D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, (6 settimane )
  • articolo 1, comma 300,della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di Bilancio 2021)(12 settimane)
  • articolo 8, comma 2, del D.L. 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69, (28 settimane)
  • articolo 11, comma 1, del D.L. 21 ottobre 2021, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215 (13 settimane).

Alle giornate lavorate nel medesimo anno quindi  saranno aggiunti  ai fini del calcolo :

  • periodi di trattamento di integrazione salariale in deroga fruiti nel 2021 dagli operai agricoli a tempo determinato in conseguenza dell’emergenza epidemiologica, 
  •  periodi di CISOA fruiti dagli operai agricoli a tempo indeterminato con le causali “COVID-19”,
  •  e i periodi di CIGO e di CIGO per sospensione di CIGS con le causali “COVID-19” fruiti dagli operai agricoli a tempo indeterminato dipendenti dalle cooperative agricole e loro consorzi 

L’importo dell’indennità di disoccupazione agricola spettante per il 2021 sarà pari

  •  al 40% per gli operai agricoli a tempo determinato e
  •  al 30% per gli operai agricoli a tempo indeterminato

 della retribuzione di riferimento, costituita dalla media ponderata tra la retribuzione riferita ai giorni di lavoro effettivo e quella percepita in relazione ai periodi di trattamento di integrazione salariale fruiti.

Franchigia per i lavoratori extracomunitari

Viene segnalato anche che a c ausa dell'emergenza pandemica che ha impedito i rientri in patria  per i  lavoratori agricoli provenienti da Paesi extracomunitari non convenzionati, in relazione all’indennità di disoccupazione agricola di competenza del 2020, è stato  l’ampliato a 180 giorni del periodo di franchigia indennizzabile 

Per il perdurare delle limitazioni alla circolazione delle persone, nell’ottica di evitare ulteriori penalizzazioni a tale categoria di lavoratori, anche  per le domande 2022 per gli eventi di disoccupazione dell’anno 2021, il periodo indennizzabile è pari a 180 giorni.

Fonte: INPS
Notizia del: 2022-05-20

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